Una definizione piu’ corretta è quella di human weapons = HW.

E gli HW sono armi in quanto strumenti di una forma di guerra guerreggiata che e’ il terrorismo che,a questo punto, NON è più descrivibile come guerra assimetrica ma bensì come una delle tattiche  deliberatamente usate da uno dei contendenti nel più ampio contesto della sua strategia bellica complessiva.

Non lo è più per il fatto che una delle parti belligeranti,(ISIS), usa al meglio che può nel contesto di una strategia militare tutto l’ arsenale bellico che riesce a procurarsi dagli AK47 ai carri armati presi al nemico ed il terrorismo è parte di questo arsenale. Ovvero ed ancora una tattica di guerra deliberatamente scelta e cinicamente implementata e non la sola soluzione disponibile.

Una guerra che non è quindi assimetrica ed in cui una delle parti,l’ ISIS,usa il terrorismo come una strategia militare in cui le armi sono gli HW.

Viviamo in un mondo in preda ad una psicosi per cui in media ogni 22 settimane ci auto-convinciamo di assistere ad una nuova crisi,ad un Rubicone strategico che modifica per sempre il mondo. E viviamo questo perchè da TROPPO TEMPO ci si concentra esclusivamente sull’ affrontare i sintomi e non le cause dei problemi.

Ovvero nel contenere e non nel risolvere.

Saddam Hussein dopo la guerra contro l’ Iran era visto nel mondo Arabo come il campione dei Sunniti. E prima di Hussein fu il tempo di Nasser o di Assad Senior ma mai di Arafat come dimostra il fatto che sia Al Quedia che  l’  ISIS non si siano mai interessate alla questione Palestinese. Poi nello scontro con il mondo e con gli Sciiti tocco’ a Bin Laden ed ora è il momento dell’ ISIS.

Ovvero? Dal nazionalismo panarabo al socialismo Bath fino ad oggi il filo comune per non perdersi nel labirinto delle lotte locali e’ quello di assurgere a leader degli Arabi Sunniti e piu’  ancora che contro il mondo contro i Persiani ed Arabi Sciiti.

Se l’ Arabia Saudita inizia l’anno con l’ esecuzione di 47 detenuti tra cui un importante leader Saudita Sciita lo fa per continuare una serie di azioni politiche iniziata con l’ alleanza militare contro gli Huoti Sciiti in Yemen nella  primavera del 2015   e consolidata con la grande alleanza Sunnita di 32 nazioni sancita a meta’ dicembre del 2015 a Ryahd.

Ovvero?

Lanciare un messaggio ai Sunniti per dire che un nuovo nume tutelare dei Sunniti stà nascendo e si chiama Arabia Saudita. In questo è in competizione con Ankara che stà facendo la stessa cosa ed il tutto ci porta pensare al di là della dimensione etnica dato che i Sauditi sono Arabi mentre i Turchi  non lo sono e poi,come abbiamo visto,abbiamo anche degli Arabi, e non solo dei Persiani, Sciiti.

Il tutto ci porta a parlare di fitna , ovvero di una guerra civile intra- Arabi nella regione del Greater Middle East.

Quando apparve l’ Islam accadde che da una religione sia nata una civiltà complessa in un’ area che non ne aveva  di così sofisticate e complesse.

Il mondo dell’ Islam si espanse con un imperialismo alla ricerca di tesori e popoli da sottomettere che utilizò la religione come scusa e lo fece prima dell’ uomo bianco che poi imparò rapidamente. Il primo jahidtista fu il cavaliere templare come l’ Arabo fu il primo imperialista con un  alibi chiamato religione  che appunto con la scusa della religione si creò un impero dal Mediterraneo al Sud Est Asia.

Al di la’ della retorica la prova provata di questo risiede nel fatto che gli occupanti Arabi in non furono mai molto “caldi”nel favorire le conversioni. Il loro fervore molto tiepido si deve al fatto che se un cristiano od un ebreo si fosse convertito non avrebbe più pagato le tasse e ad un certo punto se tutti si fossero convertiti le avrebbero dovute pagare anche gli Arabi imperialisti.

Questo imperialismo insegnò molto all’ uomo bianco che a sua volta divenne un imperialista con la ipocrita scusa della religione ma che ,anche per questo, non deve continuamente sentirsi in colpa come la “mondezza du mundo“.  Questo in quanto come  “mondezza” anche gli altri imperialismi non sono da meno e da loro,a sua volta, l’ uomo bianco ha imparato.

Il mondo Islamico non è mai stato un monolite.

Ad esempio pensiamo al suo apice imperiale nel nono secolo in cui sera diviso tra tre regni.

Pertanto da sempre con Islam  si ha una realta’ con storie, tradizioni, lingue ed abitudini religiose specifiche e quindi diverse ovvero un variegato insieme di mondi esprimenti una civiltà complessa e sofisticata che si ramificava su 3 continenti.

Un universo composto da un insieme di economie culturali mondo per riprendere la definizione di Braudel del Mediterraneo.

E questa diversità si traduce in politica e nel nostro caso in fitna, ovvero nella guerra civile Islamica.

Anzi le guerre civili Islamiche:

  • quelle tra Arabi che noi accettiamo di dipingere come intra-Sunniti legittimate a colpi di accuse reciproche di apostasia quando in realtà sono scontri tribali.
  • quella intra-Islam tra Persiani ed Arabi Sciiti contro Arabi e Turchi Sunniti. E per inciso i Turchi sono quelli che almeno non si ammantano di ipocrisia riconoscendo,come ha  fatto Erdogan il 3 gennaio 2017, quanto sia indispensabile il legame con Israele
  • quella intra-Persiani
  • quella intra-Mussulmani della Diaspora nel mondo,(gli emigrati), che,a sua volta, si innesta in quella che Olivier Roy ha correttamente definito come l’ ennesima militarizzazione della radicalizzazione del conflitto sociale che questa volta prende la forma di Islamizzazione.

Il tutto ovviamente si basa sul ridisegnare le mappe ma si parla di mappe che non sono mai esistite dal settimo seccolo, ovvero dall’ inizio del’ imperialismo Arabo, e quindi nell’ esistere nel loro non esistere sono ben precedenti a quelle tracciate nel 1916 da Skykes-Picot.

Mappe a cui corrispondono popoli dai Drusi ai Kurdi come pure ai Sunniti nella regione Iracheno-siriana. Sulle origini e sui combattenti di queste guerre civili parleremo in altri articoli in futuro.

Nota Editoriale:

Oggi,come ogni giorno, pubblicheremo altri due articoli alle 15.30 ed alle 18.00. Parleremo alternando gli argomenti di economia positiva, geopolitica umana, turismo eclettico, food intelligente , fashion e design sostenibile, arte e cultura. Con orgoglio Vi informiamo sul fatto che  5 nostre rubriche sono numero al mondo nei loro settori tematici