Sophia, il robot umano.

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Sophia è un robot prodotto dalla Hanson Robotics che ha  capacità espressive umane mai raggiunte fino a ora

Sophia ha capacità espressive mai raggiunte da un robot e che definiamo comunemente come umane.

E’ infatti in grado di:

– gestire una conversazione intuendo le emozioni dell’ interlocutore

– di farlo generando un contatto con gli occhi della persona con cui parla

-di parlare in maniera naturale

– e di farlo ricordandosi sia le interazioni con gli interlocutori che le espressioni facciali al fine di aumentare col tempo il senso di familiarità

Qeusto fa si che Sophia non solo sia il più sofisticato robot con sembianze umane al momento esistente ma anche che,grazie a questo,sia quello che più di tutti abbia infranto la barriera psicologica di quella che viene definita la “Uncanny Valley”.

Ucanny Valley è un termine coniato nel 1970 dal progettista di robot Giapponese Mashahiro Mori per descrivere il fatto che tanto più i robot assomigliassero ad un essere umano tanto più diviene facile relazionarsi con loro.

La Hanson Robotics ha raggiunto questo traguardo implementando diverse tecnologie in maniera innovativa.

I tessuti utilizzati sono realizzati con una stampante 3D che consente di ottenere una pelle sintetica che sembra vera. Il tutto grazie all’ uso di particolari enzimi nel composto utilizzato per stampare.

I movimenti facciali utilizzano una tecnologia che deriva da quelle utilizzate per le protesi delle mani. Le piu’ sensibili la mondo.

Ma la vera rivoluzione ad oggi ineguagliata risiede nelle telecamere negli occhi di Sophia che consentono di attuare un riconoscimento in tempo reale della mimica facciale dell’ interlocutore. A questo punto i dati vengono elaborati in tempo reale da un potente software di invenzione della Hanson Robotics al fine di far assumere al robot sia un tono di voce che delle espressioni facciali che siano il più possibile in sintonia con la conversazione in corso.

Sophia ha una serie di importanti applicazioni come possiamo derivare dalla decennale esperienza in Giappone dove la diffusione di robot accompagnatori è la maggiore al mondo.

Può meglio coadiuvare persone sole e malate.

Allo stesso modo interagire ed educare i bambini.

Può essere l’ interfaccia ideale per le applicazioni di  intelligenza artificiale abbattendo delle barriere psicologiche.

Inoltre in un mondo sempre più dual,(ovvero dove la realtà è la risultante di una fusione sinergica senza confini  tra la dimensione fisica e quella digitale), Sophia è la naturale controporte fisica agli avatar che sempre più accompagneranno la nostra vita pubblica e privata a partire da un visore offerto da alcuni mesi dalla Samsung.

Ovvero in un mondo in cui Internet diviene sempre più reale in termini si percenzione sensoriale la fisicità oltre gli avatar ci verrà da robot come Sophia.

Un mercato di applicazioni attuali come futuribili immenso che garantirà il successo commerciale di Sophia.