Star Wars torna tra di noi ed i Jedi sono i nuovi Samurai o Cavalieri di Artù

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Il Sacro Graal è probabilmente la più grande bufala storica relativamente ad un qualcosa a cui si dia una origine certa e che poi in realtà non sia mai esistito. La più grande insieme ai Protocolli di Sion inesistenti nel reale ma ancora creduti come veritieri da troppi.

Il Sacro Graal “semplicemente” non è esistito prima del 1202 quando Robert de Borton ha scritto  “Joseph d’Arimathie – Le Roman de l’ Estoire dou Graal”.

E Parcival non è altro che Obi One Kenobi senza spada laser ed al contrario di Kenobi identificato in un dato tempo e spazio storico .

Allo stesso modo la “Forza” che si continua a cercare nella saga di Star Wars non è altro che un qualcosa di indefinito e volutamente indefinibile come lo è il Graal.

Può far sorridere ma poi ci fermiamo a riflettere un attimo sul fatto che la statua di Darth Vader/ Dart Fener sia stata collocata come gargoyle nella cattedrale cattolica dei Saints Peter and Paul a Washington.

Andiamo con ordine.

Di cosa parla  Star Wars?

Di cappa e spade intendendo un “cappa e spade” che  dai Samurai arriva fino alla Tavola Rotonda ed oltre dato in ogni cultura si hanno dei richiami simili.

In che modo ne parla?

Attualizzando le immagini radicate nel nostro inconscio collettivo usando in maniera  raffinata il meglio della tecnologia disponibile.

Quando uscì il primo degli 8 film gli esperti di grafica computerizzata coinvolti nelle riprese delle astronavi dissero che per rendere immediatamente accettabili  le immagini così innovative come quelle dei combattimenti tra astronavi le generarono usando le acrobazie dei caccia che eravamo abituati a vedere nei film sulla  II Guerra Mondiale. In questo modo le acrobazie delle astronavi in combattimento ci parevano familiari in quanto abituate a vederle in centinaia di film fin da quando siamo bambini.

Abituati a vedere... ed è questo il segreto del tutto.

Che la forza”, se  facciamo mente locale in ogni cultura abbiamo un augurio positivo del genere che siamo abituati a scambiarci ed a cui,inconsciamente quanto immediatamente, facciamo riferimento ogni volta che sentiamo questa frase/augurio.

Inoltre la saga,e questa è una novità assoluta che rende il tutto più magico, e’ a-temporale ed a-spaziale.

Attenzione il dire che sia a-temporale ed a-spaziale non significa assolutamente dire che non abbia un tempo ed uno spazio per gli eventi. Certamente lo ha ma è il suo proprio quanto indefinito.

Iniziamo con lo spazio: dove siamo?

Con Star Trek sappiamo che almeno parte dell’ equipaggio viene da uno spazio a noi noto,il pianeta Terra, e che l’ astronave si muove in uno spazio che a sua volta ci è noto,il nostro universo.

Ma in un universo che  la fisica quantistica ci dice sappiamo essere composto da 12 dimensioni in quale spazio-dimensione sono i protagonisti della saga?

In ognuna delle 12 compresa la nostra  qualche milione di anni luce da noi in termini spaziali.

Il tempo:quando?

Con Star Trek,come con ogni altro capolavoro di fantascienza,sappiamo che siamo nel futuro. Non importa che la data astrale non abbia un riferimento con la nostra classificazione del tempo dato che siamo sicuri di una cosa: quel tempo è nel futuro.

Ma con Star Wars quel tempo può benissimo essere nel passato come pure contemporaneo rispetto a noi e non solo e necessariamente nel futuro.

Questo perché lo spazio in cui gli eventi si svolgono può essere benissimo quella della nostra dimensione,”il nostro universo”, ma a milioni di anni luce da noi ed essere nel passato  perché la fisica ha dimostrato che il tempo in un dato spazio è reversibile,(ovvero si può andare  in avanti od indietro).

Come pure il tutto possa benissimo esistere in una delle altre 11 dimensioni che compongono l’ universo o nella nostra in altrove così lontano da noi che non sappiamo che esista.

E quindi questo tempo e spazio pur esistendo sono a-dimensionati rispetto a noi e questo fa perdere significato a termini come  passato , contemporaneo e futuro.

Pertanto?

Una storia che affascina centinaia di milioni di persone e che nel farlo e’ trasversale a dimensioni quali età, il sesso o la cultura di appartenenza.

Ed essendo a-dimensionata rispetto al tempo ed allo spazio può essere collocata nell’ intimo del tempo/spazio di ciascuno di noi senza per questo caratterizzarsi con un’ epoca a noi nota.

E che parla al nostro inconscio collettivo. Ai valori che abbiamo imparato con le nostre favole da bambini e riconosciuto nelle nostre leggende da adulti.

Oggi parliamo dei cavalieri Jedi e non dei Templari o o dei Samurai come pure della Forza e non del Graal o del Bushido.

Nel 1202 un romanzo generò un mito che riteniamo sia realtà, il Sacro Graal.

Oggi lo stesso avviene con Star Wars e nella seconda metà del XXI Obi One Kenobi sarà Parcival.

Viviamo l’ inizio di una leggenda e non di una nuova religione che contribuiamo a rendere “vera”, magico no?

Una conferma di questo ci viene dal fatto che lo scorso anno il prestigioso Louvre dedicò una mostra di successo di 6 mesi al mito ed alle dimensioni che lo avevano creato ed i personaggi di Star Wars erano presenti al pari di Re Artù o di Ulisse come pure di Sinbad od Aladino.