Ammettere i propri errori

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

E’ difficile accorgersi dei nostri errori dato che fanno parte della nostra forma mentale e quindi delle azioni che nelle nostre mappe mentali ci sembrano logiche e naturali.

Così difficile che non li ammettiamo quasi mai. Diciamo mai dato che tutti ricadiamo nella sindrome della infallibilità.

Un qualcosa del resto facilitato dalla cronica generazione del politically correct unito al relativismo un un cocktail deleterio che abusa di entrambe generando solo la cultura del piagnisteo.

Oggi la ammissione di un errore ha fondamentalmente due dimensioni.

Una è relativa alla comunicazione della propria narrativa ed focalizzata sul riparare un danno di immagine.

La seconda dimensione è relativa alla psicologia sociale e si concentra sul ristabilire la fiducia persa tra i soggetti sociali.

In ogni caso la ammissione di un errore e le scuse del caso quando servono comportano che chi lo fa gestica una forma mentale in cui accetta di poter sbagliare.

Il punto cardine ora è il capire che sia la ammissione di un errore che il fatto di averlo commesso non sono sintomi di debolezza.

Sono invece dal punto di vista sociale un atto importantissimo in quanto esprimono un riconoscimento di responsabilità verso chi è intorno a noi.

Ed alla fine dei conti è questa accettazione di responsabilità la conseguenza della scuse che avrà gli effetti sociali più duraturi ed impattanti sul come siamo percepiti.

Ed qui è bene focalizzarci sa un qualcosa che troppo spesso diamo per scontato.

Lo scusarsi è andare oltre la semplice ammissione di aver sbagliato e questo sia perchè presuppone la chiare identificazione di chi sia stato vittima del nostro errore come pure un atto di responsabilità sociale con cui si crca di reintegrare una qualche forma di rapporto.

Il fatto che ci si scusi è importante per le vittime che lo percepiscono come una forma di rispetto sociale.

Ed ovviamente il tutto si completa con la serena e piena accettazione delle conseguenze da scontarsi per la ammissione di un errore.

In un mondo di vittimismo permanente che nel complotto totale trova la facile scusa per ogni mancanza tutto questo è tropo spesso una pia illusione.

E poi non stupiamoci della sciatteria dominante.