Conseguenze socio-economiche degli attacchi cyber (1/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Prima di iniziare una piccola parentesi per ringraziare tutti i nostri Lettori ed Audio-lettori che hanno fatto si che anche questa sezione divenisse  numero uno al mondo come potete verificare clickando qui ed è la  quarta sezione di Locglob.

1- Premessa, due o tre verità misconosciute su Internet
Il mondo ha scoperto una delle due o tre verità chiave di Internet grazie all’ attacco del weekend del 23 ottobre 2016 che è stato uno dei più grandi negli ultimi anni.
Quale?
Le prima è che Internet è molto più fisico di quanto si pensasse nel senso che tutto “prima o poi” nasce o si ferma in un server e questo server non è altro che un hardware localizzato in un territorio.
Ovvero sottoposto ad una legislazione ed alla geopolitica di un governo e questo è il limite intrinseco che troppa narrativa che esalta la connettività tende (volutamente) a dimenticare.
Quindi? Questo è il punto di forza od il limite intrinseco di ogni cloud ma ci torneremo dopo.
Prima di continuare e’ bene andare avanti con questa premessa e focalizzarci su un paio di altre verità chiave.

La prima ci dice che non solo non sappiamo cosa significhi Internet ma anche che non ha un simbolo che lo rappresenti.
Ovvero?
Pensiamoci su un attimo, che significa Internet?
INTERnational NETwork ? Oppure INTERactive NETwork?

Entrambi e non è banale come sembra.

Al punto che non realizziamo che Internet non abbia un simbolo che lo definisca.

Per esempio la “@” definisce le email. Quando si parla di denaro il simbolo del dollaro ,($), lo esprime od il disegno della Tour Eiffel esprime Parigi e via dicendo.
Ma NON abbiamo niente di simile per Internet che ,in questo modo, è il primo dominio sociale collettivo della storia che non abbia bisogno di un simbolo talmente è pervasivo ed accettato.

Un esempio unico di quella che nel softpower si definisce come fidelizzazione mentale,ovvero il mindshare.
La seconda verità è sintetizzata da questo grafico:



Questo grafico sintetizza le relazioni tra il tempo e lo spazio ponendole in connessione con quelle tra i fruitori ed il loro coinvolgimento emozionale.

Andiamo con ordine.
Da sempre lo spazio è in funzione del tempo nel senso che quanto meno tempo ci si impiega ad andare da Alfa a Beta più i due luoghi sono connessi.
Per esempio più di 1000 anni orsono con l’ uso dei monsoni l’oriente si collegava in un mese alle coste Arabe ed Egiziane. E da qui usando il Canale di Suez,(il primo canale fu costruito dalla dinastia Tolemaide),con il Mediterraneo.
Oggi una nave porta-container passando dalla rotta artica arriva in due settimane nei porti che facevano parte dell’ antica Lega Anseatica. Od un areo cargo in poche ore atterra a Milano.
E con Internet si vive addirittura l’ illusione del tempo reale vedendo gli eventi in diretta.
Illusione del tempo reale? Vediamo ed al limite poniamo un like od un dislike ma non abbiamo alcuna influenza diretta.
Ma ed ancora una volta si parla troppo del cosiddetto nuovo srotolando dietro una lunga scia di (a volte voluta ed interessata) ignoranza del passato.

Questa percezione della realtà non è nata con il “tempo reale di Internet” ma nel lontano 1926. Una trasmissione radio della BBC in diretta raccontava dell’ assalto di masse inferocite al Parlamento ed all’ Opera House dove si disse che fu ucciso un membro della famiglia reale.
Era tutto falso,(ricordate Orson Wells e la sua trasmissione sullo sbarco degli alieni che si ispirò a questa della BBC?),ma data la situazione di tensione sociale che viveva il Regno Unito era plausibile che accadesse. Pertanto risultò cosi’ credibile che la BBC interruppe e si scusò chiarendo che era un falso.
Era il 1926 con la radio … .
Pertanto tanto più si è veloci tanto minore è il tempo necessario per percorrere la stessa estensione spaziale e questo spiega la forma della curva.
Relativamente agli assi cartesiani che parlano della relazione fruitori/coinvolgimento emozionale possiamo dire che tanto più sia lontano l’ evento tanto maggiore è il coinvolgimento emozionale da click e minore quello effettivo anche se può essere alto il numero di fruitori.
Ovvero? In una frase: il coinvolgimento da click.
Con un click diciamo like/dislike e/o facciamo una offerta e … finisce il nostro coinvolgimento emozionale come fruitori di un evento.
E’ chiaro ora sia la forma della curva collegante le variabili che come possa essere letto il grafico di sintesi ed,ovviamente,come sintesi ha tutti i limiti che ne derivano.

2- Cosa è successo?

Un server hosting,ovvero una società che gestisce i server in cui fisicamente operano i siti web a cui accediamo digitalmente, è stato messo in crisi da un attacco.
Falso….come vedremo.
In questo server operavano migliaia di siti e tra essi molti di realtà note come il New York Times od Amazon.
I loro siti sono stati bloccati.
E da qui in un contesto di psicosi collettiva da terrorismo il danno è stato riportato dai media in maniera volutamente esagerata a fini di audience.

Volutamente esagerata?

Analizziamo cosa è successo e lo capiamo da soli.
L’ attacco era un BANALE lancio di milioni di messaggi ad indirizzi pubblici di servizio di questi siti tipo usando email tipo “info@xyz.com” o “contact@xyz.org”.
In questo modo i siti sono collassati per un utilizzo esteso.
Ma questo attacco NON ha mai messo a rischio:
– la struttura hardware del server
– i computer degli utenti in quanto non propagava virus
– i dati degli utenti dato che non cercava di appropriarsene
Ha solo e semplicemente saturato il server.

Per rispondere a questo tipo di attacco la soluzione è BANALE,ovvero?

Si molto banale come vedremo nella seconda ed ultima parte domani.

 

Nota:

Grafico: Paolo Dealberti ©2000-2016