Legittima difesa: sparare / non sparare

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

E’ pateticamente triste continuare a vedere il voluto abbaglio generato dal confronto con gli USA relativamente alla circolazioni di armi.

Vi sono ragioni storico-culturali che rendono questo confronto impossibile.

Nella storia politica mondiale solo tre documenti legali hanno incluso il diritto della rivolta armata contro un governo ritenuto dispotico.

La Magna Charta in Inghilterra nel 1215, la Costituzione  degli Stati Uniti d’ America nel 1776 e laFrancese Dichiarazione dei Diritti dell’ Uomo e del Cittadino del 1789 nella versione del 1793 e potete trovare tutti i documenti clickando negli hyperlink attivi.

Alcuni ravvisano le basi culturali di questi tre documenti  nella Lettera ai Galati di Paolo,( versi 11 – 16 nel paragrafo 19),ma è poco importante dato che giuridicamente quello che conta è che oggi,nel ventunesimo secolo, il solo documento al mondo che  sancisce costituzionalmente il diritto di un popolo ad una rivolta armata contro un governo ritenuto dispotico sia la Costituzione Americana.

E per fare una rivolta armata deve essere consentito ai cittadini il diritto di portare un’ arma  con cui difendersi da un governo autoritario attuando una rivoluzione armata sancita come diritto costituzionale.

Questa è la mappa mentale culturale degli Americani che dobbiamo accettare e capire in quanto figlia della loro storia e  questo spiega anche se non giustifica molte cose. I servizi televisivi saccenti e sfottenti a cui siamo abituati non ci aiutano a capire oltre ad offendere una cultura locale e quindi sono culturalmente razzisti.

Chi abusa di questo confronto per motivi di audience prende in giro consapevolmente gli Italiani.

Partendo da questo è però anche vero che dobbiamo imparare dalla esperienza Usa per evitarne gli errori.

La cosa è semplice a volerla fare e si attua in 4 punti.

Il primo punto è rendere più severe le visite psico-attitudinali per rilasciare un permesso di detenzione.

Il secondo punto è rendere obbligatorio come precedente all’ acquisto di una arma il fatto che ci si munisca di una struttura per  riporla in modo che un bambino non possa accedervi. Poi nulla impedisce che chi vuole la sera se la ponga nel cassetto vicino al letto. Ma a quel punto vigila sul fatto che un bambino o un adolescente la possa prendere.

La cosa si ottiene molto semplicemente, come? Basta obbligare di avere con se la ricevuto per l’ acquisto di una valigetta blindata chiudibile o di un armadietto blindato per le armi. Senza non si vendono. Una volta  chiuse lì dentro non sono più accessibili.

Regolamentare la libera vendita di armi ninja e coltelli come accade oggi anche nei negozi sportivi. Sono senza lama ma  fare la lama costa  3 o 4 euro d un ferramenta e solo pochi giorni fà uno squilibrato con una ascia in Germania ha ferito gravemente delle persone.

Solo che è iscritto in una palestra ed a fronte di una richiesta dell’ istruttore od in un circolo per tiro con arco può averne diritto.

Infine porre dei seri controlli al confine con San Marino dove si vende  con troppa facilità.

A quel punto si può pensare ad una quinta cosa.

Se vuoi una arma sei obbligato a montare delle telecamere interne, ( se ne trovano da 100 euro in su), che riprendono quanto accade.

Con la ripresa  ogni problema sull’ eccesso o non eccesso si risolve vedendo il video.

In buona sostanza è come avere sulla macchina  quelle telecamere che riprendono a 180 gradi e che  in caso di incidente sono la prova su chi ha sbagliato.

Ed ovviamente sono da installarsi prima di comprare una arma.

Difficile farlo?

No , è solo una questione di volontà politica.

Poi a tutti un augurio: quello di NON dover mai sparare.