Torino: snodo del mondo per l’ Italia (1/4)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Il 6 e 7 Marzo 2017 si è tenuta a Torino la terza edizione del Turin Islamic Economic Forum. Un momento di incontro internazionale dove concretamente si è toccato con mano come la Finanza Islamica possa essere uno strumento valido sia per il sociale che per la economia Italiana.

Per il sociale in quanto sia a livello di microcredito che ad un livello di investimenti più ampio può supportare una imprenditorialità operante nel sociale dalla assistenza agli anziani a quella ai malati.

Ma anche un validissimo strumento per lo sviluppo della economia Italiana dalle piccole alle grandi imprese sia dal punto di vista dei capitali, e per inciso si ricorda che è in valutazione presso la commissione competente un disegno di legge che renderà possibile in Italia usare la finanza Islamica, che da quello dei mercati come pure delle joint-venture societarie.

Il Turin Islamic Economic Forum è il solo forum di questo tipo al mondo che sia sponsorizzato da una  amministrazione cittadina.

Un esempio di concreta lungimiranza della attuale Amministrazione guidata da una giunta del M5S con la Sindaca Appendino che rende il capoluogo regionale Piemontese uno snodo chiave sia par la internazionalizzazione delle aziende e dei mercati come pure per il far confluire i Foreign Direct Investements, (investimenti finanziari esteri), in Italia.

Un esempio interessantissimo in questo senso ci viene dal Fondo Quercus creato dagli Italiani Diego Biasi e  Vito Gamberale. Basato a Londra con fondi sottoscritti anche dai Fondi Sovrani degli Emirati opera in Italia per  razionalizzare tramite acquisizione il frammentato mondo dei produttori di energia eolica.

In tre delle quattro sezioni di questo articolo parleremo del complesso mondo globale della economia  Islamica e nell’ ultima parte vedremo  come Torino – tramite la  Piemonte Agency for Investments, Export and Tourism – possa veicolare tutto questo per il Piemonte e ,quindi, essere un concreto esempio nazionale di pratiche virtuose per creare un one step shop dove un imprenditore come pure un investitore straniero possa avere tutto il supporto necessario per non impantanarsi nella burocrazia è bene parlare di cosa globalmente sia la economia Islamica.

Ed è quello che faremo nella prima parte di questo articolo composto di 3  episodi  mentre nella seconda parleremo nel concreto di come la Amministrazione di Torino con la   Piemonte Agency for Investments, Export and Tourism sia un esempio virtuoso per il Sistema Italia.

Il valore complessivo dell’ economia Islamica nel 2016 è stimato essere di 1 triliardo e 900 milioni di dollari su un  prodotto mondiale  di $75 triliardi e  210 milioni di dollari.

Questo significa che nel 2016 la economia Islamica  ha rappresentato il 2.52 percento della economia mondiale e per il 2021 si stima possa avere un valore di circa 3 triliardi di dollari.

Relativamente agli asset finanziari mondiali della finanza Islamica nel 2015 erano stimati a circa 2 triliardi di dollari  con una proiezione stimata a 3.5 triliardi nel 2021

Indubbiamente presi nel contesto globale gli importi non sono enormi ma non dobbiamo lasciarci fuorviare da una lettura meramente quantitativa di questi dati e per questo passiamo alla qualitativa.

Ovvero il leggere i dati in funzione del loro interesse per il Made in Italy sotto il triplice profilo degli investimenti, della internazionalizzazione intesa sia come mercato che  come joint-venture estere.

Iniziamo con uno sguardo sintetico ma utile sulle varie tipologie di mercato ed il tutto avviene secondo una metodologia innovativa in Italia che si chiama Leverage Cognitive Power, LCP.

Il LCP si basa sulle 5C più 2C, ovvero i 7 pilastri Questi 7 pilastri consentono al mercato di entrare  in contatto con la Vostra Offerta e poi di connettersi ad essa per finire col condividerla.

Il contatto, ovvero il conoscere, toccare, la Vostra offerta si racchiude nel seguente 3 pilastro.

La prima “C”, ovvero essere  CONOSCIUTO  dato che se non si è conosciuti non si esiste in un mondo pieno di concorrenti con con più di 600 miliardi di siti in espansione quotidiana

La connessione , ovvero il sentire la Vostra offerta e questo richiede i seguenti 2 pilastri.

 Essere COMPRESO  dato che se la nostra offerta non viene capita è come se non esistessimo

E poi essere CREDUTO  perchè se non siamo considerati credibili dopo essere stati conosciuti e capiti è come se non esistessimo.

Poi arriva la condivisione, ovvero il percepire la Vostra offerta come la soluzione cercata che si concretizza con questi 2 pilastri.

COMPRATO una volta che si è percepiti come credibili si ha il primo acquisto che è un momento fondamentale dato che veniamo messi alla prova

E CONFERMATO  e quindi abbiamo superato la prova ed il Cliente rinnova gli acquisti

Il mondo intorno a noi è in continua evoluzione e quando si parla del mercato il mondo è espresso dalla Concorrenza e dalla Comunità, ovvero il target, a cui ci riferiamo.

Pertanto è fondamentale essere sempre in sintonia col pulsare del mondo e si ottiene con gli ultimi 2 pilastri che sono la  CONCORRENZA e quindi mai dare per scontato di essere i migliori altrimenti il mondo ci supererà e ci dimenticherà.

E la  COMUNITA’ che è molto più di un semplice target dato che è un Universo Emozionale con cui condividere valore e responsabilità come soggetti sostenibile e resilienti. Perdere il contatto con la Comunità che compra la nostra offerta ci porta a non esistere di fronte alla concorrenza.

Partendo da questa metodologia innovativa e sofisticata analizziamo ora i settori della economia Islamica interessanti per il Made in Italy

Parliamo di circa 205 milioni di donne e 205 milioni di uomini classificabili come  con i seguenti interessi cardine.

Le donne sono maggiormente interessate alla finanza ed al fashion Islamico mentre gli uomini lo sono alla finanza Islamica, al mondo mediatico di tipo Halal ed a quello del tempo libero.

1- Il settore del Food Halal

Il food Halal è una scelta per un prodotto sostenibile e resiliente che non è solo dei Mussulmani.

Tutto iniziò a Singapore agli inizi del ventunesimo secolo.

Di fronte all’ ennesimo scandalo sulla pericolosità del Made in China relativo questa volta ai prodotti per alimentari per i bambini in Singapore i Cinesi cercavano una fonte eticamente sicura.

La vicinanza con la comunità Islamica rese facile per loro migrare verso i negozi Halal consapevoli degli elevati standard etici che regolavano la filiera produttiva.

Il prodotto era quindi conosciuto, capito e creduto come affidabile in quanto etico.

E poi una volta comprato risultava anche essere buono ed appetitoso e quindi venne confermato nell’ uso.

A questo punto la comunità Cinese confermava il prodotto Halal come più credibile rispetto alla concorrenza.

Quindi, come comunità  nel contesto del complesso mondo internazionale definito come World China, ovvero la diaspora nel mondo, hanno informato altri Cinesi nel mondo.

Questi altri in giro per il mondo fidandosi della loro comunità hanno a loro volta comprato ed ovviamente in Singapore come  dovunque questi Cinesi erano in contatto con altri sia Cinesi che non Cinesi che , a loro volta, sono stati informati.

Ed il mondo del food Halal ha attraversato le barriere etniche entrando nelle abitudini alimentari globali.

Un mondo di beverage e food stimato a 1.9 triliardi di dollari nel 2021 in cui la attenzione particolare alla dimensione etica nella filiera produttiva è la chiave culturale.

Ovvero alla sostenibilità ed alla resilienza rendono queste comunità di consumatori, Mussulmani e non, un mercato globale in cui i codici comunicativi delle eccellenza alimentari Italiani possono essere comprese e credute.

E quindi comprate e confermate come scelta rispetto alla concorrenza.

Domani alle 18 nella seconda delle quattro parti di questo articolo parleremo di altre dimensioni mercato.