Contrabbando di petrolio Libico: potere che incide anche sui flussi migratori gestiti dai criminali (1/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Quando un paio di anni orsono le unità di elite della Legione Straniera uccisero il numero uno di Al Qeida nel Maghreb uccisero una persona il cui soprannome era Mister Marlboro.

Quindi non un fine teologo ma un duro contrabbandiere che aveva ben capito che  essere un affiliato di Bin Laden gli avrebbe consentito di avere la forza militare e politica per fare una marea di denaro trafficando in sigarette, esseri umani e droghe sintetiche. Ed ovviamente ogni tanto giocava a fare il terrorista quando e come gli faceva comodo. Andava bene a lui come a Bin Laden e questo esempio ci introduce alla dimensione geopolitica del contrabbando di petrolio in Libia.

E per farlo iniziamo tenendo a mente un dato chiave nel suo esemplificare il tutto.

Ovvero che più della metà degli scambi lungo il confine tra Libia e Tunisia è illegale e non genera risorse per i governi ma per i trafficanti e le forze politico-militari che sostengono od a cui chiedono protezione ed a cui poi pagano un tributo.

Parliamo spesso di insicurezza e di anarchia associandola alla Libia ma sarebbe bene se si avesse il coraggio politico di iniziare a dire anche altro.

Dove si fanno i soldi.

Ovvero lungo le dorsali di contrabbando , nelle aree di produzione di energia  come pure in quelle dove si ammassano le persone che pagano per  attraversare il Mediterraneo non si conosce insicurezza ed anarchia.

In questi luoghi chiaramente definiti , noti e tracciabili con droni, satelliti ed infiltrati i locali poteri sono la politica e la forza per garantire ordine sicurezza in modo che il business non ne abbia a soffrire.

In quei luoghi  gli scontri non sono causati dalla anarchia e dalla insicurezza ma sono la conseguenza di precise strategie poste in essere dai potentati locali per divenire più forti o per sopravvivere.

Quindi esistono aree franche di pace dove la pace  è garantita da chi comanda in loco per fare i soldi.

Teniamo a mente anche questo dato di fatto.

In teoria la distribuzione e la commercializzazione interna ed internazionale del petrolio è in mano a 4 agenzie. In teoria appunto ed ora iniziamo a fare dei nomi.

Nomi di milizie che  rispondono a precisi padrini politici che vivono in santuari pacificati dalle loro milizie dove fanno i soldi mentre intorno a loro il resto del paese è volutamente nel caos.

La  Haneesh Militia ed il Anas Dabbashi Battalion sono i maggiori attori nel contrabbando di idrocarburi e Persone.

Controllano una area tra Zawiyah e Sabratha dove dividono i profitti con le locali forze di polizia e di quello che resta della guardia costiera.

La catena logistica è complessa.

Imbarcazioni che trasportano fino a circa 40000 litri di idrocarburi raggiungono le coste Maltesi e Siciliane dove vengono svuotati e da li immessi sul mercato. In Sicilia si opera con la Mafia.

Fermiamoci un attimo e rileviamo un dato per poi porci delle domande.

Il dato è che  40000 litri di idrocarburi sono da vendersi al mercato nero ad un prezzo che poi sia concorrenziale per chi si rifornisce nelle stazioni di benzina piuttosto che presso i distributori i idrocarburi per abitazioni.

In Italia il rezzo medio della benzina e del gasolio il 23 febbraio è rispettivamente di un euro e 465 centesimi per la benzina e di un euro e 290 centesimi per il gasolio.

Quindi una imbarcazione con 40 mila litri non può generare più di 32000 o 35000 euro di fatturato lordo ovvero come il trasporto illegale di 15 o 17  persone.

Pertanto per essere remunerativa dobbiamo avere molte  imbarcazioni ogni notte e qui iniziano le domande.

Domanda 1: come mai i droni ed i satelliti non vedono gli assembramenti su una parte delimitata e nota delle coste Libiche in cui dalle cisterne si caricano le navi?

Domanda 2: Malta è piccola ed anche se la Sicilia è più grande i luoghi ideali di ammaraggio per poi impiantare le pompe per trasbordare gli idrocarburi dalle imbarcazioni alla cisterne non sono poi tanti. Ed ancora come mai i droni ed i satelliti non li vedono?

Domanda 3: 40000 litri equivalgono a due autobotti e come mai nessuno rileva un incremento di traffico notturno di decine di autobotti per il trasporto in Sicilia ed a Malta? Come pure le colonne di autobotti in Libia per raggiungere le coste che di certo non passano inosservate ai droni e satelliti anche perchè non abbondano certo le autostrade e le raffinerie da cui possono partire.

Domanda 4: come mai le autorità Maltesi ed Italiane non rilevano anomalie nelle stazioni di rifornimento come pure nelle attività dei fornitori di idrocarburi per le abitazioni e le industrie nel senso che da un lato continuano a lavorare a pieno regime e da un altro nei bilanci si riducono gli approvvigionamenti dato che comprano il prodotto contrabbandato.

Domanda 5: stiamo parlando di imbarcazioni sulle 60 tonnellate ovvero piccole ma non piccolissime. Inoltre non sono imbarcazioni di commando di eserciti super tecnologici e quindi protette da contromisure elettroniche che ne impediscono la tracciabilità coi radar. Ed infine per raggiungere gli approdi in cui scaricano viaggiano in flottiglie. Premesso questo viene legittimo chiedersi come mai le navi militari tecnologicamente avanzate che pattugliano questo tratto di Mediterraneo puntualmente non riescono ad intercettare e fermare queste imbarcazioni?

Domani continueremo nella analisi.