Trapianto di un corpo su una testa nel 2107 in Russia (1/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

In Russia nel 2017 una equipe medica internazionale guidata da un neurochirurgo di Torino trapianterà un corpo sulla testa di un volontario. Un cittadino Russo affetto da una malattia degenerativa terminale che  sostituirà il proprio corpo malato con quello sano di un cadavere che gli verrà impiantato sulla testa. E per questa persona questo trapianto rappresenta la sola possibilità di non morire prematuramente a causa della malattia.

Nella prima parte di questo articolo parleremo della dimensione culturale e nelle seconda amplieremo parlando di intelligenza artificiale emozionale.

Un corpo malato viene sostituito come un organo malato mediante un trapianto. Un qualcosa che avrà una risonanza almeno pari a quella che ebbe il primo trapianto di cuore eseguito da Barnard il 2 dicembre 1967.

E pensando proprio a questa risonanza iniziamo con Frankenstein rilevando come sia forse il solo romanzo in cui il protagonista principale  non abbia un nome. Il protagonista principale è il mostro e lo chiamiamo “mostro” senza dargli un nome dato  che non viene definito con un nome di persona ma come il mostro di Frankenstein .

Ed il non dargli un nome ci porta alla  prima dimensione delle tre relative alla spersonalizzazione inconscia che creiamo intorno a questo personaggio.
La seconda è relativa al suo essere un mostro che è un controsenso. Un controsenso nel senso che immaginiamo di essere Frankenstein,ovvero un chirurgo così abile nell’ operare, che quando arriva al viso non sa fare di meglio che farne uno mostruoso.
Illogico no? Un chirurgo così bravo avrebbe usato il viso più bello a disposizione e questo ci porta alla terza dimensione.
E perché un uomo?
Forse per evitare di creare una Eva 2.0 di cui innamorarsi e con cui concepire un figlio?.
Ma il figlio cosa sarebbe stato? Nulla di piu’ e nulla di meno che una nuova genia di Homo Sapiens.
E le implicazioni sono chiare. Se sfidiamo Dio può nascere solo un mostro e teniamolo a mente dato che ci ritorneremo dopo.
Ora parliamo di un altro famoso libro del diciannovesimo secolo che è entrato nell’ inconscio collettivo universale: Dottor Jekill e Mister Hyde.
La storia è nota come lo è pure il simbolismo e trasliamo tutto nel ventunesimo secolo.
Se questo libro venisse scritto oggi probabilmente i ruoli, e relativi simbolismi,muterebbero.
Il Dottor Jekill non sarebbe più la  espressione della civiltà e del progresso e Mister Hyde quella della  inciviltà.
Attualizzando nel ventunesimo secolo Mister Hyde probabilmente sarebbe un  gnocco attivista ambientale ed il Dottor Jekill un non meno gnocco scienziato al servizio di oscuri interessi di una multinazionale alla ricerca di modificazioni genetiche od altro di devastante per il  pianeta.
Oppure se il Dottor Jekill rimanesse  un esempio del progresso positivo allora  potrebbe essere uno scienziato che cerca di contrastare un Mister Hyde che in-personifica dei poteri forti interessati solo al profitto senza curarsi dei danni ambientali. Ed ovviamente entrambi rigorosamente “gnocchi” in modo da essere fotogenici per un film ed una serie televisiva.

Ovvero?
Alla fine sembra che le cose non siano poi cambiate di molto in duecento anni.

Nel diciannovesimo secolo ci si preoccupava degli effetti devastanti non tanto del progresso scientifico quanto piuttosto del progresso non regolamentato.
Il Dottor  Frankenstein creava un nuovo uomo con mezzi meccanici,ovvero con la chirurgia dato che ai suoi tempi la genetica non esisteva.
Oggi pensiamo alla clonazione,ovvero a farlo geneticamente.

Ma come con Frankenstein anche oggi il problema non e’ lo sviluppo della conoscenza ma il non controllo di tale sviluppo.
Se Frankenstein avesse messo a disposizione le sue conoscenze non per creare una nuova specie umana ma per far progredire la chirurgia, per esempio nella dimensione dei trapianti, tutto avrebbe avuto un lieto fine.
Se il Dottor Jekill non avesse esasperato gli istinti animaleschi ma potenziato le capacità intellettuali piuttosto che la resistenza alle malattie  di Mister Hide anche in questo caso si avrebbe avuto un lieto fine.

E tutto questo ci porta al senso del tutto: ovvero il fatto che si debba evitare di restare intrappolati nella dialettica fondamentalista quanto fuorviante che ammorba ogni dibattito serio sullo sviluppo tecnologico.
Ci ritroviamo infatti bloccati all’ interno delle Colonne d’ Ercole di un duplice quanto deleterio e non costruttivo fondamentalismo.

Da un lato il fanatismo che vede nella tecnologia la soluzione di tutti i male e dall’ altro lato il fanatismo che vede nella tecnologia la causa di tutti i mali. Lo vediamo con i vaccini.

In tutto il mondo i vaccini riducono la mortalità infantile e curano malattie ma da noi sono un komplotto di multinazionali che cercano solo di fare profitti immensi ed accade così che in Italia nel ventunesimo secolo si ritorni a morire di meningite perchè le persone non fanno i vaccini.

Ma di questo parleremo nella seconda parte di questo articolo.

©2017

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