Torino: snodo del mondo per l’ Italia (3/4)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Continua oggi la analisi sul mercato della economia Islamica e per i mercati del turismo, finanza e fashion rimandiamo al secondo articolo.

Oggi parleremo del mercato dei media e del divertimento, di quello della farmacopea e dei prodotti di bellezza e poi di quello delle cure sanitarie.

Prima di iniziare a parlare del mercato dei media è bene aprire una breve parentesi sulla espansione dei prodotti televisivi Italiani nel mondo.

Rai , Sky , Netflix  e Mediaset guidano la internazionalizzazione.

Il Commissario Montalbano è un cult in giro per il mondo al punto che in Germania viene trasmesso in un canale culturale ed un altro successo di Rai International è “I Bastardi di Pizzofalcone”.

Sky  lancerà Diabolik dopo il successo internazionale di 1992 e di Gomorrah. Ma ha anche in programma delle serie Made in Italy che parleranno degli scandali nel mondo del calcio, della Primavera Araba e della crisi  finanziaria in Europa.

Netflix  in collaborazione con Cattleya  produrrà Suburra, una storia di mafia in 10 episodi da 100 minuti ambientata ad Ostia.

Mediaset in collaborazione con la Francese Federation Entertainement produrrà una serie basata sulla vita di Lucky Luciano.

Tutti prodotti di esportazione che nella economia Islamica possono trovare dei mercati nel contesto dei media e dell’ intrattenimento.

A questo punto chiudiamo la parentesi ed analizziamo le dimensioni di questo mercato sempre operando con una approccio manageriale basato sui 7 pilastri olistici del  Leverage Cognitive Power.

Il 2016 è un anno di svolta nel mondo dei media e della ricreazione Halal in quanto si ha un ulteriore passo avanti nella definizione della narrativa Mussulmana dopo la comparsa di Al Jazeera e di Al Arabia oltrechè del successo della soap opera Turche e della serie poliziesca Tatort Istanbul che viene prodotta in Germania e distribuito anche in Italia dalla Rai.

Gli esempi più interessanti sono la pubblicazione di una joint-venture Somalo-Canadese Qurtaba Publshing House come pure il fashion magazine Muslim Link.

Il tutto si innesta in un mercato internazionale da 189 miliardi di dollari nel 2015 pari al 5 percento del mercato mondiale.

Un mercato che è certamente internazionale ma anche nazionale Italiano se, ad esempio, nella sola Torino abbiamo una piccola e media borghesia di Mussulmani esprimente un mercato di circa 40000 persone che leggono e si divertono coi media. I numeri totali Italiani sono facilmente intuibili anche perchè si ricorda che  il mercato Italiano del fashion Halal è il quinto al mondo.

Visti questi volumi non dobbiamo stupirci se da tempo si investe in questi mercati. Le edizioni di Time in Arabo ma anche di ogni televisione internazionale, (da France 24 International a Russia Today),sono una realtà da anni che vive grazie al mercato pubblicitario.

Oggi abbiamo altro e verso nuovi mercati.

Il prestigioso editore Americano Simon & Schuster ha iniziato a pubblicare una nuova collana per bambini ed adolescenti chiamata Salaam Reads.

Lo stesso dicasi per Miffin Harcourt che ha pubblicato una versione Sharia Complian del più famoso libro per bambini al mondo, Curios George. Una idea commercialmente vincente nel contesto della collana denominata Ramadan Edition se si pensa che le prevendite in Amazon hanno portato al tutto esaurito.

Parliamo di almeno 180 canali televisivi Islamici e sempre in tema di mercato interno che poi diventa internazionale si prenda ad esempio la Canadese Muslim Kids TV.

Una TV che si differenza dalle altre in quanto da sempre pensata come un piattaforma in cui generare monetizzazione del contenuto rivendendolo dopo averlo lanciato. Ed in una ottica cost effective  il tutto avviene  via internet, cloud ed apps.

Ma il punto focale ed in questo un approccio simile al leverage cognitive power è la creazione di un rapporto basato sul contatto da cui nasce la connessione e quindi la condivisione.

Ovvero un universo emozionale, ovvero una Comunità , prima ancora ed oltre il semplice targetizzare le audience  e dal Canada nel mercato Nafta, poi in quello Britannico e nell’ estremo oriente Asiatico dove vive la maggioranza dei Mussulmani.

Quanto visto con il fashion magazine Muslim Link, la editoria per bambini ed adolescenti di Simon & Schuster come pure di  Miffin Harcourt e la televisione Muslim Kids TV si completa anche, per esempio, con il videogame online 5 Pilar Games che cerca di coinvolgere tutta la famiglia intorno ad un gioco e che ha venduto ad oggi più di 100000 copie in Arabia Saudita e nei Paesi del Golfo.

Partendo da tutto questo possiamo analizzare quali siano le domande di offerta inevase in questo mercato internazionale.

Possiamo sintetizzare il tutto dicendo che sono la educazione e l’ intrattenimento i due settori con i maggiori spazi di sviluppo.

Sulla educazione prendiamo ad esempio la Statunitense Quran Academy che, in una ottica leverage cognitive power, LCP,  si focalizza alla creazioni di Comunità per essere più competitiva rispetto alla concorrenza.

Se lo strumento è lo sviluppo è il mercato digitale  troviamo che la Comunità viene  creata, accresciuta e consolidata mediante i 7 pilastri olistici del LCP.

Una volta conosciuto viene poi capito e creduto come offerta, (seminari e memorizzazione), e da qui si passano agli altri pilastri olistici che portano il prodotto ad essere comprato e poi confermato.

Sul lato dell’ intrattenimento la segmentazione  si spinge molto oltre intendendo la Comunità come un insieme di tribes sociali che vanno dai nuovi genitori agli amanti del fitness passando per quelli della pop culture piuttosto che i teenagers che giocano od i newlyweds ed altro ancora.

Torniamo un momento  ai libri per bambini da cui si generano poi prodotti per il merchandising , apps , giochi online e non ed il tutto coinvolge una Comunità trasversale di genitori ed adolescenti e la conoscenza avviene con una dinamica che in parte ricorda la diffusione del fodd Halal in Singapore che abbiamo visto nel primo articolo.

Un esempio per capirci è Peter-Gould che ha consentito la connessione  dei creatori di offerta generando 5 siti sinergici tra di loro che vanno sotto il nome collettivo, (di Comunità), di Gould Community.

Una comunità in cui è la norma  trovare brand di qualità e con esperienza e qui possiamo trovare le basi di una evoluzione che  stà portando verso design-driven brands. Cosa peraltro confermata nel precedente  quando si parlava di Halal fashion con protagonisti come Dolce & Gabbana  od H&M.

Le soluzioni vincenti devono quindi sapere coniugare due elementi chiave.

Da un lato essere sempre più design focused offrendosi come prodotti per imparare e divertirsi e dall’ altro devono essere sempre più Internet fruibili in un mondo in cui la tecnologia è sempre più trasportabile. E rimandiamo a quanto pubblicato oggi nella sezione dedicata alla tecnologia parlando di Circet, ovvero del tablet che si si gestisce sulla pelle dell’ avambraccio.

E prima di chiudere si ricorda il mercato interno Italiano rimandando al successo televisivo Tedesco Tatort Istanbul trasmesso da tempo anche in Italia.

Passiamo ora al mercato della farmacopea e dei prodotti di bellezza.

Se pensiamo alla attenzione dei prodotti Sharia Compliant ad una dimensione sintetizzabile come mens sana in corpore sano vediamo come le nostre produzioni possono facilmente trovare sbocco in questi mercati.

Il mercato della farmacopea nel 2015 era pari 78 miliardi di dollari, ovvero il 7 percento di quello mondiale, mentre quello dei cosmetici era pari anche esso al 7 percento del totale mondiale con un controvalore di 56 miliardi. A questi si aggiungono dopo il venire meno delle sanzioni circa 79 milioni di Iraniani con un mercato farmaceutico che  al momento vale 2 miliardi e 350 milioni di dollari e con quello dei cosmetici che  è il più ampio del Greater Middle East con un valore di 4 miliardi di dollari.

Un mercato che genera anche innovazione se pensiamo al consorzio Saudita-Malese che nel 2018 inizierà a commercializzare un vaccino Halal oppure alla Britannica Nails Inc. che nel 2015 ha lanciato una linea di prodotti per le unghie Sharia Compliant.

Un vaccino che appartiene ad una famiglia in cui è predominante la origine vegetale che può essere per due motivi un utile strumento anche in Italia.

Il primo motivo è la diffidenza contro in vaccini che ha portato al ritorno di malattie come il morbillo.

Il secondo è il risparmio per il sistema sanitario nazionale. A conferma prendiamo per esempio un vaccino contro la epatite C  prodotto in Egitto da Pharco.

Un vaccino che  ha ottenuto le certificazioni FDA e che costa 300 dollari invece che gli 80000 dei vaccini omologhi e che  viene sempre più utilizzato in Sud America come pure in estremo oriente. Per inciso in Thailandia viene usato per curare i pazienti Tedeschi pagati dalle loro mutue ed assicurazioni e questo la dice lunga sul livello qualitativo di questo vaccino che costerebbe al sistema sanitario nazionale lo zero e trentasette percento. Od in altri termini se oggi con 80000 euro si cura un paziente se ne curerebbero 266 col vaccino sopra citato.

Il resto sono parole.

I maggiori mercati di espansione per i cosmetici Halal sono quello Indiano, Russo ,Turco, Indonesiano , Francese, Iraniano ed Iracheno.

Relativamente alle opzioni di sviluppo di questi mercati la situazione in quelli dei paesi non Islamici ma  con una domanda interna è più complessa di quella che ieri avevamo visto relativamente al fashion Halal.

Nei cosmetici infatti molti prodotti di multinazionali non vengono dichiarati come Halal sebbene lo siano.

Una contraddizione in termini che per essere risolta richiede un approccio LCP.

Una contraddizione in termini nel senso che da un lato se si parla di fashion non si ha alcun problema ad identificare le collezioni come Sharia Compliant.

Mentre se si parla di cosmetici si ha questo problema.

La soluzione può venire ancora da un approccio basato sulle 7  C olistiche della soluzione di mercato LCP.

Il mondo dei cosmetici maschile e femminile si alimenta  della esperienza delle Persone.

Ovvero di una Comunità prima ancora del target.

Una comunità in cui si genera conoscenza e poi comprensione e  credibilità del prodotto.

Questo porta a comprare e poi a confermare con ulteriori acquisti se soddisfacente.

Ed in questo modo la connessione generata dalla Comunità consente di vincere la concorrenza.

Pertanto una penetrazione di marcato basata sui principi olistici del LCP si concretizza in questo modo.

Le multinazionali devono andare oltre la semplice gestione dei social per divenire più proattive e creare degli universi emozionali condivisi. 

Nel pratico considerare i follower dei social non come clienti di un target group ma bensì come Persone di una Comunità.

In questo modo informarli coinvolgendoli, ovvero stabilendo contatto e poi connessione ed infine condivisione, del fatto che dei prodotti siano Sharia Compliant anche se non appare la certificazione Halal.

Per inciso questo aprirebbe un notevole spazio in termini di creazione di narrativa inserendo questi prodotti nei media dalle TV ai games.

E non parliamo della loro presenza nel contesto di SPA Halal.

Ed ancora una volta non dimentichiamoci che abbiamo un mercato interno che è di tutto rispetto se il  quinto mercato al mondo per il fashion Halal è quello Italiano.

A questo punto concentriamoci sul mercato della assistenza sanitaria.

Partiamo considerando le esperienze Francesi, Britanniche e Tedesche dove da tutto il mondo vanno a curarsi.

Ma anche strutture di eccellenza come la struttura ospedaliera della American University al Cairo.

Poi pensiamo che la assistenza si coniuga con la ospitalità come, ad esempio, troviamo a Munchen dove il Sheraton dedica  quattro piani ad ambulatori medici anche per i propri ospiti. Ambulatori da dove,se servisse, una ambulanza può portare in una clinica specializzata.

Tenendo questo a mente torniamo in Italia dove una struttura ospedaliera pubblica come la Città della Salute di Torino è Sharia Compliant.

E dove col microcredito che utilizzerebbe quanto previsto sulla legge in discussione per autorizzare forme creditizie di finanza Islamica in Italia e quindi creerebbe  lavoro per tanti Mussulmani Italiani che possono operare nella dimensione della cura alla persone.

Professionisti che non solo sono in grado di soddisfare la domanda interna di Mussulmani e non Mussulmani ma che possono soddisfare anche quella di chi è Mussulmano e fa turismo terapeutico in Italia, ovvero la domanda internazionale.

Infine e non ultimo un mercato per la industria farmaceutica Italiana anche in sinergia ,ad esempio, con un produttore di farmaci nutraceuticals a base  vegetale come la Americana Noor Pharmaceuticals fondata da Mohamed Issa.

Od importando il vaccino contro la meningite che  AJ Phrama Holding, basata negli Emirati, fornisce alla autorità sanitarie Saudite per i pellegrini alla Mecca.

Il mondo della assistenza sanitaria è trasversale come abbiamo visto parlando delle Persone che possono lavorarci come pure della industria farmaceutica.

Ma non dimentichiamo anche la dimensione del food Halal per le diete sia nelle strutture che nella vita ed il food è un elemento importante del nostro export.

Il tutto per un mercato che nel 2015  rappresentava il 5 e 7 percento di quello mondiale con un controvalore di 436 miliardi di dollari.

E in questo contesto è ben far presente che il secondo mercato mondiale per la  assistenza sanitaria Halal siano gli USA con 32 miliardi di dollari spesi.

Medicine e food Italiano che in questi 32 miliardi di dollari di mercato Americano cercano il loro spazio.

Il turismo medicale inoltre è parte anche della filiera del turismo come abbiamo accennato nella seconda parte di questo articolo.

Lo sanno bene  a Munchen con un Sheraton, e non solo, pieno dei parenti che poi da turisti visitano la città e la Baviera.

Un qualcosa che possiamo tranquillamente replicare in Italia.

Abbiamo visto in queste prime tre puntate come il mondo Sharia Compliant esprima un mercato interessante sia per il nostro export come pure per la domanda interna.

Domani alle 6 pubblichiamo la quarta ed ultima parte di questo articolo per vedere come Torino, ed il Piemonte, siano alla avanguardia in questo.