Media Digitali:la lezione di Hong Kong per il Made in Italy

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

La normalità in Hong Kong da cui si esporta circa il 20% del Made in China è la incertezza della economia locale ed in questo contesto nel 2017 per la prima volta gli investimenti pubblicitari sui media digitali supereranno quelli sui media cartacei, televisivi e radiofonici.

Uno studio Nielsen indica che i media digitali riceveranno il 51 percento degli investimenti e gli altri media il restante 49 percento.

Evitiamo di usare la stantia e sempre meno significante  distinzione tra i cosiddetti nuovi media, ovvero i digitali, e gli altri media che dovrebbero definirsi come tradizionali.

I media digitali esistono oramai da almeno 10 anni e definirli ancora come nuovi non ha molto senso. Pertanto li consideriamo come dei media con le loro caratteristiche,ovvero i punti di forza e di debolezza,al pari degli altri. E questo in un mondo dove, ad esempio, la radio come pure la editoria di qualità vivono una fase di continua espansione.

Lasciando questo sullo sfondo torniamo a parlare di Hong Kong dove questo 52 percento rappresenta un qualcosa di notevole se si pensa che nell’ anno precedente i media digitali ricevevano il 28 percento degli investimenti ed in ogni caso questa mutazione di investimenti si innesta in una contrazione del 9 percento del mercato pubblicitario.

A fronte di questa mutazione degli investimenti è anche aumentata la ricerca di efficacia delle piattaforme digitali e quindi di parametri di valutazione  più certi e questo ci porta ad analizzare gli elementi salienti comuni a tutte le strategie delle agenzie pubblicitarie in Hong Kong.

Elemento 1: “non imitarsi solo a prendere i soldi

Partire sempre dalla narrativa del Cliente con questa domanda: il mio Cliente reinvestirebbe in questo se potesse tornare indietro?

Elemento 2: “superarsi”

il tuo Competitor non è quello che hai nella tua città ma in un mondo in cui abbondano le informazioni sulle agenzie in giro per il mondo e dove con poche migliaia di dollari puoi ottenere qualcosa ovunque cerca di andare oltre quello che sei abituato a fare. Od il Cliente va altrove.

Elemento 3: “sii misurabile”

Dato che ogni dollaro investito conta il Cliente vuole faccia anche la differenza e chiede di verificarlo.

Questo richiede che non ci si focalizzi solo sul “cosa e come”, ( what and how), ma anche sul “perchè”,(why).

In pratica  il Cliente vuole essere rassicurato sul perchè ogni passo del cosa e del come funzioni ed allo stesso tempo vuole dei dati che lo dimostrino

Agendo collettivamente con questi punti chiave le agenzie in Hong Kong in un mercato che si contrae del 9 percento sono riuscite a far divenire  i media digitali i primi destinatari di investimenti rispetto agli altri.

Ed il punto chiave è che i Clienti implicitamente sono andati oltre una distinzione sempre più giornalistica e priva di significato come quella tra i media tradizionali e quelli nuovi.

Ed il fattore chiave che definisce questa evoluzione concettuale e la costante e precisa richiesta di misurabilità.

Dopo almeno 10 anni di marketing digitale i Clienti non sono più degli utenti naif che vivono di imprecisati termini  come friends e followers od anche likes e shares ma chiedono che siano tradotti in  ritorni di investimenti

Ed è la misurabilità la chiave ed il resto non conta più.

Una lezione da assimilare che ci dice che la creatività se viene venduta fumosamente è scitteria.

Una lezione  di platino per quel Made in Italy che spaccia la poca strutturazione per eccellenza da creatività.

La vera creatività infatti si misura sempre con un risultato e non esistono scuse.