Una protesi in grado di percepire le reazioni al contatto

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

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La  Statunitense Defense Advanced Research Projects Agency ,(DARPA),ha rivoluzionato il mondo delle protesi introducendo la protesi di una mano che è in grado di percepire le sensazioni che si ricevano al contatto con un oggetto come se fosse un arto vero.

Cosa ha innovato la DARPA?

Ha creato una protesi,una mano,che dispone di sensori in grado di replicare al 100% le sensazioni che si hanno quando con un arto vero di tocca un oggetto.

Una rivoluzione nelle applicazioni neurochirurgiche in grado di ridare a chi ha perso un arto una qualità di vita che nessuna altra protesi è in grado di fornire.

Questo arto protesico opera con una serie di sensori che si trovano sia nel rivestimento della protesi che impiantati nella corteccia celebrale del soggetto e la loro interazione fornisce in tempo reale la sensazione di “un vero tocco”.

Dal rilevare il caldo piuttosto che il freddo all’ apprezzare la consistenza dell’ oggetto.

DARPA ha iniziato ad implementare in via sperimentale questa tecnologia per altre protesi,(gambe e tessuto),mentre la mano è già perfettamente operativa e disponibile.

Perchè avrà un futuro?

La domanda che questa tecnologia può soddisfare è enorme.

Innanzitutto nel migliorare la qualità di vita di chi ha perso un arto che ritorna a provare le sensazioni che viveva quando non era malato o non aveva perso un arto.

Per la DARPA questo significa non solo aiutare una popolazione civile ma anche il reintegro in ruoli operativi dei militari USA che hanno subito la perdita dell’ arto in combattimento.

Esistono anche altre dimensioni in cui questa tecnologia può essere applicata con successo finendo col fare la differenza rispetto a quanto ad oggi esistente.

La prima dimensione è relativa agli interventi chirurgici a distanza mediante unità robotiche manovrate da un chirurgo.

Il fatto che il robot possa disporre di un sensore così sensibile gli consente di dare informazioni al chirurgo che opera da una postazione in remoto.

Informazioni che ad oggi non erano facilmente rilevabili se non aggravando le dimensioni dell’ unità robot e,quindi,riducendone poi un utilizzo pratico a causa delle sue dimensioni. Ovvero il robot diviene troppo ingombrante e,pertanto, non può aggiungere certi luoghi ed inoltre essendo più grande ha un consumo di energia maggiore che ne riduce la vita operativa.

Una ulteriore evoluzione è quella delle applicazioni nel campo dei sensori in condizioni ambientali rischiose per un operatore umano. Anche in questo caso una unità remota può meglio rilevare e quindi informare un operatore umano al sicuro in una postazione remota.

Ma anche un processo inverso in cui un prodotto può migliorare l’ interazione con le persone. Pensiamo agli oggetti elettronici che indossiamo,(wereable hardware),ai tessuti intelligenti. Disponendo di un simile sensore dato che l’ esperienza di utilizzo avviene con un contatto fisico,(ovvero in modalità touching), il prodotto può percepire meglio l’ utente e reagire meglio.

Un esempio pratico. In un altro articolo abbiamo parlato di una tecnologia sviluppata da mPath che consente di rilevare il livello di stress di un utente.

Inserire questo tipo di rilevazione nel contesto di quelle attuabili dai sensori sofisticati usati nella protesi sviluppata da DARPA consente all’ utente che opera in modalità touching di trasmettere il proprio status emotivo consentendo al prodotto di “reagire” al meglio al medesimo.

Immaginiamo,quindi per il nostro esempio,che sia inserito nel tessuto intelligente con cui viene foderata la nostra poltrona. Col touching del tessuto questo rileva il nostro livello di stress e si conforma ad esso nel trasmettere la sensorialità più soddisfacente per noi in quel dato momento.

Oppure che sia posizionato sul pulsante del nostro sistema home theatre che gestisce le luci-musica del nostro impianto. Percependo il nostro livello di stress adegua volume ed intensità delle luci.

Ma anche nella cover del nostro smart-phone per consentire di rilevare un aumento della temperatura come pure un altro segnale indicatore del nostro benessere fisico. Segnale che poi viene trasmesso in automatico al nostro medico  che,in questo modo, può contattarci per le azioni del caso.

Oppure il volante della nostra auto che può rilevare precoci segni di affaticamento alla guida ed in questo modo inviarci un segnale di allarme.

Come si vede il mercato per questa tecnologia e’ molto vasto a garanzia del suo successo commerciale.

E tutto questo è iniziato nel 2015.

E’ patetico vedere buttare dalla finestra delle risorse quando si potrebbe condividere questa tecnologia migliorare la vita di tante persone.