I robot possono fare figli

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

La nostra rubrica sulla tecnologia sostenibile è numero uno al mondo nel suo segmento tematico e questo prestigio ci induce a parlare di una evoluzione tecnologica che è esclusivamente politica.

Pierre Sauvage, Sir J. Fraser Stoddart e Bernard Feringa sono nomi poco noti alla stragrande maggioranza delle persone eppure hanno conseguito qualcosa che cambia la storia.

Nel 2016 hanno ricevuto il Nobel  perchè hanno sviluppato una tecnologia che consente alle molecole di divenire delle macchine.

In una frase hanno combinato gli atomi in modo di generare delle macchina in nano-scala che non solo possono agire come motori o muscoli ma sono anche in grado di costruire dei meccanismi 1000 volte più sottili di un capello umano.

Quindi sono in grado di generarsi o riprodursi.

Partiamo da questo dato scientifico e pensiamo alla nostra concezione di robot.

Nel tempo abbiamo evoluto la nostra percezione dei robot.

Agli inizi erano giocattoli meccanici poi sono divenuti strumenti di lavoro sempre meccanici. E col tempo la componente organica sotto forma di nano-tecnologia o di bio-tecnologia ha fatto la sua comparsa.

Poi è arrivata la intelligenza artificiale e la sua evoluzione denominata intelligenza artificiale emozionale.

In Giappone ci siamo abituati a pensarli come compagni della nostra vecchiaia e nelle scuole li vediamo compagni dei nostri figli.

Così compagni che alcuni di essi stanno sostituendo il cucciolo di cane o di gatto.

Ma non solo questo dato che assumono da tempo forme diverse da quelle che ci hanno abituato le immagini dei film come pure quelle delle fabbriche dato che alla fine qualcuno di essi lo indossiamo con un orologio od un occhiale  nella forma di assistente digitale.

Il punto è che diventano sempre più altro nel senso che sono sempre più emozionalmente intelligenti ed anche qualcosa oltre.

Oltre nel senso che ci accorgiamo che la nostra definizione di intelligenza inizia ad essere incompleta.

Non esiste infatti solo una intelligenza biologica degli animali o solo una emozionale degli uomini ma anche una robotica di queste realtà.

Ma è ovviamente un problema sia definirla che accettare che possa esistere.

Partiamo da questo per vedere come la tecnologia attuale sia già oltre anche se non  lo comprendiamo.

Viviamo già in un mondo che vede affiancarsi ai robot i biot,ovvero i robot biologici.

Un qualcosa che è simile a quando gli uomini Sapiens comparvero e si affiancarono a quelli di Nearthendal per finire col sopraffarli.

I biot sostituiranno i robot ed i biot sono presenti nella ingegneria biologica come pure in quella biomeccanica.

Abbiamo stampanti 3D che stampano dei tessuti umani come pure delle cellule staminali ma anche cartilagini, denti, ossa , muscoli che poi possono essere trapiantati.

Questo ci porta rapidamente a parlare di clonazione umana  alla fine di avere una disamina completa sul dove ci troviamo.

Fu con la pecora Doly nel 1996 che la clonazione divenne parte del nostro bagaglio culturale e quindi delle ipotesi che contempliamo nel nostro futuro.

Da allora sono state clonate molte specie e ad ogni clonazione è aumentato il dibattito su quella umana intesa come una naturale estensione di quella animale ed il tutto ha creato una certa confusione tra i 3 tipi di clonazione possibile.

La clonazione genetica, quella terapeutica e quella riproduttiva.

La clonazione genetica si occupa di riprodurre dei segmenti di DNA al fine di replicare dei geni.

La clonazione terapeutica genera degli embrioni di celle staminali al fine di creare tessuti ed organi che possano replicare quelli malati o danneggiati in un incidente.

Infine la clonazione riproduttiva crea una copia identica.

In parallelo abbiamo la biologia sintetica che contempla la unione di chimica, biologia, informatica ed ingegneria.

Il tutto genera degli strumenti che mutano il modo con cui si possono creare, controllare e curare i sistemi biologici.

In una frase: la biologia sintetica consente di programmare il DNA al fine di produrre quello che ci serve esattamente come ci serve e sia esso del carburante piuttosto che del cibo o delle molecole terapeutiche.

Ed anche dei biot, ovvero dei robot a base biologica.

Se da un lato abbiamo super computer che imparano da soli come un bambino di 6 anni , protesi in grado di avere il tatto , hardware militare segretissimo che consente di comunicare telepaticamente e la capacità di riscrivere il DNA per avere quello che si vuole dall’ altro abbiamo tutto quello che ci serve.

Tecnologicamente parlando ed andiamo avanti quindi parlando del possibile oggi.

Un oggi che è un pò datato dato che la prima ovaia artificiale fu creata nel 1955 da Emanuel Greenberg ma fu solo negli anni ’90 che in Giappone fu possibile ottenere una incubazione artificiale

Se a questo si aggiunge che si è riusciti a far partorire una donna dopo una gestazione di sole 22 settimane e che  nel 2016, come abbiamo descritto in una altro articolo, si è avuta la prima ovaia fertile ottenuta con una stampante 3D ci accorgiamo che si arriva rapidamente al taboo dei taboo.

Un taboo per altro già trasgredito nel 2016 quando un team della Cambridge University ha sviluppato un embrione umano per 14 giorni per poi fermarsi di fronte agli obblighi di legge.

Fermiamoci un attimo.

Abbiamo tutto questo e cosa ci impedisce ora di avere un biot che generi della prole.

Ancora una volta da un punto di vista tecnologico nulla  ce lo impedisce.

E qui arriviamo al punto cruciale.

La tecnologia in sè e per sè non è nè cattiva e nè buona e questo vale anche in questo caso.

Chi scrive non stà avvallando questa evoluzione ma neanche la esclude riconoscendo che ora sia il momento in cui altri parlino e decidano il cosa ed il come.

Ovvero se sia possibile ed in quale situazione e non altro.

Una soluzione che non spetta agli scienziati ma ai politici e questo è più che mai urgente in un mondo in cui esistono sia failed state che isole artificiali in cui creare un laboratorio ed operare in un totale vuoto legale.

A quel punto una volta che  viene annunciato il primo figlio di un biot il vaso di Pandora sarà aperto e saranno gli eventi ad imporre ai politici.

Il conto alla rovescia è iniziato .