Viaggi da sogno: luoghi di idee e parole 02

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

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il tempo.

Ogni cosa.

Deve essere a suo tempo

E quindi per il suo tempo (od almeno anche per esso)

Al fine di essere vissuta con il suo tempo

Questo perchè essere in tempo col tempo fa la differenza.

Come inizio è di una banalità sconcertante degna di un biglietto da cioccolatino di una sotto-marca ed invece racchiude molto senso.

Ma poi non  è così dato che il presente è sempre prendere in prestito del tempo dal futuro mentre ci si perde nel passato che ci inventiamo.

La importanza del tempo.

Ad esempio lo ricordiamo guardando come ci introduce il rapporto tra arte e tempo il museo di arte  moderna di Istanbul.

Concettualmente pensa a come gli artisti si rapportino con il tempo.

Intendendo il tempo come il legame per riconnetterli alla loro società.

Ovvero al sentire di quel luogo in quel tempo.

E visto che riconnettiamo nel presente inconsciamente colleghiamo quel passato con il futuro nel momento che le sensazioni travalicheranno il tempo nel ricordo.

Almeno il nostro tempo ovviamente.

E questo – ed è bene ricordarcelo -indipendentemente da quanti pensiamo ci seguano nel nostro social dove posteremo il tutto.

Ma se scorgiamo questo allora avvertiamo quanto,in realtà,sia complesso il messaggio dei curatori in Istanbul.

Il punto diviene infatti

Quando un’ opera d’ arte entra nel presente?

Nel momento in cui ha rubato il tempo  cristallizzandolo nell’ oggi

E quindi quando la osserviamo?

Nell’ istante in cui sentiamo in essa il futuro che scegliamo di avere od il passato che ci inventiamo per legittimare il sogno del domani.

Uhm,banale ed ombelico-centrico dato che accade che la si vada a vedere perchè sappiamo che  è in un qualche modo contemporanea.

E da qui il chiedersi che significa la relazione temporale che le opere instaurano?

Ed anche …ed a  questo punto come sia possibile che oltrepassi il contemporaneo per avere ancora un senso nel futuro.

Ma, e se tutto fosse soggettivo?

E questo ci riporta ad un’ altra interessante provocazione socio-culturale in Istanbul.

Nel 2014 alla Biennale del Design era possibile creare il proprio manifesto e poi allegarlo in archivio con gli altri.

Ovvero in una sezione  gestita da artisti Italiani ogni visitatore poteva andare e farsi codificare il proprio manifesto culturale.

Uno ,cento, mille e mille manifesti culturale nucleari perchè fatti da singoli e soggettivi perchè fatti anche per comunicare il nostro essere al mondo.

E tutto si relativizza ovvero la cultura siamo noi.

Complesso, no?

Sicuramente stimolante.

Anzi magico.

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