Capolarato: alterare la equazione costo/beneficio

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

In una ottica da economia positiva che consente di andare oltre la demagogia del pauperismo implementando una crescita felice in quanto sostenibile e resilente Jacques Attali ed altri in Francia chiedono che venga mutata la definizione di azienda nel codice civile Francese.

La nuova definizione proposta prevede che sia chiaramente esplicitato che una azienda ha anche un dovere a contribuire allo sviluppo sociale della comunità.

Dal rispetto dell’ ecosistema ecologico non inquinando al rispetto dell’ ecosistema sociale non sfruttando i lavoratori.

Con questo sullo sfondo parliamo di caporalato.

Per una azienda optare per il caporalato è una semplice scelta in termini di costo-efficacia nel senso che risparmiano un sacco di soldi fregandosene bellamente delle persone.

E partiamo da questo punto per considerare la valenza di un dato emerso da indagini dei sindacati.

In Italia ci sono 80 centri di reclutamento in cui i caporali trovano le persone.

Se sappiamo quanti sono allora sappiamo anche dove sono. E se sappiamo dove sono si possono colpire.

Colpire  e questo richiede una azione sincronizzata a 3 livelli.

Il livello legislativo, quello giudiziario e quello repressivo.

Ovvero richiede una azione coordinata dei legislatori, dei magistrati e dei prefetti.

Iniziamo dalla dimensione  legislativa che non solo è la più complessa ma la sola in grado di incidere nel tempo e quindi di cambiare la situazione.

Al di là della ipocrisia dobbiamo rilevare che se siamo in un mondo con una miriade di contratti  atipici che sfruttano sotto la copertura di lavori a progetto e vaucher senza fine una colpa enorme  è  anche dei sindacati e della  sinistra.

Per i sindacati le partite IVA succubi dei lavori a contratto seriali erano solo elettori incolti della Lega o semi deficienti che guardavano tette e culi in TV e votavano Berlusconi.

Al sicuro del miliardo e passa di euro senza  bilanci certificati per redicontare si concentravano sui lavoratori pubblici e sui pensionati. E la sinistra la pensava allo stesso modo focalizzandosi sui lavoratori pubblici come elettorato.

Non stupiamoci poi se i “pvoletavi”  votavano e votano ben altro.

Ovvio che  poi la destra abbia legiferato tenendo presente il suo elettorato dato che era libera di farlo.

Quindi per chiaro calcolo elettorale a destra come a manca sono tutti ,più o meno in buona fede, corresponsabili.

Ed il risultato è una forma mentis in cui sfruttare non solo è fico ed anche legale.

Oggi il Legislatore tutti-partisan deve modificare una visione culturale quando legifera.

Passiamo ora ai magistrati ed ai prefetti che devono guadagnare il tempo necessario ai legislatori per legiferare.

Un tempo lungo dato che tute le forze politiche per i prossimi mesi hanno altre priorità

I magistrati devono colpire col massimo della pena in termini sia economici che di detenzione reale  in modo da rendere vane le valutazioni in termini di costo efficacia.

Il danno inflitto con le multe ed i sequestri permanenti unito a quello delle detenzioni deve  far capire che non conviene usare i caporali.

Poi i prefetti che sul territorio hanno i  massimi poteri quando si parla di azioni di repressione del crimine.

Se sappiamo dove sono questi 80 centri iniziamo da questi rendendo ai caporali la vita un inferno.

Integrando in maniera efficace ed efficiente i Carabinieri, la Polizia, le Polizie Municipali, la Guardia di Finanza ed Esercito e’ possibile pensare che OGNI giorno vi siano delle pattuglie in questi 80 luoghi di schiavismo e che interferiscano con il lavoro dei caporali.

Interferiscano con una serie di controlli ed azioni che  di fatto ritardino la possibilità di reclutare e poi andare al lavoro.

Ed ovviamente ogni azione deve vedere la contemporanea presenza di mediatori culturali ed esperti umanitari di Onlus e Cooperative dato che ovviamente non si può pensare ad una azione che sia solo di tipo repressivo.

Per dirla chiaramente se i caporali portano in un cantiere od in campo la forza lavoro alle 11 del mattino non serve più. E se questo accade ogni giorno allora le imprese vanno altrove.

Si può legittimamente obbiettare che questi 80 luoghi di schiavismo cambieranno sede.

E dove sarebbe il problema?

Si individuano i nuovi luoghi e si ripete.

Ma può intervenire il crimine organizzato con la sua forza militare?

Ma crediamo veramente che questi figli di mignotta vengano allo scoperto per attuare operazioni paramilitari di interdizione contro militari e forze dell’ ordine armate?

Un conto è fare il duro contro un povero cristo disarmato e con famiglia ben altra cosa è affrontare persone armate allocate del potere di usare legittimamente la  forza e questi figli di mignotta lo sanno benissimo.

Questo non è fascismo e neanche militarizzazione del territorio ma  lotta ad una forma di schiavismo.

Ed ora una domanda alle leadership gnocca tacco 16 e gnocchi abbronzatissimi che imperversano nei talk show come pure negli editoriali e nei blog: quando si inizia?