Il 63 percento dei terroristi che uccide in America è BIANCO e CRISTIANO (1/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Con la nuova Presidenza degli USA i fautori di una maggiore regolamentazione della diffusioni delle armi da fuoco purtroppo vivono un momento di ridotta capacità di azione politica.

Il problema ed il dibattito sulla diffusione di armi negli Stati Uniti è un qualcosa che viviamo sempre più.

Se una volta era per interesse rispetto ad una problematica del più potente paese del mondo ora è interesse dovuto al fatto  che il dilagare della criminalità chiede un crescente tributo di sangue di cittadini inermi che vengono brutalmente feriti od uccisi.

Da qui una crescente domanda in Italia di armi per la difesa personale ed è quindi inevitabile che si guardi alla esperienza Americana in quanto il paese non in guerra con la più grande diffusione di armi al mondo da decenni.

Una esperienza che per essere colta pienamente richiede che ne si analizzino con rispetto le radici storiche ed il contesto sociale attuale.

Iniziamo con le  ragioni storico-culturali.

Nella storia politica mondiale solo tre documenti legali hanno incluso il diritto della rivolta armata contro un governo ritenuto dispotico.

La Magna Charta in Inghilterra nel 1215, la Costituzione  degli Stati Uniti d’ America nel 1776 e laFrancese Dichiarazione dei Diritti dell’ Uomo e del Cittadino del 1789 nella versione del 1793 e potete trovare tutti i documenti clickando negli hyperlink attivi.

Alcuni ravvisano le basi culturali di questi tre documenti  nella Lettera ai Galati di Paolo,( versi 11 – 16 nel paragrafo 19),ma è poco importante dato che giuridicamente quello che conta è che oggi,nel ventunesimo secolo, il solo documento al mondo che  sancisce costituzionalmente il diritto di un popolo ad una rivolta armata contro un governo ritenuto dispotico sia la Costituzione Americana.

E per fare una rivolta armata deve essere consentito ai cittadini il diritto di portare un’ arma  con cui difendersi da un governo autoritario attuando una rivoluzione armata sancita come diritto costituzionale.

Questa è la mappa mentale culturale degli Americani che dobbiamo accettare e capire in quanto figlia della loro storia e  questo spiega anche se non giustifica molte cose. I servizi televisivi saccenti e sfottenti a cui siamo abituati non ci aiutano a capire oltre ad offendere una cultura locale e quindi sono culturalmente razzisti.

Partendo ora da questa premessa analizziamo il contesto sociale odierno ovvero le  cosiddette “ragioni pratiche” che spingono moltissimi Americani a volere una arma.

I difensori della diffusione delle armi per difesa personale si basano su questo assunto: se giro armato posso difendermi se attaccato e posso farlo IMMEDIATAMENTE E DOVUNQUE se servisse e quindi non devo dipendere da terzi che possono non essere presenti ed arrivare tardi.

Pertanto si parte dal presupposto che il tempo di reazione ad un attacco violento si annulli dato che chiunque,essendo armato,reagisca immediatamente.

Un esempio per capire la brutale logica del tempo di reazione da cui dobbiamo partire per capire il tutto.

Una  arma semi-automatica scarica un caricatore da 30 proiettili di grosso calibro in 4 secondi.

A meno che un agente di polizia o di sicurezza privata  sia presente nello  stesso luogo in cui un assassino stia colpendo e possa sparare contro chi aggredisce  NESSUNA forza di rapido intervento può arrivare in quel luogo in meno di 4 secondi.

Ovvero prima che 30 proiettili di grosso calibro siano stati sparati contro delle persone uccidendo e ferendo.

Pertanto i fautori della possibilità di andare in giro armati per auto-difesa puntano su questo dato reale quanto inconfutabile.

Ovvero il diritto di poter reagire appena la minaccia si manifesta grazie al fatto che siano legalmente armati per auto-difesa.

In altre parole: se si è presenti ed armati in meno di 4 secondi si può estrarre un’ arma e rispondere al fuoco per tentare di fermare  un assassino che ti stia sparando contro.

Un dato di fatto con una logica ineccepibile dato che chiunque di noi se si trovasse in una situazione del genere vorrebbe essere in grado di difendersi e di non essere un bersaglio indifeso.

Ma non meno reale ed inconfutabile è anche un altro dato.

Un dato di fatto che ci dice che  in nessuna delle ricorrenti stragi a cui si assiste in un centro commerciale piuttosto che in una azienda od in un ufficio si sia mai verificato che qualcuno abbia reagito immediatamente  usando un’  arma che si portava dietro per auto-difesa fermando  in questo modo un aggressore.

I dati ci dicono solo che la diffusione di armi ha permesso ad adolescenti di  prenderle ai genitori per fare stragi. Oppure che le persone che hanno sparato non hanno mai avuto problemi a procurarsene.

E non meno vero quanto non meno inconfutabile è un altro dato di fatto, ovvero il fatto che in Europa con una popolazione numericamente  comparabile sia abbia un numero enormemente inferiore di morti e feriti per arma da fuoco per il fatto  che il numero delle armi legalmente in circolazione sia enormemente minore. E questo sia relativamente agli incidenti che alle aggressioni.

Un ultimo dato di fatto da considerare è che il numero degli omicidi negli Stati Uniti è in costante declino da anni non perchè in tanti possano auto-difendersi ma per il combinato disposto di una migliore situazione sociale ed una più efficace azione di polizia.

Il tutto ci porta a concludere che la visione semplicistica di “queste ragioni” pratiche  non ha alcun senso e che,al contrario, tanto più sono le armi in circolazione tanto maggiori sono le vittime,(sia per atti violenti che per incidenti).

Questo perchè il punto NON è “quanto più siamo armati tanto più possiamo difenderci” MA “quanto meno armi ci sono in giro tanto meno è possibile uccidere con questa facilità”.

Pertanto la sola giustificazione che resta ai sostenitori del diritto di andare in giro armati sembrerebbe quella politico-culturale derivante dalla Costituzione.

E da un lato quello che  accade è  ben altro dato che il “sembrerebbe” significa che il tutto serve a gettare benzina sul fuoco del terrorismo interno americano.

E questo ci porta a parlare del Terrorismo Interno Americano.

3- Il Terrorismo Interno Americano denominato Tia

Il 2015 è stato l’ anno con il più alto numero di vittime causate dal Tia e parliamo di Americans Killed By Americans che da ora definiremo come  Aba), ovvero di Americani uccisi da altri Americani ed i terroristi assassini per motivi politici sono in maniera preponderante  bianchi e cristiani.

Cristiani?

Si,  gli assassini terroristi Americani che hanno ucciso degli Americani sul suolo USA sono al 63 percento  dei bianchi Cristiani,(Protestanti e Cattolici), e non dei Mussulmani.

Nel 2015 e nel 2016 per motivi politici negli USA i terroristi Americani che hanno ucciso altri Americani sono  così classificabili:

 – il 63%  dei terroristi assassini sono bianchi,anglosassoni,cristiani cosi’ suddivisibili. Un 38 % sono terroristi aderenti alla White Supremacy.  Il  il 19%  di loro e’ composto da WASC estremisti di destra anti-governativi ed il restante  6% da anti-abortisti

In merito al restante  37%  dei terroristi assassini  essi sono  Mussulmani Americani

E questo ci introduce alla seconda parte del nostro articolo che sarà pubblicata la settimana prossima.

©2017

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