Italiani a Torino, un evento …

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Sono le 6 e 30 di una domenica mattina con una leggerissima pioggia battente su una cittadina del nord ovest Italiano come Cuneo.

Un pullman di Italiani in partenza per Torino per una giornata -kermesse di spiritualità , cultura e musica.

Un viaggio come tanti dove le Persone che viaggiano si comportano tutte allo stesso modo.

Chi dorme appoggiato ai finestrini, i bambini che godono  del viaggio come avventura , chi legge od usa il tablet e poi, come è normale che sia, qualcuno parla al microfono a tutti. E tra i tutti, ed è anche questo normale, qualcuno ascolta e qualcuno no.

Si arriva a Torino per giungere al Centro Congressi del Lingotto. Ci si ferma e le Persone di disperdono nel centro inghiottite dall’ immobile che vive per questo.

Anche qui ognuno ha qualcosa da fare come fanno altri Italiani quando vivono una kermesse come questa.

Umanità che vive un tempo facendo le cose che un evento propone.

Rilassata.

E la normale presenza delle forze di sicurezza vista la loro professionale quanto umana discrezione  si perde. Quasi fosse  complemento di arredo.

E la kermesse si anima.

Le parole iniziano a scorrere e poi dopo arte e musica ed il tutto diviene la energia delle 1500 Persone che hanno riempito la sala principale del centro congressi.

Tutto è Persone e quindi sempre e prima di tutto un caleidoscopio emozionale e poi spiritualità, cultura, arte. Ovvero le matrici di questo evento.

I relatori sono di pregio e sono noti a livello nazionale e non solo. Nomi come Don Ciotti o Buttafuoco lo sono in Italia mentre , solo per citarne uno, il professor Regragui fa pensare ad un nome della intellighentia globale.

Ma  contano le Persone che  percepiscono e non quelle che parlano e quindi spersonalizziamo nel senso che non citiamo chi ha detto cosa ma le parole come  insieme emozionale.

Rispetto

Etica

Giustizia

Rinnovarsi da dentro

E poi note e canzoni

Ma ancora facciamo rewind ed andiamo sul dettaglio delle  sfumature che danno un senso a queste parole condivise da ogni Italiano e non solo.

Le parole quando entrano nel cuore della quotidianità delle persone diventano catalizzatori energetici che aiutano a far lievitare la ricchezza umana di una nazione.

La persona umana è sempre il centro in quanto catalizzatrice dei 4 ecosistemi del nostro mondo.

Quello fisico e quello ecologico ma anche quello sociale ed intimo.

E così giustamente le parole parlano di una pigrizia intellettuale in cui ci si avvita anche abusando del vittimismo così in voga in un paese dove un complotto non si nega a nessuno per giustificarne la incapacità.

E per vincere questa pigrizia si deve tornare alle fonti.

Ascoltarne il messaggio per rinnovarne il senso adattandolo ad un presente che si fonde nel futuro  e non ad un presente che si avvita in maniera sterile nella celebrazione del passato.

Parole che quindi diventano intima consapevolezza per la quotidianità dei Cittadini.

Italiani che partecipano a queste parole facendole proprie nell’ intimo di ognuno di loro in funzione della loro vita ma che sono condivise da tutti.

Italiani , oh solo ora mi accorgo che non ho detto di che evento si tratti.

Si intitola ” Islam Rinnovamento Etica e Spiritualità” e si è tenuto al Centro Congressi di Torino il 26 marzo organizzato dal movimento culturale Partecipazione e Spiritualità Mussulmana.

Oh che sorpresa, Mussulmani?

Ed il “sorpresa” è ovviamente ironico.

No, Italiani anzi prima ancora Persone come noi tutti e se questo articolo ha un senso è quello che arrivati a questo punto non interessa a nessuno sapere che questi Italiani sono anche Mussulmani.

Ovviamente a nessuno che non sia un fan di guida estrema di una ruspa.

Un evento con il Patrocinio sia della Regione Piemonte che della Città di Torino.

Una Torino in cui una dinamica amministrazione è alla avanguardia in Italia sulla concretezza delle soluzioni come dimostra, ad esempio, un evento di poche settimane fa in cui si è parlato di Finanza Islamica.

Un evento unico al mondo nel senso che solo a  Torino è stato organizzato da una Amministrazione Pubblica Cittadina ed in cui si sono analizzate soluzioni pratiche per la imprenditoria Italiana anche alla luce della prossima legge Italiana sui sistemi di credito compatibili con la Sharia.

Ma torniamo a questo evento che era uno specchio del poliedrico mondo degli Italiani Mussulmani.

Poliedrico come quello di ogni altro gruppo sociale.

Un evento in cui ascoltare questo Islam Italiano, questa sfumatura di Italianità, che è conscio del fatto che per “crescere e consolidarsi ha bisogno di una autonomia finanziaria e politica oltrechè teologica e sapienziale rispetto agli Stati di origine dei mussulmani” come ha  detto Abdellah Labdidi, il segretario nazionale di  Partecipazione e Spiritualità Mussulmana.

Un Islam Italiano che sulla condanna al terrorismo ha preso posizioni chiare e dure con un vigore sconosciuto anche alla intellighentia Italiana che preferì arroccarsi dietro la opportunistica attesa del vincitore dicendo di non essere nè con lo Stato nè col terrorismo.

E’ bene ricordarcelo sempre che loro sono andati oltre con un coraggio sociale di condanna senza  eccezione che i nostri “migliori” non hanno avuto fino a quando non fosse chiaro che il terrorismo era stato sconfitto.

Una lezione per tutti che questi Italiani offrono agli Italiani  come esempio del loro essere società civile.

Ma andiamo oltre per tornare alle Persone.

Ed allora le parole hanno tante forme , ad esempio le canzoni.

Come quelle del performer Egiziano Hamza Namira che  è venuto a Torino da Londra per riempire la sala di parole.

Parole che sono divenute la colonna sonora per 1500 persone che ballavano alla luce dei loro smartphone  usati come accendini in uno stadio.

Normalità, essere noi.

E come ha detto l’ Imam di Cuneo e Presidente del Convegno, Ahmed Sahbani, una giornata di gioia dove alla fine tutti ci siamo sentiti più comunità.

Un momento in una città da vivere che non si doveva mancare.

Tutto qui. Un noi che è sfumatura di Italianità che ci arricchisce come comunità.