Attentato a San Pietroburgo: Islamici? Perchè COSI’ BANALE??! (1/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Partiamo dall’ attentato a san Pietroburgo per arrivare alla percepita minaccia Russa per capire cosa sia in realtà. Ovvero più percepita in quanto non compresa che minaccia reale effettiva.

In merito all’ attentato di lunedì a San Pietroburgo possiamo avere diverse ipotesi.

1- Le ipotesi ipotizzabili

Ipotesi 1: terrorismo Islamico

Su di essa scorrono fiumi di inchiesto e tetrabite di pixel che ripetono sempre le stesse cose ma può anche essere vista come troppo banale.

Inoltre su quanto i Mussulmani Russi siano scontenti di Putin dovrebbe far riflettere non poco il fatto che sono divenuti borghesia a vari livelli al punto tale di essere il nono mercato al mondo come utenti di turismo Halal.

Quindi un indubbio status di benessere socio-economico e chi stà bene in questi termini non ha motivazioni per andare in giro a fare il terrorista.

Ipotesi 2: complotto estero

Ovvero chi manifesta contro il governo che ovviamente e prontamente dalle nostre parti , protetti dal calduccio del contenimento della Nato,in tanti si affrettano regolarmente a definire come  agenti yankee e del complotto mondiale in cui puntualmente compare sempre almeno un ebreo ed un massone altrimenti che complotto sarebbe,no?

Ed ovviamente per gli stessi chi manifesta pro-Russia è sempre e solo un idealista rigorosamente nel giusto che lavora come attivista politico a tempo pieno vivendo di aria e companatico.

Banale anche questa come ipotesi.

Ah,e per inciso: sulla cosiddetta minaccia Russa parliamo a fine articolo con qualche sorpresa.

Ipotesi 3: Siloviki e Stalisti, ovvero le lotte di potere interne Russe

Da Gorbachev ad oggi si possono sintetizzare gli scontri e le lotte di potere interne alla Russia usando 2 parole chiave: Siloviki e Stalisti.

Ovvero i due maggiori raggruppamenti di potere.

Gli Stalisti in estrema sintesi sono riconducibili a chi si rifa alla struttura della URRS per adattarla alla Russia al fine di gestire i propri interessi.

Con una sintesi altrettanto estrema si possono definire i Siloviki come coloro che invece sono favorevoli al mercato come sistema politico in cui gestire i propri interessi.

Intorno, anzi all’ interno di questi gruppi gravitano le varie forze che hanno un peso in Russia.

Gli apparati di sicurezza, le burocrazie, i nuovi ricchi, le mafie innervate in un not state actor chiamato crimine trans-nazionale ed organiche alla politica estera di Mosca fin dai tempi dell’ URSS, la società civile ed i partiti politici, la chiesa Ortodossa, le forze armate, i complessi industriali pubblici.

I Siloviki  sono il gruppo vincente da più di 20 anni ed è con loro che è alleata la attuale leadership politica.

Ma nel 2018 si voterà e forse non è cosi peregrino ipotizzare di leggere questo attentato anche, ma non solo, in funzione di queste elezioni.

Ovviamente consideriamo che in situazioni complesse come queste non agisce solo un tipo di attori e non vi sono solo alcuni interessi e priorità rispetto ad altre.

Accade così che si definiscono alleanze transitorie tra soggetti che altrimenti non si alleerebbero come pure che chi ha potere utilizzi altri come “utili idioti” ad esempio per posizionare una bomba.

Ma è altresì vero che questi autori materiali possano a loro volta avere interesse a lasciarsi usare come “utili idioti” dato che altrimenti non avrebbero la capacità di colpire e rendersi visibili.

In buona sostanza possiamo definire il tutto come un mondo di specchi distorcenti avvolti di nebbie.

Oppure in termini meno romanzati dire: benvenuti nella Quarta Guerra Mondiale che in un altro articolo abbiamo visto iniziata il 15 settembre 2008 e che verte sulla  ricerca della legittimità da parte di soggetti politici di tipo statale, (le evoluzioni delle strutture statali nate dalla Pace di Westphalia nel 1648 quando è nata la idea di stato nazionale come è stata concepita fino ad oggi), e di quelli not state actors che sono riconducibili alle 32 forme che vedete clickando qui .

Putin nel dicembre 2015 aveva già detto che avrebbe anche potuto usare la bomba atomica contro il terrorismo ed in questo non era il primo.

Il primo a dirlo fu Chirac il 14 luglio 2007 quando disse che a fronte di un attacco terroristico con una dirty bomb avrebbe reagito usando una testata nucleare.

Entrambi avrebbero dovuto prima fare un attimino mente locale sul fatto di essere in debito con gli strateghi nucleari americani e con l’establishment politico che li supporta per  aver innalzato la soglia della definizione delle regole di ingaggio di una guerra nucleare attivando il dilemma etico della proporzionalità della risposta. Ovvero?

Pensando alle limitate capacità di attacco nucleare Cinese gli strateghi USA ritengono non etico e non politicamente accettabile una ritorsione nucleare sproporzionata.

In termini pratici se una bomba Cinese colpisse il territorio USA Washington non ha il diritto etico e politico di scatenare una ritorsione nucleare come la sua capacità militare gli consentirebbe e, quindi, di devastare la Cina con un bombardamento nucleare di massa a cui Beijing non potrebbe mai rispondere.

Da qui, da una scelta etica di auto-limitarsi nell’ uso della forza dato che i Cinesi non potrebbero replicare ad una ritorsione nucleare indiscriminata, la concezione di una nuova famiglia di armi nucleari pensate per una ritorsione proporzionata.

Una filosofia strategica perfettamente coerente col precedente storico che vede gli Usa per 17 anni in grado di annichilire con armi nucleari l’ URSS senza temere ritorsione, (i Sovietici non avevano i missili balistici per colpire il territorio Statunitense), e non averlo fatto e nemmeno ricattato Mosca.

Quindi?

Se saltasse fuori con questa minaccia può solo eccitare il dibattito mediatico ed elettorale in cerca di audience in un paese in guerra civile elettorale permanente ma questa minaccia non avrebbe alcun peso geopolitico in quanto irreale.

Ma Putin potrebbe farlo per motivi interni che poi sono quelli che in questa ipotesi si definiscono come la vera cause dell’ attentato che potrebbe benissimo essere stato causato strumentalmente da terroristi Islamici come abbiamo sopra indicato.

Ovvero come un gruppo consapevolmente agente per altri interessi in una guerra di potere alla ricerca di legittimità nel contesto della Quarta Guerra Mondiale.

Torniamo a San Pietroburgo che in questo caso non è simbolica in quanto città natale di Putin ma per il fatto che pur essendo blindata per la visita dei vertici del paese si riescano a posizionare ben due bombe nelle metropolitana.

Questo è il vero elemento simbolico.

Ovvero? Dove erano gli apparati di sicurezza? O meglio come mai si sono create tali falle?

Apparati di sicurezza che in Russia hanno una storia secolare essendo nati con il Tajnij Prikaz, l’ Ordine Segreto, istituito da Ivan il Terribile nel XVI. Una organizzazione che ad inizio XX  ha concepito il falso-bufala storica dei Protocolli dei Saggi di Sion. Un falso storico così ben orchestrato da essere ancora creduto, sebbene ufficialmente smentito, da tutti i Guru del Complotto Permanente.

Se una falla del genere, ed è plausibile, è dovuta ad inefficienza allora Putin deve porsi domande alquanto inquietanti su come da ex-ufficiale della intelligence pensa che siano strutturati e diretti i servizi di sicurezza sotto la sua supervisione.

Se invece è il risultato di un plot orchestrato da vari soggetti con vari interessi e priorità rispetto al concetto chiave di stabilità politica le domande che Putin deve porsi rispetto al suo essere lo strong man del momento non sono meno inquietanti.

Ed il tutto ci riporta al conflitto in corso a Mosca rispetto a cui si deve leggere ogni evento.

La “cose” nascono a Mosca per Mosca e tutto il resto è accessorio e strumentale.

Dal terrorismo Ceceno o jadhista alla percepita minaccia Russa.

E questo ci porta alla seconda parte

2- Russia: la minaccia percepita

Iniziamo con una valutazione dello scenario sia a livello tattico, (regionale ed aree limitrofe), che a livello strategico, (proiezione di potenza in scacchieri lontani).

Il livello tattico: la Russia

Le economia Russa dopo venti anni e triliardi di dollari incassati con la vendita di armi e materie prime, i soli prodotti in cui è competitiva, non è riuscita a diversificarsi.

Indubbiamente si può fare in futuro ma è una disperata corsa contro il tempo dato che in questo trend la Russia è almeno 10 anni indietro alla Arabia Saudita che, a sua volta, è indubbiamente indietro rispetto ai paesi del Golfo.

Da un punto di vista demografico la popolazione diminuisce in maniera al momento irreversibile data la struttura scadente del welfare ed il livello di povertà.

Per capire quanto questo incida sulla prestazione di un paese in termini di proiezione di potenza usiamo come esempio quanto accadde nel Regno Unito durante la prima guerra Boera nel 1880.

Il comando militare Britannico si accorse che per povertà e welfare inefficace circa il 60 percento dei volontari per quella guerra non era idoneo al servizio militare per problemi di salute. La reazione politica tutti-partisan fu di attivare quello che fu un embrione del welfare Britannico.

Ma questo in Russia non avviene.

Continuiamo a valutare le conseguenze demografiche.

La Russia che conosciamo noi è la conseguenza di una espansione e contrazione territoriale che dura dal quindicesimo secolo.

Mentre Portoghesi e Spagnoli andavano ad ovest e sud conquistando oceani di acqua dalla Moscova i Russi andavano ad est conquistando oceani di terra fino alla Siberia.

E di questo ed altro ancora parleremo  domani nella seconda parte.