Avviso agli Agricoltori ed ai Consumatori: gli animali entrano in Big-data

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

La società Statunitense iNovotec ha sviluppato una nuova generazione di sensori  che consentono di traslare la vita degli animali da allevamento nelle banche dati di Big-data

Cosa è stato innovato?

iNovotec ha creato una innovativa generazione di sensori che possono essere ingeriti od indossati dagli animali.

Questi sensori consentono di fornire in tempo reale una serie di parametri che si traducono in informazioni atte a migliorarne la gestione.

La innovazione si focalizza su tre dimensioni:

Dimensione 1- aumenta la capacità di campionamento che  arriva a 6 test/ora

Dimensione 2-aumenta la versatilità dato che gli apparecchi indossati da un lato limitano molto meno i movimenti naturali e dall’ altro sono più resistenti all’ usura generata dalla vita dell’ animale

Dimensione 3- si incrementa l’ utilizzo dei dati grazie ad una migliore gestibilità dei medesimi in un contesto Big-data, ovvero masse enorme di dati utilizzabili nel contesto di modelli sempre più complessi

Ed ll tutto è stato possibile grazie ad un mix di innovazioni sia sul lato hardware,(materiali più resistenti e tecnologie di assemblaggio che riducono le dimensioni),che su quello software,(incremento delle funzionalità di esecuzione dei test come pure di trasmissione e di elaborazione nel contesto di modelli rappresentanti la vita reale)

Perchè avrà successo?

Gli aerei, le navi e gli automezzi pesanti hanno delle “scatole nere” che ci consentono di analizzare il loro utilizzo. Dall’ incidente all’ eccesso di velocità e questo è un vantaggio per la collettività.

Immaginiamo ora che sia possibile avere una “scatola nera” per ogni animale da allevamento che ci racconti la sua vita.

Ovvero cosa abbia o non abbia mangiato, che  farmaci abbia /non abbia preso come pure le malattie.

E quindi si possa sapere se sia salubre utilizzarlo sia per la alimentazione umana diretta come pure per produrre del cibo per altri animali. Da quelli di allevamento al nostro micino.

Nel pratico,ad esempio,il sapere se una mucca abbia o meno subito un trattamento con certi tipi di antibiotici fa decidere al compratore del latte se comprarlo o meno dato che questo trattamento può rendere il latte non utilizzabile a fini alimentari oppure esserlo solo per alcuni utilizzi e non per altri,(ad esempio non per farne del latte in polvere per i bambini mentre lo si può utilizzare per ricavarne del lattosio).

Il conoscere la temperatura corporea incide sulla riproduzione consentendo di ottenere degli incrementi di fertilità di almeno il 90 percento.

Il monitorare lo sforzo fisico riduce i rischi di un sovra-utilizzo con danni alla struttura fisica,(legamenti, ossa, muscoli).

Se da un lato un migliore monitoraggio delle condizioni generali  aiuta a definire  delle cure più mirate da un altro il potere monitorare  come si evolve il malessere a fronte della terapia assicura che si eviti un iper-dosaggio. Ed il tutto si traduce in una migliore resa.

Ma non dimentichiamo i benefici per gli animali domestici e quindi per chi li ha visto la dimensione emozionale che incarnano.

Questi sono solo degli esempi di una pluralità di contesti in cui questa tecnologia trova delle applicazioni concrete che generano benefici sostanziali nella gestione degli animali.

E con essi una riduzione dei costi che si traduce in una maggiore competitività.

Questa innovazione è del 2016 e ci si domanda come mai in un paese che vive di eccellenze agricole nessuno abbia ancora pensato a farne un obbligo di legge.

Ovviamente non questa di questa azienda in particolare ma una delle soluzione che sono nate da allora.

Dove sono il Legislatore, le Associazioni di Categoria, le Associazioni di Tutela dei Consumatori che di eccellenza a parole si fanno paladini?