Comunicare la realtà digitale aumentata (1/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Quando sulle bancarelle del mercato si trovano dei visori per la realtà digitale aumentata e quando per un euro al mese si può avere un ottimo visore da un noto provider telefonico la rivoluzione è già avvenuta. Quale rivoluzione?

Quella della realtà digitale aumentata e qui analizzeremo alcune storie di successo nel comunicarla alla Clientela

 Il contesto ambientale internazionale

Più che mai il dual di cui si compone la nostra realtà,(ovvero il connubio sinergico senza soluzione di continuità tra la realtà fisica e quella digitale), richiede una comunicazione che sia trans-dimensionale.

Ovvero al contempo “on” ed “off” line e quindi in grado di amplificare la dimensione cognitiva, il cognitive power.

Di farlo agendo come un leverage,(un moltiplicatore), della narrativa del nostro prodotto come pure della nostra brand.

E tutto questo è sempre più vero in un mondo dove le dimensioni e le sensazioni tattili riprendono sempre più significato e valore.

Ovvero toccare per percepire, (multi-touch attribution), e non solo vedere per percepire.

In questo quindi è sempre più importante gestire una dimensione cognitiva che si basa su 5C + 2C.

Ovvero?

C1/Conosciuto: E’ la dimensione del contatto ed avviene  sempre off-&-on line e quindi serve sempre un marketing che sia  realmente  trans-dimensionale.

C2/ Compreso e C3/ Creduto: Ovvero viene capito cosa facciamo e veniamo creduti in quanto capaci di farlo. Ed è la dimensione della connessione.

C4/ Comprato e C5/Confermato. Ovvero comprano per testare e poi confermano comprando sempre di più. E qui si entra nella dimensione della condivisione.

A queste si aggiungono le 2C che definiamo come relative alle dimensioni del contesto ambientale.

C6/Concorrenza: il mondo intorno a noi cambia quantitativamente e qualitativamente e se perdiamo il polso di questa complessità ci ritroviamo fuori mercato. Quindi è importante capire cosa fanno i Concorrenti

C7/Comunità: e non memo importante ai sensi del contesto ambientale è cogliere il polso del mondo,ovvero delle comunità che  sono il nostro mercato.

A questo punto parliamo delle tipologie di realtà

Purtroppo esiste una notevole confusione e superficialità nell’uso delle definizioni. Innanzitutto chiariamo una volta per tutte che non parliamo di realtà virtuale.

La realtà virtuale non esiste mentre quelle di cui noi parliamo è una realtà concreta che esiste con una sua fisicità e sensorialità e che si chiama digitale.

E’ un errore di percezione culturale  continuare a confondere la realtà virtuale,(virtual realty, VR),con la  realtà digitale, /digital reality, DR), dato che la prima non esiste mentre la seconda esiste  in maniera crescente nel nostro quotidiano.

In merito alla realtà digitale ne abbiamo una seconda tipologia che fruiamo con i visori che aumentano la percezione della realtà digitale.Con questi visori siamo più immersi emozionalmente e sensorialmente.

Questa dimensione della realtà digitale è la realtà digitale potenziata,( augmented digital reality,ADR)

In estrema sintesi e per capirci con un paragone che ci riporta ad un esempio che tutti noi conosciamo.

La realtà digitale,(DG),è un film 2D mentre la digitale potenziata,(ADR), è un film a 3D.

Un passo ulteriore rispetto alla ADR è la mixed reality,(MR), ovvero la realtà in cui si fondono oggetti fisici e digitali.

In questo momento la tecnologia leader disponibile è quella creata da Microsoft che nel primo semestre 2017 sarà disponibile per Asus, HP, Lenovo, Dell ed Acer.

Che cosa è la MR?

Una realtà in cui si fondono la realtà fisica e la digitale e si fruiscono insieme nello stesso tempo e luogo.

Facciamo un esempio. Immaginate di dover valutare un componente di un motore di cui avete una demo in 3D.

Vi trovate in un ufficio con altri colleghi ed indossate tutti dei visori per la MR. A questo punto vedete sul tavolo la sezione del motore in formato 3D digitale che potete toccare ed attivare. Ma non solo questo dato che a questa rappresentazione digitale potete anche aggiungere dei componenti fisici. Ad esempio un altro componente del motore che avete stampato con una stampante 3D dopo aver ricevuto i disegni dalla Germania.

A questo punto grazie ai visori da MR i due oggetti diventeranno uno ed interagiranno. E voi potete valutare il comportamento della sezione di motore in formato realtà digitale interagente con quella in formato realtà fisica come se fossero un tuttuno.

La MR apre il campo ad una  nuova generazione di prodotti e servizi in cui la realtà è un connubio fisico-digitale che è diverso a quello in cui siamo abituati dalla attuale interazione “hardware-software-apps”.

E di come queste realtà stiano entrando nella fruizione e nella narrativa di prodotti e servizi ne parleremo domani mentre si rimanda ad un articolo che pubblichiamo alle 16.00 nella sezione relativa alla tecnologica in cui parleremo delle dimensioni della realtà digitale aumentata.