Attentato a San Pietroburgo: Islamici? Perchè COSI’ BANALE??! (2/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Nella prima parte di questo articolo avevamo parlato dello scontro tra Salisti e Siloviki come  ipotesi per l’ attentato di Lunedì 3 Aprile a San Pietroburgo.

Oggi parliamo di come la minaccia Russa sia più percepita che reale.

Iniziando a parlare della dimensione tattica della potenza Russa, (ovvero interna e nelle aree geograficamente confinanti), abbiamo detto che mentre Portoghesi e Spagnoli andavano ad ovest e sud conquistando oceani di acqua dalla Moscova i Russi andavano ad est conquistando oceani di terra fino alla Siberia.

E’ un dato storico che  viene regolarmente trascurato e che spiega molto della concezione dello spazio delle leadership prima Russe, poi Sovietiche ed ora nuovamente Russe.

Dal quel momento le leadership relativamente alla geografia hanno sempre avuto una visione geopolitica che è la stessa per tutti i grandi imperi territoriali della storia. Da quello Egizio alle nazioni contemporanee che hanno costruito la loro grande estensione territoriale in un processo lungo secoli come la Russia, gli Usa , la Cina od il Brasile.

Questa visione considera i territori annessi come indispensabili per la protezione del centro e quindi irrinunciabili. Pertanto ogni perdita territoriale innesta una psicosi geopolitica.

Correlata a questa percezione poi la sindrome dell’ assedio che giustifica annessione dopo annessione per allontanare gli assedianti dal centro.

Ed ovviamente le due sindromi si rafforzano mutualmente. In questo approccio ricadono il muro di Trump, come abbiamo visto in un altro articolo  contro il deflagrare della narcoguerra civile in Messico, od i Russi in Cecenia come pure i Cinesi nei riguardi di Taiwan od il Brasile con le dispute territoriali in Amazzonia.

Su queste basi  nel diciannovesimo secolo nacque la geopolitica come scienza e ad agli inizi del ventesimo abbiamo avuto Mackinder con la teoria geopolitica chiamata Hearthland. Una teoria che da quel momento è stato il caposaldo delle concezioni strategiche di Mosca fino ad oggi e di Berlino fino alla Seconda Guerra Mondiale.

Hearthland si basava sul dominio continentale della regione Euro-asiatica in cui il potenziale industriale Tedesco avrebbe avuto libero accesso alle risorse minerarie Russe fino alla Siberia. Essendo tutto su terra veniva meno la capacità di interdizione di un blocco navale come quello subito da Napoleone.

La tecnologia rese questa visione obsoleta.

Pearl Harbor e le Midway dimostrarono che le portaerei rendevano colpile un territorio.

I bombardieri strategici a lungo raggio B52 dimostrarono che si poteva volare senza interruzione e colpire in un altro continente.

Poi i satelliti resero impossibile  nascondere i collegamenti autostradali e ferroviari come pure le postazioni a loro difesa.

Infine la tecnologia delle armi intelligenti ha reso colpibile ogni bersaglio con precisione da lontano. Un bersaglio come una striscia di asfalto di una autostrada od un binario.

In merito si rimanda ad una approfondita analisi sulle conseguenze geopolitiche e sul lavoro in Europa dopo che si è attivato nel gennaio 2017 il collegamento con treni ad alta velocità tra Beijing e Londra.

Tecnologia che ha il suo apice nel cannone magnetico Americano che consente di colpire ad 8000 chilometri di distanza annientando qualsiasi infrastruttura delle mitiche nuove Vie della Seta.

Dopo questo torniamo alla demografia. Il calo demografico farà si che nel 2020 i Russi non saranno più il gruppo etnico dominante dopo gli Urali in quell’ immenso oceano di terra che arriva in Siberia.

Ed in quei territori i Cinesi stanno dominando.

Cinesi non necessariamente legati a Beijing  visto, ad esempio, sia il potere delle Società Segrete che quello dei culti sincretici a base cristiana.

E questo ci consente di passare al livello strategico.

Il livello strategico: la Russia dai Brics alla Siria 

Ci ricordiamo i fiumi di parole sui Brics?

Tutti i Guru che ci assicuravano che i Brics più Iran e Venezuela avrebbero dominato il mondo.

Avrebbero costituto un blocco economico , industriale, finanziario, militare tale da annientare gli Usa in decadenza irreversibile e la Nato come alleanza militare e  quindi dominare il mondo.

Belle parole appunto e solo parole.

Il sogno mitologico sul Brics-power finì nel 2008 anche se i Guru Nostrani se ne sono accorti con Trump nel 2017 e per inciso ora sono dei Trump-Guru usando le stesse parole per super America. Il tutto si commenta tristemente da solo.

Nel 2008 la Cina attivò una stimolazione della domanda interna al fine di uscire dalla crisi generata dal ridursi dell’ export.

Questo innestò una spirale inflattiva le cui cause principali erano i prezzi del carburante e degli alimenti.

In quegli anni Mosca guadagnava fiumi di denaro ed il prezzo degli idrocarburi era più elevato che oggi.

Nonostante questo Putin non scontò mai il prezzo alla Cina che ne aveva bisogno per raffreddare la spinta inflattiva.

Lo stesso fecero il Brasile ed il Sud Africa relativamente agli alimentari.

In una frase: essere parte del blocco BRICS non valeva la pena di scontare di un dollaro il prezzo di idrocarburi o dei pomodori.

Chiusa la mitologia dei super-BRICS passiamo a valutare la potenza militare Russa.

Se la Nato chiudesse il Mar Nero e Gibilterra la flotta Russa non arriverebbe mai in Siria e pensare ad un periplo del mondo per arrivare a Suez è francamente difficile in termini logistici per una flotta che non riesce neanche a salvare un equipaggio prigioniero nel fondale dentro ad un sottomarino nucleare .

Per inciso ricordiamoci che quando i Russi vogliono navi ad elevate prestazioni come le portaelicotteri le comprano in Francia e Parigi ha la seconda più potente flotta al mondo mentre quella Usa è diciassette volte più grande di quella delle prime 15 potenze al mondo.

Un dato di riferimento per capirci meglio: la Russia ha una portaerei e la marina Italiana ne ha 2.

Allo stesso modo le aviazioni Nato possono interdire lo spazio aereo e quindi anche un ponte aereo con la Siria è impossibile.

Si ricorda per inciso che quando si sono scontrati in cielo un pilota Turco che pilotava un caccia Usa ed uno Russo è stato il Russo ad essere abbattuto.

Lanciare dei missili contro dei bersagli in Siria da un nave nel Mediterraneo che può essere facilmente affondata da forze soverchianti come pure da una nel Mar Caspio dove può essere affondata da missili a lungo raggio certamente riempie le copertine dei telegiornali ma non ha alcun valore militare.

La azioni aeree Russe in Siria sono in media 15 al giorno e non vanno lontano senza due elementi chiave.

Uno è il supporto delle aviazioni di altri paesi dalla Turchia agli Usa.

Il secondo è che bombardano indiscriminatamente obbiettivi civili come deliberata ed ammessa strategia senza che nessuno protesti.

Se gli Usa o gli Israeliani per sbagliano bombardano una scuola apriti cielo ma se lo fanno i Russi nessuno dice nulla.

Chi pontifica dicendo che i Russi hanno liberato Aleppo in un tempo inferiore a quello che Iracheni, Americani , Francesi, Kurdi, Turchi ed Inglese stanno impiegando per liberare Mousul dovrebbe anche avere la onestà intellettuale di dire che a Mousul la popolazione civile è rispettata.

Se poi si usano i gas fanno ancora prima e qui in tanti magnificano super-Russia che è così veloce ma riprendiamo a fine articolo.

Ad Aleppo non lo era e quindi tutto fu più rapido dato che ci vuole molto meno tempo a radere al suolo un isolato che a conquistarlo casa dopo casa per limitare il danno collaterale ai civili.

Inoltre in Siria, come abbiamo visto in un altro articolo, arrivano i Marines per sbloccare lo stallo.

In Siria Putin ha solo e semplicemente riempito un vuoto generato dal pivot strategico Usa  iniziato nel 2009 e che allontana Washington dalla regione non solo perchè non importa più petrolio ma perchè divenuta esportatrice netta di energia.

Ma anche di questo non si parla come si dovrebbe.

Tirando le somme:

  • La Russia internamente implode
  • La Russia internazionalmente tappa i buchi che gli Americani volutamente lasciano ed altro non riesce a fare

E questo ci porta finalmente a parlare della cosiddetta e supposta  minaccia Russa.

La sola dimensione che rende pericolosa la Russia in termini militari è il suo potenziale nucleare dato che Mosca appartiene al Nuclear Armegaddon Club.

Ovvero è una delle 4 nazioni al mondo insieme ad Usa, UK e Francia in grado di scatenare una apocalisse nucleare. Un potere geopolitico che le altre nazioni nucleari non hanno.

Senza questo il suo potere militare non è un problema fino a che esiste una forza di contenimento che si chiama Nato. Ed ovviamente la Nato contiene anche la minaccia nucleare.

Senza la Nato la Russia temerebbe solo la Francia ed il Regno Unito visti i loro arsenali nucleari e la Germania e la Turchia viste le loro forze armate.

Il resto della Europa non potrebbe impensierirla.

Inoltre senza la Nato, come abbiamo visto in un altro articolo , da Berlino a Madrid passando per Roma tutti potrebbero avere una arma nucleare in 6 mesi dato che tutti hanno sia la tecnologia che il materiale radioattivo.

Ovvero si scatenerebbe una corsa alla atomica in Europa.

Tutto questo sullo sfondo ci porta alla presunta minaccia  Russa.

Putin gioca al leader della superpotenza che tutto fa e può solo per nascondere la sua debolezza.

20 anni logorano tutti e come abbiamo visto la Russia se non avesse le armi atomiche non conterebbe poi molto.

Anche il Pakistan può mandare qualche aereo e poche centinaia di commando se lo pagano. E probabilmente sarà pagato dai Sauditi per contenere Teheran. Per inciso l’ Islam dal 1983 ha la bomba atomica con il Pakistan ma questo non è mai stato un problema. Una atomica Sunnita e semmai un giorno Teheran ne avesse una Sciita i Sauditi pagherebbero la protezione nucleare  non araba ma sunnita dei Pachistani.

In questo contesto Putin alza la voce nel mondo quando se lo può permettere e dove può permetterselo.

E manda anche un messaggio.

E’ un grido di aiuto.

Ha bisogno da un lato che gli sia riconosciuto prestigio per essere percepito più forte nello scontro interno.

Ed dall’ altro lato ha bisogno che esista un contenimento come quello Nato o Cinese per ricordare in casa sua il limite oltre cui non si può andare.

Quanto avviene in Siria dimostra che il contenimento è fondamentale.

Se non si usano più gas dalla  Prima Guerra Mondiale con la eccezione di Saddam Hussein contro i Kurdi e di Assad contro gli Arabi Sunniti non è per un motivo etico ma per la cinica applicazione della deterrenza.

Ovvero dato che tutti possono usare armi chimiche nessuno le usa per evitarsi una rappresaglia chimica. Un esempio per chiarirci. Il governo nazista disponeva di armi chimiche che avrebbe potuto usare con le V1 e V2 arrecando danni ben più gravi ma non lo fece. Perchè? Non per motivi umanitari ma per il concetto della deterrenza. Gli anglo-americani disponevano del DDT che è un derivato del gas nervino e quindi il comando nazista sapeva benissimo che per ogni V1 o V2 che  bombardava con un centinaio di chili di gas il suolo Britannico avrebbero dovuto aspettarsi la risposta di un bombardamento a tappeto con tonnellate di gas nervino contro cui non potevano nulla dato che non avevano il controllo dei cieli.

Se la deterrenza ha convinto anche i nazisti vuol dire che funziona.

Infatti sia Hussein che Assad sapevano e sanno che i loro avversari non possono usare i gas e quindi che possono usarli impunemente.

Su questo apriamo una piccola parentesi.

La flotta aerea Russa in Siria è insignificante. La tecnologia di avvistamento odierna permette di sapere quando si alzano i bombardieri e dove vanno. Ma anche di rilevare che tipo di attacco fanno, ovvero che tipo di armi usano.

Basta quindi dire al comando Russo ed a Putin che se usano ancora del gas i loro aerei non tornano a casa dato che le aviazioni operanti in area, (Americana, Britannica, Turca, Giordana , Francese), li possono intercettare ed abbattere senza problemi.

E la “linea rossa” viene tracciata.

In proposito ovviamente questo scatenerà le anime pie strabiche che  fino a ieri non hanno detto nulla e che oggi o fanno commenti di circostanza in cui nella seconda frase ci ricordano che comunque il male è yankee o con ragionamenti da lana caprina  dicono di aspettare per vedere se  i Russi ed Assad.

Aspettare cosa? Le bombe sono arrivate via aerei e chi ha gli aerei in zona?

Ovviamente queste anime pie strabiche che  stanno zitte  analizzando il versamento sul loro conto corrente, (bancario od elettorale che sia), per decidere quando tornare a farci la morale di fronte  ad una soluzione come quella indicata impugneranno subito un accendino per bruciare in piazza una bandiera.

Ovviamente sempre rigorosamente una bandiera Americana, vuoi che sia?

Sempre e solo Americana, Arabo-sunnita od Israeliana mai Russa o Siriana.

Chiudendo la parentesi cosi ci insegna quanto  accade in Siria dai bombardamenti indiscriminati contro i civili all’ uso dei gas come deliberata strategia militare.

Che se si ha di fronte una volontà politica che autorizza il potere militare ad usare il gas contro i civili questa volontà politica deve essere contenuta da un contro-potere deterrente che in questo caso è la Nato.

Partendo da questo ora il punto è quindi come aiutare Putin ad evitare che la Russia possa deflagrare con migliaia di bombe atomiche a disposizione.

La Russia non è una minaccia ma la sua leadership ha bisogno che venga percepita come tale e ne ha bisogno per motivi correlati alle lotte di potere interne.

Ed allo stesso tempo serve la Nato per contenere le forze interne Russe che potrebbero pensare di superare il Rubicone.

Ed a questo punto è anche chiaro che le menti dietro le bombe a San Pietroburgo possano anche non essere islamiche.

Ed avere trovato un qualche tipo di soluzione per usare qualcuno che, dal canto suo, ha avuto il suo guadagno a lasciarsi usare.

Post Scriptum CREDIAMO AL 100% AI RUSSI

Il comando Russo  dice che è stato un effetto collaterale dovuto al bombardamento di edifici che sapevano essere depositi di armi degli avversari di Assad /terroristi. Uno di questi edifici conteneva le armi chimiche che poi hanno ucciso esplodendo.

Crediamo poi che non abbiamo nascosto alcun filmato di quella operazione e che ,quindi, abbiamo fatto vedere tutto.

Ma questo non assolve il comando Russo dato che ha deliberatamente autorizzato il bombardamento di un edificio ben sapendo che poi queste avrebbe attivato delle armi chimiche.

Ovvero?

Le armi intelligenti sono intelligenti perchè esiste una cosa chiamata intelligence.

Ovvero qualcuno sul campo che dice che nel posto Y alla ora X si trova il bersaglio Z ed allora un drone od un bombardiere con una bomba intelligente lo colpisce.

Questo vale anche per gli edifici.

Nel pratico i pianificatori Russi sapevano bene che in quell’ edificio vi erano armi chimiche come sapevano benissimo che una volta bombardato si sarebbero diffuse nell’ aria uccidendo.

Inoltre disponevano di armi intelligenti e quindi era fuori discussione un errore di bersaglio.

Quindi?

“Semplicemente” hanno autorizzato il bombardamento di armi chimiche ben sapendo che avrebbero causato una strage di civili.

Pertanto una deliberata scelta tattica coerente con una strategia bellica che ha sempre ammesso che i bersagli civili sono colpibli.

Non un errore ma una scelta.

E questo apre un ulteriore aspetto da valutare.

I Russi hanno dimostrato che non possono usare commando di elite per rendere inefficaci queste armi senza creare una strage  e questo la dice lunga sul loro decantato potere e controllo in Siria.

Se non hanno la struttura e la forza per usare dei commando come invece da anni fanno altri come lo si può definire?

Un indice di forza o di debolezza?