L’ ottimismo razionale per battere le avversità

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Quando pensiamo di non avere più un futuro allora  non ha più senso il presente ed il passato esprime solo un avvitarsi nel rimpianto.

Errore !

Per quanto difficile possa essere se non pensiamo che alla fine del tunnel ci sarà una qualche uscita smettiamo di andare avanti.

E quindi di vivere.

Il mondo è come ce lo vediamo noi con le nostre mappe mentali. E se siamo disperati la logica della disperazione  ci fa disegnare mappe mentali senza uscita dove tutte le strade conducono al baratro.

Dove la nostra immaginazione viene suicidata dalla nostra paura.

Dato che percepiamo il mondo non per come è ma per come lo sentiamo allora  non vediamo altro che il nulla.

Errore !

Ogni rovescio ed ogni crisi richiede una reazione che nel tempo portai a migliorare le cose.

Ma per iniziare  dobbiamo crederci,ovvero avere un minimo di ottimismo per immaginare nella nostra mappa mentale la strada.

Cioè la strategia per risolvere il nostro problema e questa strategia è sempre a due livelli.

Il primo livello è focalizzato sulla situazione.

In questa dimensione si analizzano le cause e si cerca una soluzione  pratica.

Il secondo livello è emozionale.

In questo contesto facciamo appello alle nostre risorse emozionali per trovare energia ed ispirazione.

I due livelli sono rigorosamente sinergici e si rafforzano a vicenda.

Pertanto sei non si è un minimo ottimisti è la fine.

Questo ottimismo è di tipo realistico in quanto ci permette di trovare a cosa appigliarci , fare leva per ripartire.

Ci fornisce la classica intuizione  che  ci permette di fare.

Inoltre ci consente di essere meno dipendenti dagli altri e questo può servire quando è un problema ricevere aiuto da chi abbiamo intorno.

Le evidenze scientifiche abbondano ed in economia questo ottimismo razionale si chiama teoria delle aspettative. Una teoria premiata con un premio Nobel.

Fa riflettere no? Eh,si e fa riflettere tanto.

Crediamo che esista un domani oppure abbiamo ucciso il nostro oggi.