Comunicare la realtà digitale aumentata (2/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Ieri nella prima sezione abbiamo parlato delle varie forme di realtà del nostro quotidiano ed oggi analizziamo come  siano presenti nei storytelling di prodotti e servizi che usiamo comunemente. Inoltre oggi nella sezione dedicata alla tecnologia sostenibile a partire dalle ore 14 troverete gli approfondimenti sulla tecnologia relativa alla realtà digitale.

E nel farlo parliamo di esempi di comunicazione di successo di tipo cognitivo ,(5C+2C), che abbiamo descritto ieri e che sono relativi alla ADR.

I-Ray-Ban: sempre un passo avanti dal 1920

Ray-Ban sono una icona dell’ inconscio collettivo come gli Zippo, la Jeep e la Autoroute 66. Non citiamo a caso altre icone dato che li abbiamo visti mixati centinaia se non migliaia di volte. Nelle parole delle canzoni e dei libri e nelle immagini.

Sono una icona anche perchè hanno dei modelli che sono immutabili nel tempo e questo rafforza la percezione narrativa di solidità.

Ma sono immutabili nella forma e non nella sostanza dato che la qualità delle montature come quella delle lente è sempre tra le migliori al mondo. E non si smentiscono con l’ attuale vendita con un approccio marcatamente prosumer.

Partendo da questo possiamo meglio cogliere il senso della campagna promozionale che dal 2016 ci mostra una foto in cui una ragazza ed un ragazzo in un vagone della metropolitana indossano un classicissimo Ray-Ban modello a goccia  mentre intorno le altre persone indossano tutte un visore da DR bianco che si associa immediatamente allo smartphone di un famosissimo produttore hardware.

Il messaggio è chiaro: noi siamo il futuro e lo siamo da sempre come dimostra il fatto che il modello a goccia che indossiamo era l’ avanguardia tecnologica già quando fu concepito nel 1920.

Contemporaneamente nei concessionari Ray-Ban era possibile vedere il primo lettore musicale portatile della storia. Ovvero un giradischi portatile.

Un sapiente e sofisticato mix di comunicazione on-&-off line in cui futuro e passato si fondevano per caratterizzare il presente Ray-Ban avanti sugli altri.

Così avanti da consentire di immergersi nel mondo in maniera sensorialmente più forte rispetto ad un visore ADR.

II- Mark & Spencer e lo show room ADR

La catena di interior design inglese Mark & Spencer ha creato degli spazi di fruizione di visori di tipo ADR in luoghi pubblici ad alta frequentazione a Londra e Leeds.

Le persone potevano indossare un visore Oculus Rift ed incarnare un avatar.

Con questo avatar potevano vivere in ambienti arredati con i prodotti in vendita da Mark & Spencer potendo sia  visitare ambienti già arredati che arredarseli da soli scegliendo in catalogo.

Lo scopo era il testare i prodotti per il catalogo successivo.

La esperienza  emozionale della fruizione dei mobili  in spazi abitativi di tipo ADR ha sicuramente fornito dei dati di gradimento senza pari in termini di credibilità.

Non si trattava di vedere una foto od una ricostruzione 3D e poi di rispondere a delle domande ma di vedere coem le persone  arredavano e vivevano un ambiente  sentendolo sia come vero che come il loro.

Inoltre la scelta di luoghi pubblici ad alta frequentazione come stazioni ed aereoporti ha  consentito di avere un target complesso in termini di diversificazione.

III –  Timberland

In un camerino digitale le persone possono provare i prodotti più recenti della Timberland senza idossarli.

Per farlo viene creato un avatar somigliante alla persona che quindi si riconosce in quello che vede e lo sente come reale.

Le immagini possono poi essere condivise nel profilo FaceBook della persona anche per avere i feedback degli amici in tempo reale e decidere meglio. Ma anche  inserita nell’ universo emozionale condiviso del fan club Timberland.

In questo modo Timberland è andato otre offrendo una dimensione di condivisione ai propri clienti.

La condivisione consiste nel far partecipare il più ampio numero di persone alle proprie scelte di acquisti al fine di sentirsi più accettato.

E’ come andare a fare compere con centinaia di amici e chiedere cosa ne pensano di quello che si compra.

Un universo emozionale condiviso.

IV- Sudair Industrial City

La nuova città industriale con una superficie di 258 chilometri quadrati per circa 300.000 persone. E’ stato concepito un filmato per  visori ADR che consente di visitare la città.

Di vedere le infrastrutture come pure le aree dove sono localizzati gli uffici , i depositi e le  sezioni per la creazione di fabbriche.

Il tutto in maniera realistica come solo la ADR può offrire. L’ impatto emozionale  è enormemente superiore a quello generato con le semplici rappresentazioni fotografiche di simulazioni di edifici o con i plastici come pure con i filmini pubblicitari 3D.

Infatti si consente di percepire il luogo e di viverlo come lo si vivrebbe lavorandoci ed abitandoci e per una città che nasce dalla sabbia  è un vantaggio fondamentale per essere percepita come un luogo per viverci.

V- Audi

In Italiano viene tradotto male lo slogan tedesco della Audi dato che la traduzione corretta sarebbe all’ avanguardia  attraverso la tecnica.

Audi è una costante da anni quando parliamo del mondo emozionale dei film o dei videogames.

Serie cinematografiche e poi televisive hanno visto come protagoniste della Audi. Serie che poi sono divenute videogame di successo.

Ed in questo contesto indubbiamente il massimo in termini di narrativa emozionale da product placment è stato raggiunto con il film i-Robot.

Nel 2035 le sole auto in circolazione saranno Audi. Il tutto si commenta da solo e trova la sua logica continuazione nella pubblicità della nuova Audi3.

Una pubblicità in cui i guidatori non distinguono tra la corsa fisica e quella fatta indossando dei visori ADR.

E non distinguono al punto che guidano indossando questi visori.

Se consideriamo che Audi è la compagnia alla avanguardia per la tecnologia relativa alle auto senza guidatore il messaggio è chiaro.

Guidare una Auto è andare oltre la realtà dato che la vera realtà sono le emozioni che ne derivano.

A questo punto possiamo tirare le somme vedendo che tutte queste esperienze promozionali operanti con la ADR si caratterizzano per una cosa.

Ovvero per essere in realtà trans-dimensionali dato che sono on-&-off line dato che più che mai è fondamentale il toccare oltre il vedere.

Quindi la lezione che si deve trarre è che la comunicazione usando le tecnologie ADR non deve estraniare dal vero creando mondi pindarici pubblicitari ma bensì radicare nel vero più che mai.