Le stampanti che costruiscono gli edifici

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

AiBuild è una società Londinese che ha creato un robot-stampante 3D in grado di massimizzare a livelli mai visti l’ efficienza nell’uso sia dei materiali che del tempo per costruire. Il tutto finalizzato alla costruzione di opere ad elevata complessità di design architettonico per senza alcun limite relativamente alla tipologia del progetto.

AiBiuld ha installato su un robot industriale Kuka sia delle braccia in grado di agire come stampanti 3D che un sistema di telecamere collegato ad un algoritmo usante intelligenza artificiale.

La tecnologia hardware e software delle braccia è una innovazione della società Londinese.

Questa tecnologia non solo ha dotato il Kuka di funzionalità che prima non aveva ma ha creato un robot con funzionalità printing 3D che non era presente sul mercato.

Il fulcro dell’ innovazione si basa su un algoritmo che consente al robot-stampante di imparare e migliorarsi mediante l’ uso dell’ intelligenze artificiale.

Il robot è in grado di costruire edifici progettati con un elevato livello di sofisticazione in termini di design.

Un esempio è il padiglione costruito durante la GPU Technology Conference. Una struttura alta 14 piedi e larga 16 che si compone di 48 parti assemblate.

Le parti assemblate sono state stampate in 15 giorni ed il tutto è stato assemblato in una giornata.

Perchè avrà successo?

Il robot-stampante costruito da AiBuild rappresenta una innovazione nella robotica per la costruzione di edifici in quanto l’ intelligenza artificiale che incorpora ne fa un robot creativo in maniera indipendente.

Per capirci un passo avanti enorme rispetto che consente l’ utilizzo di altre tipologie di robot con una  efficienza mai vista fino ad oggi.

Nel pratico.

Da un lato il robot di AiBuild usa una tecnologia di autoapprendimento basata sull’ intelligenza artificiale per stampare infrastrutture pensata usando un design molto complesso.

E lo fa ottimizzando sia il tempo che l’ uso dei materiali. Ed a questo punto quanto prodotto può essere poi installato usando,per esempio, robot come Hadrian X in grado di edificare usando 1.000 mattoni/ora.

In questo modo abbiamo una nuova generazione di robot-stampanti in grado di agire creativamente per stampare infrastrutture con un elevato contenuto di design.

Strutture che poi possono essere montate da robot meno sofisticati.

Il tutto si traduce non solo in enormi risparmi di tempo e di materiale ma anche in una flessibilità di esecuzione mai vista prima.

Flessibilità di esecuzione che si amplia per il fatto che non esistono limiti al tipo di costruzione che può essere stampato.

Dal padiglione in una mostra ad un centro commerciale passando per uffici, negozi, abitazioni piuttosto che magazzini o laboratori non vi sono limiti nè relativamente alla dimensione e neanche relativamente alla complessità progettuale /di design del fabbricato.

Il poter disporre della capacità di ampliare una struttura caratterizzata da una forte connotazione di design e complessità progettuale in maniera modulare a fronte di una richiesta a costi e tempi ridotti rispetto alle tecnologie tradizionali è la garanzia del successo di quest’ innovazione di processo produttivo.