Nutella: storytelling di interazione singolo-gruppo

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Viviamo in un mondo in cui da un lato la tecnologia ci permette di isolarci come non mai per fruire delle cose che ci piacciono ed al contempo e con gli stessi strumenti ci consente di socializzare.

In realtà si tratta di una evoluzione che dura da decenni dato che da tanto tempo disponiamo di giradischi, radio portatili, lettori digitali e televisioni che possiamo fruire sia singolarmente nella nostra stanza che portandoli in giro.

Allo stesso modo la socializzazione via internet è iniziata una trentina di anni orsono con le prime chat-box che si sono evolute fino a diventare i social network odierni. Ma sono anche la evoluzione della chat-line telefoniche con cui circa 20 anni fa ci si collegava in tempo reale con diverse persone in contemporanea in tutto il mondo.

Quindi siamo nuovamente di fronte ad una evoluzione e non ad una innovazione ed è bene tenerlo a mente.

Nulla di nuovo quindi se non la modalità di fruizione che è più ampia ed articolata. Il punto chiave è la maggiore facilità di fruizione dato che con uno smartphone o con un tablet possiamo fruirne dovunque ed in qualsiasi momento.

Questo ci riporta al fatto che dopo una evoluzione di decenni,e quindi nel contesto di un processo più graduale di quanto si sia abituati a pensare, siamo in una dimensione dove la tecnologia consente alla parte digitale della nostra realtà di farci vivere senza soluzione di continuità sia in maniera  nucleare,(singolo), che in maniera collettiva,(social , gruppo che sia).

Sugli aspetti della realtà digitale si rimanda ad un articolo nella sezione dedicata alla tecnologia ed uno in quella sulla economia nel caso foste interessati ad una analisi approfondita.

Nutella ha colto questa dimensione come pochi hanno saputo fare e sta aggiornando il proprio storytelling con un qualcosa di veramente geniale.

Passata indenne al fatto che usi olio di palma come ingrediente ora si accinge ad entrare nel profondo di questo apparente dualismo tra  singolo e gruppo.

Tra il vivere la vita in modo nucleare ed in modo social.

Come?

Il mandare sul mercato dei vasetti dicendo che sono unici, ovvero personalizzati su di ogni singolo acquirente che sceglie tra i disegni e colori.

I vasetti non sono dipinti ma coperti da un velo adesivo colorato e su questo particolare torneremo dopo.

Quello che accade è che esiste un certo numero di varianti che corrispondenti a delle tipologie caratteriali.

Un disegno a righe con certi colori corrisponde ad una classificazione di chi lo sceglie in una categoria psico-sociale mentre uno a pallini con gli stessi colori ne indica una altra e via dicendo.

Indubbiamente il packaging e la esposizione  fa pensare ad una unicità per ogni vasetto ed aiuta.

Al fine il verificare quanti vasetti, in quanto tempo e dove di ogni tipologia grafica aiuterà insieme ad altre rilevazioni a meglio mappare per area geografica la tipologia dei clienti della Nutella con un dettaglio che arriva al singolo punto vendita.

Ed per i vasetti invenduti non vi sono problemi dato che la pellicola può essere tolta ed il vasetto viene rimesso in vendita anonimo come sempre.

Non si tratta di alcuna manipolazione o di alcuna azione alla Grande Fratello ma bensì di un analisi geniale che  ci riporta alla importanza della fisicità.

Non andiamo in internet a selezionare alcun profilo ma fisicamente  vediamo, tocchiamo e scegliamo.

E questo allarga il nostro discorso perchè ci porta al bisogno di toccare.

Una svolta che in molti datano al Salone del Mobile di Milano del 2016 dove almeno 15.000 persone hanno voluto accarezzare le pecore da cui si ricava la lana nel contesto di quanto espose l’ accademia  design di Eindhoven e che  sarà il tema di un altro articolo sullo storytelling.