Apple: un boomerang in termini di storytelling

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Riflettiamo su un evento del 2016 che ha visto protagoniste Apple e la FBI e per farlo consideriamo alcuni fatti chiave indispensabili per capire.

Stiamo parlando di quando la FBI chiese la chiave per decriptare solo uno smartphone di proprietà di due terroristi uccisi dopo una strage e la Apple si rifiutò.

Analizzare questo caso è utile per capire la gestione  dei danni collaterali in termini di immagine.

Fatto 1:
Apple,al di là delle vendite, è in crisi di identità e di innovazione di prodotto. L’ultima campagna promozionale non fa altro che dire che il nuovo prodotto non ha nulla di nuovo se non un  aumentato delle prestazioni della generazione precedente.
Questo può essere letto come ” perfezione 2.0″,ovvero i nostri prodotti erano perfetti già nella generazione passata,(perfezione 1.0),che dobbiamo solo pensare ad un incremento QUANTITATIVO delle prestazioni. Ovvero una camera con più pixel od un processore un po’ più veloce e simili.
Ma può essere anche letto come il non sapere creare qualcosa di veramente nuovo. Specialmente quando il più temile concorrente,Samsung,arriva sul mercato con diversi modelli  di un visore che consente di avere una visione più immersiva sul cui impatto rimandiamo ad un articolo comparso oggi nella sezione  dedicata alla tecnologia.

Una dimensione in cui al momento Apple è assente con un suo hardware anche se i suoi smartphone possono essere utilizzati con dei visori non dedicati ed è la prima volta da circa un decennio che Apple non guida la innovazione in termini di prodotti sul mercato.

Fatto 2:

La FBI non chiese la chiave di accesso della criptazione e quindi  non chiese di avere la tecnologia per accedere a tutti gli apparecchi Apple ma solo e semplicemente che fosse reso possibile accedere ad uno specifico apparecchio. Uno smartphone utilizzato da degli assassini.
Nulla di più e nulla di altro.
Pertanto non siamo di fronte al Grande Fratello che vuole sapere tutto di noi ma solo e semplicemente a chi vuole raccogliere prove a riguardo di una lista  di contatti degli assassini uccisi al fine di prevenire altri morti e feriti.
La differenza oltreché sostanziale è chiara e non servono commenti.
Con questi fatti sullo sfondo chiediamoci cosa pensava di ottenere Apple per lo storytelling della sua narrativa come marchio.

Solo e semplicemente della pubblicità e con essa rafforzare la immagine.

Se la FBI le  avesse chiesto di fornire la chiave di de-criptazione universale Apple sarebbe stata credibile quanto diceva che voleva opporsi ad una qualche forma di controllo indiscriminato.

Ma dato che chiesero solo di avere la password per accedere ad 1 solo quanto specifico smartphone di proprietà di assassini uccisi mentre uccidevano e questo solo al fine di prevenire altri attentati collegati ai terroristi viene legittimo pensare che vi fosse anche e non solo una componente di marketing per la propria Brand Image.

Non dimentichiamoci che una delle componenti della Brand Image di Apple è quella di essere stata da sempre percepita come la antagonista creative del sistema che era rappresentato dal mondo del sistema operativo DOS e dei suoi successori.

Oggi in un mondo dove da un lato ci mettiamo 1 minuto a decidere di dare tutti i nostri dati a qualcuno che non conosciamo pur di avere una Apps  gratuita e dall’ altro urliamo contro il Grande Fratello il crearsi una immagine di paladini contro il Big Brother aiuta in termini di vendite.
Ed aiuta specialmente quando la concorrenza arriva sul mercato con dei prodotti che,al momento,non si hanno ancora.

Ma può anche essere un boomerang come vedremo.

Se Apple pensava di conquistare un certo target dall’ altro ne può perdere uno più ampio.

Un esempio concreto in merito al mercato che può perdere ci arriva dal fatto che  la città di New York ed altre,e non solo negli USA,pensano di vietare questi apparecchi.

Questo perchè la intercettazione da parte delle forze di polizia e di sicurezza per legittimi motivi se è  tecnologicamente complessa può ritardare la scoperta di atti criminali con morti e feriti.
Il tutto al fine di proteggere la collettività contro criminali e terroristi e non per sapere se andiamo in palestra o se  ci siamo innamorati di tizia o di tizio.

E questo ci porta alla immagine di Apple percepibile  da una parte della Clientela.

Se avere uno smartphone Apple ci rende più sicuri contro le intercettazioni legittime delle forze di sicurezza non crediamo che averne uno possa anche dare adito a commenti del tipo:

ah … guarda quella persona che ha quello smartphone che  la polizia e la finanza non intercettano … eh chissà quanto nero deve nascondere o che truschini fa per il suo business e non vuole essere scoperto”

Se una reazione simili può sembrare esagerata facciamo mente locale a cosa accade dopo anni di stress collettivo da terrorismo quando si vede qualcuno che lascia una borsa un attimo incustodita o se  ha la barba lunga e la pelle un pò scura.

Pertanto non è da escludersi che una parte della clientela non desideri  situazioni di questo tipo ed alla fine non  compri un Apple.

Inoltre ed ancora più sul concreto se vengono vietati in città come New York ed altre dove ci si trova a viaggiare per lavoro che si fa?
Si hanno due smartphone? Uno per quando si è in queste città ed uno per quando si è altrove?

Questo ci permette di sintetizzare in una frase il boomerang in termini di Brand Image in cui  ha rischiato di ritrovarsi Apple.

Il ritorno positivo con cui la clientela la percepiva come un baluardo contro il Grande Fratello era compensato da quello negativo in termini di immagine sia per esser associati con qualcuno che abbia qualcosa da nascondere che con il timore di trovarsi in un futuro a New York od a Londra e poi scoprire che il proprio telefonino fosse inutilizzabile.

A questo poi si aggiunga il fatto che la FBI sia riuscita da sola a decriptare quel telefonino facendo svanire parte del mito della inaccessibilità di questo prodotto.

La giusta strategia sarebbe stata la seguente.

Consentire alla FBI di accedere solo a quello smartphone per dare una immagine di responsabilità dato che una indagine per prevenire una altra strage terroristica.

In questo modo allo stesso tempo preservava la narrativa della tecnologia inviolabile che poi è stata scalfita perchè la FBI è riuscita ad accedere ai dati da sola.

Indubbiamente un interessantissimo esempio di gestione dei danni collaterali in termini di narrativa dove Apple è uscita perdente.

©2017

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