I 4 principi chiave del comunicare (1/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Il comunicare presuppone uno scambio che si genera grazie ad una connessione.

Il tipo di connessione influenza la dinamica dello scambio e la qualità della comunicazione.

Ovvero il livello di comprensione rispetto a quello di incomprensione per farla breve.

Purtroppo non è un processo che si deve dare per scontato ed ovviamente il tutto è reso più complicato dal fatto che incidono anche le  variabili ambientali.

Variabili quali il nostro abbigliamento e quello dell’ interlocutore dato che il fashion esprime un alfabeto comunicativo sociale.

Un alfabeto comunicativo sociale al pari del design come abbiamo visto in un altro articolo e quindi il luogo in cui ci troviamo che può farci sentire più o meno a nostro agio

Tante variabili su cui non abbiamo che un controllo parziale se non addirittura nessuno controllo e quindi è chiaro che il comunicare è un processo complesso.

Ma nonostante questo possiamo sintetizzare 5 principi chiave che ci aiutano nel comunicare in ogni contesto.

Principio numero 1: ricordiamoci sempre che il messaggio inviato non sempre corrisponde a quello ricevuto

Principio numero 2: allo stesso tempo è impossibile non comunicare dato che anche il silenzio od il rifiuto di comunicare è una forma di comunicazione che invia dei messaggi che, come abbiamo detto prima, non sono mai univocamente chiari

Principio numero 3: ogni messaggio è composto da contenuto ed emozione

Principio numero 4: i messaggi non verbali sono importanti quanto quelli verbali

Principio numero 5: un professionista della Programmazione Neuro-linguistica falsa tutte le regole e si trova una mossa avanti. State attenti.

Ora vediamo nel dettaglio i vari principi.

Principio numero 1: ricordiamoci sempre che il messaggio inviato non sempre corrisponde a quello ricevuto

Chi invia il messaggio sa cosa vuole dire  e perchè ma  non accade con la stessa profondità per chi lo riceve.

Le cose possono essere intese per quello che non sono e questo anche in buona fede e figuriamoci quando la buona fede o la fiducia viene meno.

Può dipendere da molti fattori ed il primo è che ci siamo espressi in un modo che  genera incomprensione e quindi è colpa nostra.

Il punto chiave è che dobbiamo sempre tenere a mente che tutto passa sempre tramite una serie di filtri inconsci e non.

La regola aurea per ovviare o ridurre questo è mettersi sempre nei panni di chi ascolta.

E chiedersi come vorreste che  vi fosse detto il messaggio che intendete inviare. Immaginatevi ad osservare la scena come un terzo esterno e questo vi aiuta a capire come usare i codici comunicativi di chi vi ascolta.

Ma tenete sempre a mente che se non vuole capire non ci si può fare nulla.

Aprite la mente,sempre.

Principio numero 2: allo stesso tempo è impossibile non comunicare dato che anche il silenzio od il rifiuto di comunicare è una forma di comunicazione che invia dei messaggi che, come abbiamo detto prima, non sono mai univocamente chiari

Ogni azione verbale o non verbale come pure intenzionale od accidentale comunica qualcosa che abbiamo visto prima genera un messaggio il cui significato può variare per il ricevente.

Il vestire, come ci si sente a proprio agio nello spazio , la postura ed ovviamente il barare se si conosce la programmazione neurolinguistica come vedremo al punto 5.

E questo ci porta al principio numero 3.

Principio numero 3: ogni messaggio è composto da contenuto ed emozione

Principio di cui parleremo domani.