Transistor impiantabile nella corteccia celebrale

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Nel dicembre 2105 un team del’ Università di Osaka ha sviluppato un transistor che può essere impiantato nella corteccia celebrale. Un’ innovazione che consente di creare una vera e propria interfaccia neuronale utilizzabile per trapianti qualora una malattia od un incidente creino delle lesioni irreversibili.

L’ innovazione guidata dal team del Professor Tsuyoshi Sekitani consente di avere il primo transistor utilizzabile come un vero e proprio tessuto trapiantabile nella corteccia celebrale.

Si tratta di un transistor costruito come una sottile membrana organica che si caratterizza per avere:

– prestazioni uniformi su tutta la superficie

– una ottima stabilità termale

– e per richiedere un basso livello energetico compatibile con quello emesso dal sistema nervoso

–  ed anche per una elevata flessibilità curvilinea che ne consente l’ adattabilità alla forma celebrale

–  come pure per avere delle dimensioni ottimali per la corteccia celebrale,(la membrana è di 2 micron)

Quindi perchè avrà successo?

Chi ha scritto questo articolo ha aiutato a vivere suo padre che ha  avuto dei danni celebrali per un ictus causato da una caduta. Se questa tecnologia fosse stata disponibile prima della sua morte la sua vita sarebbe stata migliore.

Mi scuso per la citazione personale ma introduce chiaramente ad uno degli usi possibili.

Ovvero quello terapeutico per migliorare la qualità di vita di chi subisce lesioni celebrali permanenti a causa di malattie od incidenti.

Ma non solo.

Tempo fa abbiamo parlato di un’ innovazione che consente di trasferire ed assimilare enormi quantità di dati da una memoria esterna in un cervello.

Un download di informazioni che, ed è questo il punto cardine,poi però con altrettanta velocità vengono assimilate e quindi sono utilizzabili.

Dagli aggiornamenti professionali all’ imparare una nuova lingua le applicazioni sono ad altissimo impatto economico.

il poter disporre dell’ innovazione del team del Prof. Sekitani consente ora di ampliare le applicazioni del download celebrale di dati.

Ma non solo dato che in un mondo in cui l’ hardware ed il software che utilizziamo diviene sempre più indossabile il poter disporre di membrane impiantabili consente di pensare anche all’ impianto di hardware che potenzi altre capacità umane.

Per esempio il nostro olfatto o la vita piuttosto che l’ udito. Ma anche migliorare la noctra concentrazione.

Un mondo in espansione che  ha bisogno di questa soluzione innovativa e che ne garantisce un mercato immenso.

La domanda a questo punto è una sola: come mai dopo due anni in Italia non se ne parla e non viene usata questa tecnologia anche solo a livello sperimentale?