Il food e’ alfabeto sociale OVVERO GUSTO E CULTURA

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

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Vi è almeno una cosa che accomuna tutti gli esseri viventi. Animali, persone ed alieni.
E questa cosa è che tutti mangiamo e beviamo non solo perché’ abbiamo fame e sete ma anche ed in contemporanea pensando a quello che facciamo. Ovvero non è solo istinto ma anche consapevolezza.
Per averne una conferma immediata proviamo a pensare cosa accade se cambiamo il croccantino preferito dal nostro gatto o cane. Lo annusano e se non gli piace non lo mangiano lamentandosi per avere quello che preferiscono. Ovvero consapevolezza.
Una consapevolezza che ci porta a dire che il mangiare d il bere possano anche essere letti come la gastro-biografia del mondo. Ovvero la sua biografia  gastronomica che ci parla del nostro locale,(il Loc), divenuto globale,(il Glob).
Ovvero di un mondo Locglob.
Una gastro-biografia che ci parla di territori e di storie,ovvero una mappa mentale del mondo fatta di tanti mondi locali che si equivalgono.
E tutti hanno una matrice comune che è quella di esprimere in alfabeto sociale. Alfabeto,ovvero lettere con cui si scrivono parole.
Lettere, pensiamo a quanto siamo debitori al cibo del fatto di aver un alfabeto. La prima lettera non è forse la testa di un bovino stilizzata?
E non dobbiamo stupircene dato che allevare significava avere una struttura sociale e tecnologica complessa.
Non meno complessa di quella che richiede un altro tipo di allevamento. Un allevamento non di animali ma di verdure come il riso nell’ antica Cina la cui cultura è alla base di una forma mentale della gestione della società che perdura da almeno 44 secoli. Dalla dinastia Xia alla attuale forma del Partito Comunista Cinese.
E non ci dobbiamo stupire se un giorno un antropologo stellare troverà queste eguaglianze anche nelle civiltà di altre umanità in altri mondi.
Ed ogni mondo, ogni civiltà ha la sua gastro-biografia che rispecchia la propria storia. Quello che in geopolitica dal volto umano si definisce come il tempo lungo.
Il bere ed il mangiare sono quindi consapevolezza prima ancora che istinto. La prova è nel fatto che ciascuno di noi ha alimenti e bevande che non prenderebbe mai anche se posto alle strette dal bisogno.
La biografia gastronomica che viviamo nel nostro Locglob non è altro che una complessa catena simbolica a cui associamo il piacere prima ancora che il bisogno.
Ovvero il pensiero prima della azione.
Una catena complessa che si compone di sensazioni e stimoli che partono dal piacere di scegliere il cibo.
Una azione intellettuale che sfumiamo in un intenso piacere fisico per poi ritrovarci ancora nella consapevolezza emozionale del nostro essere più profondo.
La nostra cultura che da locale attraverso il tempo lungo della storia essendo Locglob diviene poi globale.
Il cibo quindi deve essere compreso e vissuto andando ben oltre la riduttiva dimensione della nutrizione intesa come somme di componenti chimiche.
Ed andando oltre la dieta, le diete divengono valori simbolici accumulati e metabolizzati nel corso di millenni.
Mangiando non ci limitiamo a soddisfare un bisogno fisiologico espresso mediante la fame ma anche uno personale assumendo significati e valori.
Significati e valori che ci consentono di andare oltre la gastro-biografia e di parlare anche di una gastro-geografia ovvero dell’ uso dei nostri territori.
Del nostro locale in funzione della nostra cultura affinché divenga un bene globale.
Ovvero Locglob.
Il cibo alimenta il nostro corpo non meno della nostra immaginazione ed è questo duplice valore che condividiamo e che ci mantiene umani nel nostro essere Locglob.
Locali che vivono un globale ed una globalizzazione possibile in quanto basata sull’ umanità.
Nel cibo questo significa trasformarlo in un alfabeto di comunicazione sociale e culturale che parla il linguaggio comune della sostenibilità e della resilenza.