La realtà digitale aumentata si vende sulle bancarelle del mercato a Cuneo (1/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Sulle bancarelle del mercato di una cittadina come Cuneo troviamo i visori che consentono di aumentare la percezione digitale della realtà navigando in Internet con un telefonino. E questi visori costano 50 euro.

Un noto provider telefonico offre i visori da utilizzarsi con i modelli di punta  della Samsung ad 1 euro al mese e Zeis ne vende uno con lenti ad elevatissime prestazioni a 120 euro.

Ovvero a prezzi più che abbordabili ma di cosa stiamo parlando?

Solo e semplicemente  del fatto che sia ancora più presente nel nostro quotidiano il Dual, ovvero la realtà come la risultante dell’ interazione senza soluzione di continuità tra la dimensione fisica e quella digitale.

Oggi questo concetto viene anche definito Metauniverse prendendo a prestito il termine dalla fisica quantistica ed allargandone il significato ed il  Dual a seguito di una serie di evoluzioni a sua a volta si espande integrando la realtà digitale aumentata nota anche come Dar.

Cosa è stato innovato alla fine dei conti?

Internet ha più di 50 anni anche se in Italia la Università di Pisa ha collegato il Bel Paese al Web dopo 15 anni dalla nascita.

I mondi sociali digitali ne hanno circa 30 di anni dato che sono nati con le chat-box da cui poi si sono evoluti,decenni dopo, altri tipi  di social network.

Gli assistenti digitali ci accompagnano da circa venti anni anche se prima non erano nè integrati nei nostri smartphone e tanto meno indossabili.

Ovvero tutte realtà concrete e fisiche che ci accompagnano nel nostro quotidiano da decenni.

Partendo da questo contesto stiamo iniziando a vivere con una accelerazione crescente  che ci porta ad una nuova fase di questo trend.

Un trend che sintetizziamo con le seguenti innovazioni:

– i sensori sempre più miniaturizzati e performanti come pure integrabili nel corpo umano e non solo indossabili

–  poi la intelligenza artificiale a supporto di chi deve prendere decisioni

–  ma anche internet nelle cose applicato alla vita industriale e commerciale

– come pure le tecnologie per la dimensione Dual

Oggi con un euro al mese possiamo avere un hardware che ci consente di avere una fruibilità del mondo digitale che,erroneamente,definiamo come percezione da  realtà virtuale.

O comprare con 50 euro questa tecnologia sulle bancarelle del mercato di Cuneo.

Ma a questo punto è bene fare una precisazione fondamentale. Parlare di realtà virtuale vuol dire dare una definizione erronea in quanto in realtà si tratta di realtà digitale potenziata,(digital augmented reality, Dar),e non di realtà virtuale.

Ed a questo punto è bene fermarci un attimo per chiarire una volta per tutte questo fraintendimento.

Al MIT Lab trovano le basi filosofiche della realtà virtuale nel mito della caverna di Platone.

Ma il problema con la realtà virtuale è che non esiste in quanto virtuale. E’ una ipotesi su un qualcosa che potrà o potrebbe essere.

Definire come virtuale una realtà pertanto equivale a parlare di  un qualcosa che non esiste al momento.

Ed è un tragico errore usare questa definizione quando si parla di un tipo particolare di una realtà che invece esiste in quanto componente del Dual,ovvero la realtà digitale che usiamo tutti i giorni.

Una realtà digitale che si caratterizza però per il fatto di essere enormemente immersiva in quanto in grado di darci sensazioni sensoriali ben superiori a quelle a cui siamo abituati e che,per l’ appunto,possiamo definire come delle sensazioni di tipo Dar.

E sempre nuove soluzioni arrivano.

Ad esempio quella di crearci un avatar a nostra immagine e somiglianza che può operare nei mondi digitali.

Avatar da utilizzarsi con uno smartphone Samsung come pure di altri produttori che  stanno inondando il mercato.

E quindi poter meglio operare,ad esempio,in uno dei mondi Dar che costituiscono da anni il cosiddetto nuovo mondo digitale del lavoro noto come il  new digital world of work.

Il Dar diviene,quindi,una estensione del Dual nel senso di non solo espandere la dimensione  digitale ma ,ed è il punto chiave,di strutturarsi a sua volta come una vera e propria componente della realtà.

La terza componente della realtà DUAL in cui senza linea di continuità si sinergizzano le componenti fisiche e digitali della nostra quotidianità in quella che  sempre più è definita come la login-life nel contesto dell’ Internet delle Cose.

Una realtà, un Dual,quindi costituito da tre componenti.

La componente  fisica che si sinergizza con  la realtà digitale non immersiva ogni volta che usiamo una  Apps od andiamo in Internet per poi finire con la integrazione con la realtà  digitale immersiva ovvero la Dar che è fruibile con degli hardware che si trovano sulle bancarelle del mercato a Cuneo.

E come abbiamo visto purtroppo  erroneamente si definisce la realtà digitale come realtà virtuale.

Ma  perchè tutto questo avrà successo?

Prima di parlare del successo attuale e futuro è bene soffermarci un attimo sulle dimensioni culturale del Dual per meglio comprenderne le concrete applicazioni economiche per il Made in Italy.

Per farlo viaggeremo in quattro dimensioni sensoriali crescenti:

Dimensione sensoriale 1: oltre la fisicità

La fisica quantistica,(M-Theory premiata con un premio Nobel),ci dice che viviamo in 12 dimensioni parallele anche se ne percepiamo solo 4 e questo nel mondo DUAL ci porta a capire che la fisicità vada ben oltre il nostro orizzonte percepito e non in termini astrattamente filosofici.

Nel pratico del nostro quotidiano ci dice anche che la fisicità assume altre forme.

Il biglietto digitale per il check-in ad esempio e ci fermiamo qui per continuare domani.

Se siete interessati oggi abbiamo già pubblicato un articolo nella sezione economica che parla dello storytelling della narrativa delle brand che usano queste tecnologie da Ray-Ban ad Audi.