BITCOIN: il segreto NON DETTOdella loro forza

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Secondo Coindesk del Washington Post il Bitcoin in un anno dal gennaio 2016 al gennaio 2017 è passato da una quotazione di 403 dollari ad una di 1023.

Ecco un buon motivo per parlarne ma non solo.

Iniziamo con una serie di spiegazioni basate sulle aspettative che in economia  equivalgono alla oggettiva percezione della realtà come conferma il fatto che chi ha teorizzato questo  ha vinto il Nobel.

Le aspettative che nel 2016 hanno giustificato questo incremento si chiamano Brexit, Trump come pure le instabilità economiche in Cina , India e Venzuela.

E tutto questo ci porta a dire che il Bitcoin è stato percepito come un bene rifugio e qui è bene fermarci un attimo per una parentesi fondamentale.

Bene rifugio?

Ma quando parliamo di bene rifugio si pensa ai lingotti in oro, ai diamanti , agli immobili od al Tbond Americano ed il Bund Tedesco come pure a restare liquidi con i soldi nel materasso ma non pensiamo di certo ai Bitcoin ed invece la realtà questa volta ha superato la fantasia.

Me se un qualcosa diviene un bene rifugio allora nelle aspettative del nostro immaginario collettivo è solido almeno quanto la inossidabile rocca di Gibilterra.

Chiudiamo la parentesi ed andiamo avanti nella analisi che a questo punto necessita che si parli della storia del Bitcoin per capire quando tutto sia in un certo senso epocale.

Il Bitcoin è apparso nel 2008 creato da un mitologico programmatore di nome Satoshi Nakamoto che definiamo mitologico dato che non si sappia chi sia.

Non è generato da nessuna banca centrale ma da dei computer  collegati in network per avere la potenza di calcolo.

Collegati legalmente od illegalmente dato che degli hacker si impadroniscono della potenza di calcolo di imprese e privati per farlo.

Quando parliamo di creazione legale quello che avviene è che le persone  forniscono il potere computazionale per generare una block chain di computer che  collettivamente genera la moneta.

Il fatto che non esista in ogni caso un creatore definito li rende sempre e comunque, e quindi anche quando sono creati legalmente, utilizzabili in maniera anonima con tutte le conseguenze del caso.

Nella sua storia è caratterizzato come una moneta molto instabile ma sembra che almeno nel 2016 il mondo sia stato percepito come ancora più instabile.

E questo ci porta a parlare della seconda caratteristica chiave dei Bitcoin.

Una caratteristica che è molto meno nota e valutata rispetto a quella di essere anonimi.

Questa caratteristica è che la struttura dell’ algoritmo generante fa si che  esista un numero finito di Bitcoin producibili e questo numero è di 21 milioni.

Oggi e dopo appena poco più di 8 anni ne sono stati prodotti 12 milioni e quindi ogni stima  che dice che nel 2140 si esaurirà la capacità produttiva è a dir poco ridicola dato che in solo  8 anni se ne sono prodotti più della metà.

In una frase: il Bitcoin è una moneta con un limite intrinseco insuperabile in merito alla sua creazione.

Il suo algoritmo dice che se ne possono produrre 21 milioni e non è possibile come con le monete tradizionali stamparne all’ infinito.

Oggi i Bitcoin valgono circa 14 miliardi e  760 milioni di dollari ovvero il nulla se rapportato al totale della massa monetaria e  degli strumenti finanziari in circolazione.

E questo deve fari riflettere dato che al suo massimo storico i 21 milioni di Bitcoin esprimerebbero circa 25 miliardi di dollari.

Ancora una goccia insignificante in un universo siderale di moneta e strumenti finanziari.

Quindi?

E se in realtà il segreto della loro forza fosse proprio questo?

Ovvero il fatto di essere solo al massimo 21 milioni di pezzi contribuisce nel tempo ad aumentarne il loro valore.

Divengono come i diamanti e come il metallo aurifero,ovvero beni di cui è nota sia la scarsità che la limitatezza nella disponibilità dato che sono note le proiezioni sulla resa delle miniere.

Pertanto dato che ne abbiamo in circolazione già almeno 12 milioni su un massimo di 21 milioni con il passare del tempo e con il loro aumentare in termini di unità diverranno sempre più un bene raro e quindi prezioso e di rifugio.

Ovviamente sarà sempre possibile che altre monete simili compaiono come pure il pensare che i computer quantici in circolazione consentano di estendere il limite dei Bitcoin agendo sull’ algoritmo.

Questo algoritmo fonte è stato scritto con un codice binario mentre dal 2015 disponiamo dei codici quantistici che sono enormemente più preformanti.

Ma quel giorno accadrà qualcosa.

E questo qualcosa è che esisteranno due Bitcoin che possiamo definire come Bitcoin di Vecchio e di Nuovo Conio.

Con due valori dove quelli di Vecchio Conio saranno quelli che varranno di più ed ovviamente qualcuno troverà un algoritmo quantistico per farne girare di falsi.

Non male per una moneta nata limitata nel volume con un impatto insignificante sul totale monetario e finanziario del mondo.

Ma anche una moneta di cui non si ha un erogatore ufficiale di riferimento e che può essere di origine illegale e venduta legalmente senza che nessuno lo sappia mai.

E dulcis in fundo di cui non si conosce la paternità.

E tutto questo le apre un futuro da moneta rifugio da qui a  5 anni al massimo.

Notevole in un mondo in cui pensiamo di avere tutto codificato in Big data e sopratutto fa riflettere sul senso della moneta.

Meglio del denaro.

A questo punto che differenza con 21 milioni di conchiglie colorate irriproducibili?

Mah, verrebbe voglia di dire nessuna e questo la dice lunga sul senso del prezzo e del valore.