Un giorno da giornalista investigativo

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

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In Italia siamo abituati ai giornalisti che frignano tutto il tempo dicendo che i poteri forti li bloccano.

Poi ce lo dicono in trasmissioni in prima serata su televisioni che loro stessi dicono controllate dai poteri forti.

E pubblicano con editori che solitamente da loro stessi sono definiti al servizio del capitale dei poteri forti.

La domanda è: alla faccia dei poteri forti che li boicottano pensa se li sostenessero e nel frattempo ingrassano in termini di potere, prestigio e pecunia con noi che gli crediamo.

Poi abbiamo i giornalisti urlatori che se non urlano non sanno che dire e sono i vari miracolati di una leadership tutti-partisan alquanto sciattina.

Poi abbiamo anche quelli seri che sono tutti-partisan.

Ma andiamo lontano ed andiamo in Iraq a parlare dei giornalisti investigativi.

Quel tipo di giornalisti che cercano le cose prima degli altri tanto per capirci.

Sono facili da riconoscere.

La sera si raggruppano un pò stanchi per  farsi compagnia e darsi calore. Li possiamo trovare in posti come un hotel di Erbil nel Kurdistan Iracheno.

Sempre un mix di freelancer ed altri legati a strutture consolidate che hanno un budget che offre qualche copertura.

Sono diversi dagli altri dato che il cinismo gli puzza addosso. E loro non fanno nulla per nasconderlo.

Ma tutti vivono in simbiosi con una persona che fa un lavoro speciale. Ovvero con The Fixer.

E cosa fa un Fixer? Beh,apre i contatti che servono per muoversi e non finire rapiti od ammazzati.

Semplice,no?

E così il tuo Fixer fa si che tu possa seguire le unità che  casa dopo casa rastrellano Mousul.

Eh, si questi al contrario dei Siriani e dei Russi non applicano il bombardamento indiscriminato contro i civili come strategia militare mentre una ipocrita Europa guarda altrove contenta che qualcuno faccia il lavoro sporco. Ma questa è una altra storia.

Quindi ti ritrovi con soldati e milizie in giro e questo grazie al Fixer.

Ma ora sei in Erbil e ti rilassi in luoghi che hanno un nome tedesco come  il Deutscher Hof e dove nessuno crea problemi se bevi alcolici. Se hai più soldi vai al Teachers’ Club. Ma alla fine è sempre la stessa gente.

La tua gente se sei un investigativo.

I barman di questi luoghi ti conoscono anzi conoscono tutti al pari di quelli delle lounge nelle nostre città e come i loro colleghi sanno cosa vuoi e quando lo vuoi.

Vita , pardon normalità si chiama.

E ne hai maledettamente bisogno dopo che per ore la tua vita è appesa alla parola PRESS scritta su un giubbotto  anti proiettili. Fidati,che ne hai bisogno di normalità.

Mousul che  Daesh prese nel 2014 e che ora perde casa dopo casa e qui siamo in tanti . Investigativi e non.

Ed ogni tanto qualcuno crepa o viene ferito.

Fa parte del lavoro come fa parte del lavoro di un pilota di Formula 1 sapere che potrebbe non arrivare intero o vivo alla fine di un grand prix.

Business as usual ed il testo è retorica per vendere di più comodamente seduto in un talk show circondato da parolaie gnocche tacco 16 e da parolai gnocchi abbronzatissimi. Ma anche questa è una altra storia e torniamo in Iraq.

Erbil e Mousul , saltiamo qui e lì.

Chi ha budget alloggia in hotel con tante stelle e gli altri altrove.

Chi ha budget ha i Fixer migliori e poi anche la scorta e sicuramente una assicurazione contro il sequestro che prevede il pagamento di un negoziatore come pure di un commando di private security forces che ti venga a liberare se si creano le condizioni.

Gli altri?

Mah, come dire si arrangiano per arrivare ad avare quel budget la prossima volta.

Mettiamola così che è meglio.

E così puoi dormire al Rotana a 240 dollari a notte oppure puoi dormire altrove a 13 dollari a notte.

Le stelle sotto cui dormi sono sempre le stesse.

In ogni caso se non hai almeno 500 dollari al giorno per pagarti il Fixer e gli altri costi è meglio se resti a casa.

Dai è mattino presto ed è meglio di come lo fanno vedere nei film e si parte in convoglio. Fino a qui diciamo che il numero serve.

Nessuno attacca il convoglio dato che sopra di noi ci sono gli angeli custodi. Chi?

A caval donato non si guarda in bocca e dato che ti parano il culo e non fanno male a nessuno  go ahead dato che non manca  certo di cosa scrivere o riprendere.

Poi il convoglio arriva.

Mousul.

E qui iniziano le differenze.

Dato che tutti siamo a piedi ma la vita cambia se arrivi a malapena al budget di 500 dollari al giorno o se ne hai 1000 o 3000.

Ma i ogni caso le bombe  fanno la voce da tenore ed i proiettili sono spiacevoli ronzii se sono vicini.

Alla fine uno sniper può aprirti il cranio se sa sparare nello spazio tra il collo rialzato del giubbotto e la falda dell’ elmetto.

Ed allora che il tuo sia un kevlar da 200 o da 2000 dollari poco importa dato che sei morto e qui sparano molto bene.

Ovvio la vita ti cambia se sei in un taxi od in veicolo blindato se ti trovi una mina sulla  strada ma come abbiamo detto è questione di budget.

Ora sarebbe bello raccontarla alla cinematografo ma qui nessuno è gnocca o gnocco e quindi la diciamo alla normale.

Ovvero a come accade.

Entri.

Segui il gruppo che il tuo Fixer ha trovato e speri.

Cosa?

Di tornare a vivere come è iniziato questo racconto. Ovvero a sederti con altri come te a raccontare la morte e la vita in zona di guerra. Ed i segreti dietro dato che sei lì per questo.

Più segreti trovi e più budget hai al prossimo giro. Qui od altrove tanto le guerre non mancano.

Cazzo che cinico. Ah, beh è il mestiere.

I migliori che non significa quelli con più budget arrivano poi al cuore.

Questi fanno la storia dato che possono raccontarla e gli altri imparano.

Poi ti accorgi che ti stai limitando da solo.

La tua vita dipende da te. A te è negato avere una arma od altro di simile.

Sono le tue parole che ti proteggono. Più dici il vero più amici ti aiutano contro gli altri.

Ma ti limiti abbiamo detto.

Non esci da questo luogo dove sei con quelli come te e non vedi la vita dove la pace  torna a germogliare.

Stanco di guerra,forse?

Si.