La geopolitica dal volto umano

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Viviamo una strana patologia che si può sintetizzare nella falsa certezza che tutto sia nuovo e si consumi nel giro di pochi post o pochi minuti di streaming mentre lo viviamo in diretta.
Nulla di più falso visto che nulla è così nuovo e neanche così irreversibile.
Relativamente alla falsa sensazione che siamo la prima generazione a vivere gli eventi in diretta dobbiamo fare mente locale che questo avvenne la prima volta agli inizi del ‘900 quando la BBC trasmise una falsa radiocronaca in diretta di una falsa sommossa a Londra che stava attaccando il Parlamento ed il Royal Theatre.

Il coinvolgimento ,ovvero la sensazione di partecipare in diretta a questo evento inventato come se si fosse un testimone diretto fu così forte che i cittadini Britannici in tutto il paese uscirono per le strade. A quel punto la BBC interruppe la trasmissione spiegando che era un falso per poi scusarsi.
Quindi bastava una radio nell’ angolo di una stanza per generare lo stesso coinvolgimento in diretta per un evento fisicamente lontanissimo che proviamo noi vedendo in streaming da uno smartphone.
E’ bene che lo teniamo a mente dato che ci aiuta a capire come nella dimensione geopolitica nulla sia così irreversibile come ci appare nel nostro essere persi dentro una iper obesità informativa.
Siamo così bombardati di informazioni che non ci rendiamo conto che non è la informazione il potere.

Ma è’ la comprensione il potere.

Pensiamo al fatto che dalla crisi finanziaria Asiatica del 1997 ad oggi in media ogni 24 settimane abbiamo vissuto una crisi che abbiamo descritto sia come irreversibile che come in grado di cambiare totalmente il mondo. Insomma una sorta di Rubicone geopolitico dopo il quale nulla e nessuno era come prima.
Ma chiediamoci come sia possibile che,in media, il mondo possa cambiare integralmente ogni 6 mesi e vediamo come tutto questo sia assurdo.
E scopriamo che siamo presi e perduti nella trappola di un mondo iperobeso di informazioni dove pensiamo di conoscere tanto ma sicuramente capiamo poco.
Il tempo ha le sue dinamiche quando si parla di geopolitica e lo possiamo dividere in tre tipologie ricordandoci un proverbio britannico molto saggio. Questo proverbio ci ricorda che gli editoriali sono buoni da leggersi oggi e domani sono buoni per avvolgere la verdura comprata al mercato.
Cosa significa? Significa che gli eventi passano e le cose restano e che dobbiamo sapere discriminare pensando alle tipologie del tempo nella geopolitica come pure nella geoeconomia.
Esiste il tempo breve,ovvero quello dei titoli di ogni giorno come pure dei post e twit che sono cancellati da quelli successivi pochi minuti dopo od al massimo il giorno dopo.
Il tempo che ci innonda di informazioni ed in cui ci perdiamo pensando di conoscere e sicuramente capendo molto poco.
Poi esiste una seconda dimensione del tempo, quella del tempo medio dove gli eventi si sedimentano nella quotidianità e diventano le cose che incidono sulla vita.
Ed infine si ha il tempo lungo. Quello della storia composta dalle nostre storie. Ovvero il tempo della cultura, delle tradizioni del nostro essere.
Il tempo dove tutto nasce localmente per poi diffondersi e fondersi con le dinamiche del mondo.
Già il mondo. Viviamo in un mondo che è composto dal locale di 296 città leader di cui due in Internet che esprimono modelli di modernità che si equivalgono.
Si equivalgono perchè nati nel locale e poi diffusi nel globale.
Ovvero LOCGLOB e cioè un mondo dove tutto nasce localmente e quindi è LOC per poi diffondersi come umanità e quindi divinire GLOB.
LOCGLOB appunto.
Città che interagiscono col loro locale che è composto dalle 45 regioni geopolitiche in cui si divide il pianeta ed una di queste è Internet.
296 città e 45 regioni geopolitiche ed il tutto considera Internet.

Un mondo complesso che non si può conoscere e capire se ci lasciamo dominare da un flusso di informazioni urlate che si perdono nel nulla.
Dobbiamo andare oltre il tempo contingente delle breaking news e dei post o dei twit. Dobbiamo lasciare sedimentare gli eventi nel tempo medio che è sempre attraversato ed influenzato da quello lungo della nostra storia nata nel nostro locale.
Ovvero essere consci che è la comprensione e non la informazione ad essere potere.
In Locglob analizzeremo la geopolitica partendo dal locale per capire come diviene globale.
Non perdendoci nel coro delle urla in cerca di audience ma ragionando sul tempo medio e lungo.
E lo faremo offrendo non informazione urlata ma elementi per comprendere.
Parleremo ogni giorno del mondo che nasce localmente per essere globale, ovvero Locblog, partendo dalle persone. Dalle storie che rendono tutto umano perchè la sola geopolitica che conti ed incide sul tempo è quella umana.