Trapianto di un corpo su una testa nel 2017 in Russia (2/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Ieri nella prima parte di questo articolo abbiamo definito la dimensione culturale su cui impatterà questo trapianto ed oggi vediamo quella politico-ideologica.

Una dimensione quella politico-ideologica che possiamo sintetizzare parlando di due fondamentalismi.

Il fondamentalismo che considera lo sviluppo tecnologico come la panacea per tutti i problemi che uno sviluppo non regolamentato sta generando.

Ovvero? Abbiamo più inquinamento marino?
Nessun problema, si modifica geneticamente la fauna marina e la alleviamo in acque inquinate.
Oppure aumenta la desertificazione? Anche qui nessun problema dato che di sicuro si troverà il modo di modificare geneticamente la flora e la fauna per fare in modo che consumino meno acqua.
Deleterio e mortale come approccio.

Non meno deleterio e mortale il fondamentalismo anti-tecnologico/modernista per partito preso.
Un fanatismo che inneggia ad un mondo bucolico che non è mai esistito se non nelle ville Toscane o Provenzali di chi lo propugna . Un fanatismo che inneggia ad un passato costruito e mai esistito. E che ci parla di decrescita felice con un approccio che ricorda le gerarchie sociali immobili del Medioevo.
Siate felici avendo quello che avete e non aspirate ad altro e ve lo diciamo noi che siamo al vertice della piramide sociale che,se in questo modo si cristallizza, ci rende leadership per la eternità.

Quelli “sopra” sicuramente decrescono molto più felicemente di quelli “sotto“,no?

Eh,si.
Banalizzando,ma non troppo, se si vive in un appartamento in centro od in una villa in campagna si può “decrescere felicemente” rinunciando al 20% del proprio spazio abitativo. Molto meno “felicemente” se si vive in 80 metri quadrati  ma loro predicano non vivendo in 80 metri.
Se si guadagna almeno 5000 euro netti al mese e’ facile dire di rinunciarne al 10  percento,(ovvero 500 euro), ma se si guadagna 1000 0 1200 euro possiamo rinunciare a 100 o 120?
Con 4500 euro al mese si decresce con gioia con 900 o con 980 molto meno anche se ci dicono che con 80€ si fa spesa per una settimana.
Per quanto possa sembrare populista dirlo dobbiamo fermarci un attimo e considerare che chi pontifica di decrescita felice non abita mai in 80 metri quadrati e non vive con 1.200€ al mese ed inoltre è sempre al vertice della piramide sociale che vorrebbe cristallizzare.

E questo non solo fa riflettere ma fa la differenza.

Inoltre,e non ultimo,quando è in gioco la loro salute nessuno di questi ha mai rinunciato alla ultimissima cura nonostante che sia la risultante del progresso nefasto incarnato della multinazionali del male.
In sintesi è un fanatismo deleterio quello che di dice che la tecnologia risolve tutto prima o poi come lo è quello che ci dice che la tecnologia è il problema da eliminare.

In Italia si muore di meningite perchè in tanti hanno pontificato che i vaccini erano inutili  e servivano solo a rendere ricche le multinazionali. Oggi abbiamo la psicosi e si riempiono i pronto soccorso per avere la vaccinazione e di sicuro in tanti di questi che pontificano oggi la vogliono.
Questi due fanatismi sono le due facce della stessa medaglia.

Anche perché entrambe perdono di vista una costante storica. Ma prima di introdurla un paio di esempi.

Il principio in base al quale il vapore può generare energia fu scoperto da Filone di Bisanzio in Alessandria nel 260 avanti Cristo ed a Filone si deve anche la invenzione del giunto per trasmettere il moto rotatorio tra due assi non allineati ed il sistema di catena a ruota dentata.

Ovvero Filone non solo inventò come trasformare il vapore in energia ma anche la tecnologia per poi usare questa energia per muovere dei meccanismi.
Ma l’ invenzione del vapore si perse fino alla Seconda Rivoluzione Industriale nella metà del diciottesimo secolo. La domanda a questo punto è  perchè questo avvenne?
Perchè in un mondo in cui abbondava la forza motrice degli schiavi non si percepiva un problema di sostenibilità delle risorse in quanto declinanti.

A metà del diciannovesimo secolo la costruzione di una nave da guerra richiedeva circa 2000 alberi che richiedono almeno 2 ettari di terreno per crescere  e le cose non miglioravano quando si parlava dei vascelli commerciali. Va da sé che il problema della sostenibilità era sentito nel senso che era forte la percezione del fatto che al crescere delle flotte civili e militari sarebbe mancato il legname necessario.
Poi ed all’ improvviso la tecnologia risolse tutto con le prime cannoniere corazzate in metallo usate nella Guerra di Secessione Americana che non avevano più bisogno del legname per essere costruite.
Quando comparvero tutti tirarono un sospiro di sollievo dato che questa tecnologia aveva “semplicemente” risolto il problema della sostenibilità rispetto al legname aprendone altri rispetto all’ inquinamento generato dal carbone di cui nessuno si preoccupò per circa un secolo.

Cosa intendiamo dire con questi esempi tra tanti?

Da un lato non è una apologia della tecnologia che prima o poi introduce una novità che risolve i problemi.

E dall’ altro lato si evidenzia che la storia ci insegna,ma noi ce lo dimentichiamo,che nel tempo quelle che sembravano delle crisi di sostenibilità sia per mancanza di risorse che per gli impatti sull’ ambiente si sono poi semplicemente risolte adottando una nuova tecnologia e relativa struttura sociale.

Il punto quindi non e’ che la tecnologia sia il male in sè e per sè ma solo e semplicemente che il vero problema sia  il controllo su di essa.

Un controllo che la trasforma in una tecnologia positiva in quanto sostenibile se opera su 4 livelli di sostenibilità correlati ad altrettanti eco-sistemi.

Ovvero:

Ecosistema Spirituale: il rispetto della spiritualità laica o credente che sia
-Ecosistema Corpo: il rispetto della salute del corpo
-Ecosistema Ambiente: il rispetto della natura
-Ecosistema Sociale: il rispetto della cultura e della società

La valutazione della sostenibilità di una tecnologia deve avvenire,quindi,su più livelli che considerino sempre e comunque in maniera sinergica questi ecosistemi.

Non è solo un problema di standard piuttosto che legale ma un problema  di visione totale dell’ uomo come insieme sociale strutturato in un insieme  ecologico.

Una tecnologia dato che impatta non deve alterare gli ecosistemi ma ampliarne la valenza e le sinergie ed ora torniamo parlare del trapianto.

Valery Spiridonov e’ un Russo di 30 anni che si è offerto volontario per il primo trapianto di corpo integrale. Soffre di una malattia degenerativa che lo condurrà alla morte e questa è la sola speranza che gli resta e il trapianto avrà luogo  nel 2017.
Il suo corpo malato sarà espiantato dalla testa ed il corpo di un defunto verrà impiantato. L’ equipe  sarà guidata dal Torinese Prof. Guido Cannavero.

Indubbiamente un esempio interessante e prima di parlarne facciamo mente locale su due cose.
La prima cosa è il ricordarci tutto quello che venne detto quando per la prima volta si parlò delle trasfusioni come pure del trapianto di cuore.

Pensiamo a tutte le persone che sono ancora vive grazie a queste innovazioni si è detto e questo ci porta alla seconda cosa su cui fare mente locale:la ipocrisia di chi si può permettere di esserlo.
Teologi,pensatori della decrescita, preti,rabbini,imam sono pagati per parlare e sicuramente in molti si scaglieranno contro questo intervento come fu fatto per le trasfusioni ed il trapianto di cuore SALVO poi NON rinunciare a servirsi dell’ ultima “diabolica” tecnologia quando le loro vite o le vite dei loro cari sono a rischio.

Quello che si intende dire è che tutte queste belle parole di queste anime pie,che sono anime pie per LUCROSA professione ed è bene NON dimenticarcelo, sfumano nel nulla ipocrita quando tocca a loro.
Nessuno di loro per stare meglio o per far stare meglio i propri cari come pure per vivere si è mai rifiutato di utilizzare  ogni ultimo ritrovato della “diabolica” tecnologia.
Anzi,viste le loro condizioni di potere,prestigio e pecunia lo hanno sempre fatto e lo faranno sempre al meglio andando nei sancta sanctorum della tecnologia “diabolica”.
Poi, dopo la convalescenza in coerenza potranno tornare a parlare di decrescita felice e di tecnologia “diabolica” ed istruirci su come  vivere. Detto questo e questo si commenta da solo SENZA possibilità di smentita altro non serve dire.

Personalmente penso ad una bambina che conosco che a seguito di un incidente d’ auto è divenuta paraplegica e che solo con questa tecnologia potrà tornare ad una vitta normale.
Pensando al suo sorriso,e scusate la retorica, le parole dei “pii di professione a pancia piena” che non si fanno scrupolo di usare le stesse tecnologie per loro stessi sono solo un fastidioso brusio di mercanti nel tempio della macelleria mediatica che vive alimentando le nostre paure.
Se loro od i loro cari si trovassero in quelle condizioni NON si porrebbero il problema e chiederebbero il trapianto. Lo sanno benissimo e lo sappiamo anche noi ed il resto è aria fritta per la loro pancia piena.

Il problema quindi NON è tanto la tecnologia in sé stessa ma come viene usata, ovvero?

Rimaniamo al nostro esempio e vediamo che ogni uso terapeutico di questa tecnologia è fantastico dato che può cambiare la vita a tantissimi.

Quello che è da evitarsi è il suo ABUSO. Ovvero?

NON deve divenire lo strumento con cui una elite, a cui appartengono tutti i pii di professione, poi possa prolungare la propria vita continuando a farsi trapiantare corpi invecchiati su teste funzionanti.
Per questo servono leggi e costumi sociali idonei.

Ovvero SI all’ uso e NO all’ abuso della tecnologia.

Le tecnologie non sono né buone e né cattive in sé.

Tutte generano delle soluzioni creando implicitamente nuovi problemi se non regolamentate.
Ed è questo il pragmatismo culturale che ci serve per gestire il futuro tecnologico nel presente uscendo dalle ammorbanti nebbie dei fondamentalismi pro e contro la tecnologia.

©2017

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