8 marzo + 1

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Oggi è il 9 marzo ovvero 8 marzo più 1 anche se  tutto è svanito  per rincorrere la prossima celebrazione ed è un peccato.

Ma le cose restano quando meritano di restare e combattere uno stereotipo aiuta. Gli stereotipi sono i punti fermi delle nostra mappe mentali che poi sono le solo che usiamo per raffigurarci il mondo.

Per questo ho pensato ad Ava Gardner per  cercare di fare evaporare lo stereotipo della bellona.

Ava è una leggenda ed incarna il simbolo delle bellezza  che nessuna beauty del momento riesce ad esprimere in maniera così sofisticata.

Ho immaginato di aver condiviso il suo spazio come una di quelle figure di complemento se non di arredo che svolazzano in un party. Sono lì e nessuno sa chi li abbia invitati ma un invito lo hanno avuto. E se sono vivi dentro sanno osservare e cercano di capire.

Pomeriggio oziosi e notte bianche in cui si condivide un monto di speranze e piccoli scandali in una complicità diffusa che non impegna nessuno.

Ed ovviamente Ava era uno degli architrave di quel luogo. Facile immaginare il suo corpo circondato da voci maschili che alla fine  erano un brusio intollerante e nostalgico nella loro passione persa nel ricordo.

Poi il suo pubblico ed osservando se si uniscono le due cose si capisce che lei era oltre nel senso di essere la più sola di tutte.

Ieri e forse anche oggi.

Unica nel suo sapere  generare il divorzio tra sensualità e volgarità che manca a troppe beauty troppo focalizzare nell’ essere  The Gnocca.

Lo conferma la sua carriera in cui ruolo dopo ruolo , immagine nell’ inconscio collettivo dopo immagine non è mai decaduta ma anche mai veramente compresa dato che alla fine era la  evocazione di se stessa.

Lei era bella , lì e questo era.

Pertanto non aveva connotazioni come la Bardot o la Monroe e non cito le  contemporanee dato che la nostra era è alquanto sfortunata avendo troppe gnocche e nessuna Ava.

Una bellezza tranquilla che per questo piaceva alla altre donne dato che alla fine lei era solo la ennesima foto di un amante che le portava le valigie.

Ma lei procedeva nella vita. La sua e quella dell’ inconscio collettivo che la seguiva dividendosi tra sparizioni e memorabili sussulti di tavoli tirati contro qualcuno.

Camminava per la vita ,sola in silenzi tempestosi in cui si lasciava percepire ma mai coi capricci di una star.

Una personalità che non siamo mai riusciti a cogliere persi nel corpo.

E sempre immaginando di essere in uno  di quelle feste ho pensato che mi sarebbe piaciuto rivederla.

Ma  di sfuggita, solo uno sguardo in un aereoporto per cogliere il muro od uno dei muri che  non capivano.

La melanconia dello sguardo che fa pensare alla suadede Brasiliana e quindi paragonare la sua voce al Bosa Jazz di Sao Paulo.

Eppure lei era come noi una persona.

Quindi aveva solo e semplicemente bisogno di una voce, uno sguardo che  esprimesse se non solidarietà almeno comprensione.

Solo e semplicemente quello che serva a tutti noi.

Eh si, un essere umano e per questo donna e non donna perchè gnocca da leggenda.

Vedo una famosa foto ed il messaggio poetico è questo, andare oltre e cancellare  qualche  stereotipo dalla mappa mentale.

Oggi è 8 marzo più 1  , grazie Ava Gardner per  avercelo fatto capire.

Capire cosa?

Che oltre le apparenze abbiamo la sostanza.

La prossima volta guardiamo dentro gli occhi per vedere la persona.

In un mondo così discriminatorio con le donne imparare a pensarle come persone aiuta e non poco.

Ovvero questa si che è Cultura con la “C” maiuscola dato che è la cultura del rispetto.