Lepen:il mercato Italiano è superiore del 40% a quello Cinese.(1/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Gli slogan elettorali valgono per le elezioni e poi inizia il mondo vero se si vince o se si perde ci si siede con un lauto stipendio nella opposizione e di certo non si va mai a casa.

Mai e poi mai ed in ogni caso si vince sempre un lauto stipendio .

Questo vale per Marie Lepen come per tutti i  candidati nel mondo e partiamo da questo dato di fatto per analizzare le sue dichiarazioni in merito alla NATO, alla EU ed all’ Euro.

Iniziamo con la NATO.

Il  fatto che la Francia non ne  faccia ufficialmente parte è stata la costante storica dato che è solo da pochi anni che ne fa di nuovo ufficialmente parte. Era infatti rientrata nella NATO nel 2009 con Sarkozy dopo che ne era uscita nel 1966 con de Gaulle.

Ma da sempre Parigi ha concertato con la NATO la difesa del continente a partire da quella nucleare e questo continuerà anche se la Lepen farà uscire Parigi.

La difesa del continente a partire da quella nucleare e per meglio capire il tutto vediamo come mai Parigi ma non Roma o Berlino possa fare a meno della NATO.

La Francia appartiene al ristrettissimo club delle nazioni in grado di generare una apocalisse nucleare. Un club formato da Francia , Stati Uniti, Russia e Regno Unito.

In questo club non siedono Cina, India, Pakistan, Israele anche se dispongono di armi nucleari e perchè non ci siedono?

Il loro arsenale non è credibile come arsenale per il primo strike visto che è insufficiente a garantire la ritorsione per gli strike successivi. Ovvero per la base dell’ equilibrio del terrore atomico in essere dalla Terza Guerra Mondiale, ovvero dalla Guerra Fredda.

Parigi dispone della seconda flotta militare al mondo in grado di tenere in scacco la flotta di Putin come pure quella Cinese. Si ricorda sommessamente che Mosca compra in Francia le navi portaelicotteri dato che i suoi cantieri non sanno costruirle.

Anche per questo la Francia appartiene ad un club ancora più ristretto dato che è composto da 3 sole nazioni: Francia, Regno Unito, Stati Uniti.

Si tratta del club delle nazioni in grado di proiettare la propria potenza militare in una guerra lontano dal proprio teatro periferico e quindi in grado di condurre una guerra dovunque nel mondo.

La Russia con 15 incursioni aeree in media al giorno in Siria non può farlo.

Per inciso se fossero bloccati i corridoi aerei e quelli navali,(Gibilterra, Suez e Mar Nero), nessuna nave Russa potrebbe entrare nel Mediterraneo.

In termini di intelligence Parigi è saldamente ramificata nel Greater Middle East come pure in Africa e non solo.

Dispone di una industria bellica in grado di produrre armi sofisticate che gli altri producono in consorzio. Si pensi, ad esempio, al caccia Raphale che è uno dei migliori al mondo che Parigi produce da sola mentre altre nazioni Europee devono creare un consorzio per trovare le risorse per ideare e costruire gli Eurofighter.

In sintesi dove ci porta tutto questo?

“Solo e semplicemente” a dire che Parigi da un punto militare è insieme a Londra la sola realtà geopolitica che possa  uscire dalla NATO pur integrandone le difese dato che ha  quello che gli altri non hanno.

A partire dalla bomba atomica e questo non fa altro che confermare quanto detto in un altro articolo a proposito del fatto che siamo sul baratro di una corsa al riarmo nucleare generalizzato in Europa.

 Con la Lepen Parigi avrà con la NATO lo stesso rapporto che ebbe de Gaulle. Ovvero una totale integrazione operativa sebbene non ufficialmente integrata.

Tutto qui e lo sanno benissimo i commentatori nostrani che volutamente ignorano la storia per il loro rendiconto elettorale.

A questo punto parliamo della EU.

Parigi è meno industrializzata di Roma dato che il nostro paese è il secondo più industrializzato della EU dopo la Germania.

Ma al contempo in termini di infrastrutture, (dal traffico sui treni ad alta velocità alla ricerca), la Francia surclassa il Bel Paese.

Lo surclassa poi anche in termini di diplomazia economica affiancata a quella politica. Da sempre ogni Presidente o Premier Francese in visita diplomatica all’ estero era allo stesso tempo un venditore del Made in France.

Si chiama diplomazia economica ed in Italia abbiamo timidamente iniziato a farla con Letta e quindi ne abbiamo da imparare in merito dai Francesi.

Partendo da questo il punto è un altro ed è sempre e solo uno. Ovvero quale sarebbe?

Può Parigi permettersi di perdere un mercato unico al riparo dalla cosiddetta svalutazione competitiva e dal protezionismo.

Guardiamo la bilancia commerciale per verificarlo.

Se analizziamo dal lato export vediamo che tra i primi 11 mercati mondiali di Parigi 6 appartengono a paesi EU, (con la Germania come primo mercato e la Italian come quinto mercato al mondo), e due hanno trattati doganali privilegiati grazie alla EU e sono la Svizzera e la Turchia.

Relativamente agli altri 3 mercati non ne possiamo considerare uno, ovvero gli Emirati Arabi Uniti.

Perchè non lo si può considerare come un mercato? Non si può dato che è in realtà un hub logistico in cui si esporta e da li si riesporta altrove ma  a questo punto i flussi finiscono nella bilancia commerciale degli Emirati.

Per quanto riguarda i restanti 2 abbiamo gli Stati Uniti come secondo mercato al mondo e la Cina come ottavo.

La Cina come ottavo mercato con un valore di 21597 miliardi di euro che viene surclassata come mercato dalla Italia che è il quinto mercato mondiale per la Francia importando prodotti per 35423 miliardi di euro.

In una frase: per Parigi Roma è un mercato un 40 percento più grande di Beijing e questo alla faccia della nostra crisi.

Un dato che fa pensare e che Lepen conosce meglio di tanti suoi esegeti Italiani.

E cosa ci dice il fatto che sui primi 11 mercati mondiali di Parigi ben 9 sono legati alla EU e che  Roma è un mercato con un volume  del  40 percento maggiore della Cina?

Ci dice quello che ci conferma la analisi della bilancia commerciale relativa all’ import Francese, ovvero i fornitori di Parigi.

Sui primi 11 ne abbiamo 7 che sono o paesi EU o beneficiano di accordi doganali particolari con la EU. Ed in questo caso la Cina è il terzo fornitore al mondo dopo Germania e Stati Uniti.

La Cina vende prodotti per 52854 miliardi di euro e la Italia è il quarto fornitore al mondo vendendo in Francia merci per 41823 miliardi.

Per inciso Roma è in avanzo commerciale con Parigi ed è un peccato che gli esegeti della Lepen non lo vogliano dire al loro pubblico elettorale Italiano.

Quindi cosa ci dicono tutti questi numeri che la Lepen conosce bene?

Ne parliamo nella seconda parte di questo articolo lunedì 13 febbraio.