Un minerale scoperto nel 1839 rivoluziona l’ energia solare OGGI

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Secondo un report riservato di J. Carbeck,uno dei massimi esperti di materiali innovativi al mondo la perovskite nel 2016  attiverà una serie di innovazioni tecnologiche in grado di aumentare di non meno del 66% la resa delle celle fotovoltaiche.

La  perovskite è un minerale composto di calcio e titanio scoperto nel 1939 in Russia dal geologo Perovsky da cui prende il nome.

La sua struttura lo rende un cristallo sensibile alla luce con caratteristiche che una serie di innovazioni che usciranno nella seconda metà del 2016 lo renderanno il  materiale più efficiente ,versatile e con il migliore  rapporto in termini di costo/resa energetica.

Rispetto alle tecnologie basate su altri cristalli ha i seguenti vantaggi competitivi che saranno magnificati della innovazioni in arrivo nel 2016:

– costi: al di là della disponibilità naturale del minerale la creazione di nuovo materiale combinandone gli elementi può essere ottenuta a basso costo. Per avere un termine di paragone si pensi che la fusione  di materiali per ottenere della nuova poerovskite  avviene a 100 gradi mentre le celle si silicone si ottengono a 900 gradi.  Come pure al fatto che l’incidenza del costo per 1 watt è di 15 cents contro i 75 cents delle tradizionali celle al silicio.

– versatilità: a differenza dei wafer in silicone  quelli in perovskite possono essere sottili,flessibili e con un peso minimo ma allo stesso tempo con una resistenza che equivale quelli in silicio. Il tutto si traduce in una maggiore versatilità nell’ uso aumentando la superficie di utilizzo negli edifici. Per esempio sulle superficie vetrate dove rende meglio del silicio in quanto meno pesante per metro quadro.

-efficienza: gli sviluppi tecnologici che secondo Carbeck saranno commercializzati nel corso dell’ anno consentiranno di creare una nuova generazione di pannelli con una resa media superiore del 66% a quella degli omologhi in silicio

– sicurezza: questo materiale è potenzialmente tossico ma il problema è stato risolto in quanto le nuove tecnologie nel contesto delle innovazioni generate consentono di ridurre,di annullare l’ inquinamento generato dalla percentuale di piombo contenuta nel materiale

-durata: il problema  fondamentale che ha limitato l’ uso della perovskite era la sua elevata deperibilità. Un problema che le nuove tecnologie con le loro innovazioni hanno eliminato.

La prima applicazione divenuta pubblica tra quelle menzionate nel report sopra indicato è stata quella del Politecnico di Hong Kong che ha  creato un ‘ innovativo wafer per celle solari unendo la perovskite con il metilammonio ottenendo un prodotto con una resa  del 25.5 % superiore agli omologhi in silicio.

Esempi come questo rendono concrete le previsioni e magnificano i vantaggi competitivi di queste tecnologie:

Un punto cardine è il fatto che la  perovskite è virtualmente un materiale illimitato dato che si può creare anche in laboratorio a costi contenutissimi.

Questo si traduce in almeno due vantaggi:

-usare un materiale di fatto rinnovabile per utilizzare una fonte energetica rinnovabile

– il poterlo produrre ne fa un materiale  a “filiera corta” in quanto non si è legati al fatto che debba provenire da delle miniere lontane.

In questo caso il beneficio è triplice in quanto:

  1. a) si riduce l’ impatto ambientale in quanto si genera meno Co2 per il trasporto
  2. b) si riducono i costi di trasporto e stoccaggio
  3. c) si riduce la dipendenza geopolitica rispetto a chi ha le miniere

Se a questo si uniscono i vantaggi rispetto al silicio sopra elencati in termini di versatilità e di efficienza si comprende come queste innovazioni creeranno prodotti con un ampio mercato.

Già nel 2016 e di questa tecnologia ad oggi in Italia ? … Non importa perdiamoci nel turbinio di twit lanciati da gnocche tacco 16 e gnocchi abbronzatissimi.

Twit sul nulla , dal nulla , col nulla e per il nulla.