Flanuer:il turismo viaggiando in sè stessi

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Lo spunto per questo articolo mi viene da un messaggio che mi ha inviato una cara amica nata in Cina e naturalizzata in Italia che stà prendendo un master. Facendo riferimento ad una giornata insieme in cui andremo a passeggiare come dei flaneur per  fare delle foto in una città Italiana nel messaggio mi parla di The Walking Man.

Un manga di Tanigushi che parla di un viaggio. Un viaggio che la mia amica giustamente considera come quello di un Flaneur che passeggiando si emoziona  per quello che vede e lo vive facendone parte. Il merito va alle illustrazioni del manga che sono dei capolavori di arte visiva come potete vedere clickando qui.

E parlando di arte visiva che racconta un ecosistema urbano le sue parole mi rimandano ad Edward Hooper.

Ma prima di continuare è meglio aprire una breve parentesi sul senso del flaneur in un mondo in cui si può viaggiare anche stando fermi ed indossando un visore che intensifica la realtà e che  costa un euro al mese.

Il termine flanuer è stato coniato da Baudelaire per indicare il gentiluomo che vaga per le strade della città emozionandosi per quello che vede. Poi indubbiamente si è anche arricchito di connotazioni dandy grazie ad Oscar Wilde ed anche hypster se pensiamo a Capote con i nonni degli hypster in Colazione da Tiffany.

In ogni caso la eccezione di flaneur a cui facciamo riferimento in Locglob non è decadentista ed anzi è il contrario. Pensiamo ad un flaneur che percorre il suo safari urbano per conoscere, meravigliarsi e capirsi.

Un qualcosa di vivo e vitale quindi che possiamo fare viaggiando in vari modi. Leggendo, ascoltando,guardando e ovviamente camminando dopo essere andati in un posto.

Per chi come me ha optato per una vita ad emissione di anidride  contenutissime andare vuol dire usare il treno o la bicicletta il più possibile. Ma allo stesso tempo con la viabilità disastrosa che si ha in Italia non si può pensare che non si debba usare una auto ed allora invece che comprarla ho optato per la dimensione access life e quindi la noleggio quando mi serve. Ah e per inciso sul treno si rimanda ad una serie di articoli nella sezione relativa alla economia per vedere quanto sia importantissimo nel ventunesimo secolo visto che il 18 gennaio si è attivata la tratta super veloce che collega Londra con Beijing.

Flanuer come  viaggiatore in un safari di emozioni che non ha nulla di decadente e da qui torniamo ad Edward Hooper.

Il pittore Americano ha regalato al mondo delle immagini bellissime sulla città. Una città che poi è tutte le città. Non solo quelle Americane del ventesimo secolo ed inoltre le immagini non parlano di tristezza ma di realtà.

Ovvio che ognuno poi interpreta queste immagini come vuole e clickando qui  le troviamo tutte e per noi esse non parlano di tristezza ma di spazi che divengono luoghi.

Ma le immagini del manga che mi aveva consigliato la mia amica mi hanno fatto pensare ad una sfumatura di quelle che Hooper ha disegnato. Ovvero alle rivisitazioni fatte con dolcissima ironia da Artcomic e che trovate clickando qui.

In particolare una di esse che vedete clicando qui e che ritrae un noto gruppo di viaggiatori rivisitando il famosissimo quadro intitolato The Nighthawaks. Ovvero i falchi della notte. Il falco è indubbiamente un predatore ma anche un esploratore.

In questo quadro al posto di Ulisse, Perimede, Polite, Anticlo , Sinone troviamo il comandante Kirk, il dottor McKoy, il vicecomandante Spock ed il tenente ingegnere Scott.

La nave è la Enterprise ed il mare è lo spazio universale. Ed ovviamente il viaggio è alla ricerca della prossima frontiera dopo la ultima appena visitata e soprattutto vissuta.

Eh si, viaggio ultima frontiera.

Flanuer una filosofia eclettica per viaggiare in ogni modo possibile per sentirsi a casa ovunque e per meravigliarsi sempre consapevoli del fatto che nessuno ” nasce imparato”  e quindi siamo sempre ignoranti delle cose della vita.

Città dicevamo. Ovvero la forma di aggregazione sociale nata circa quattromila anni orsono in Mesopotamia dando origine a tante cose tra cui la nascita di quel fenomeno di connessione che chiamiamo globalizzazione.

Le connessioni umane , culturali, emozionali, economiche e politiche tra le prime  megalopoli Mesopotamiche erano globalizzate come lo sono quelle tra le  equivalenti forme di modernità espressa da un locale formato dal network  delle 296 città leader al mondo nel ventunesimo secolo ed il cui pulsare ogni giorno viene monitorato in Locglob.

Città quindi e con esse il camminarci dentro come viaggio fisico ed emozionale al contempo.

Ed ogni strada diviene un villaggio ed ogni quartiere una città nella città dato che il solo flusso che conta è quello emozionale degli abitanti.

Il resto è solo un abito con cui si arreda quello spazio per farne un luogo da abitare. E questo resto sono le fisicità simboliche degli edifici.

Asimov quando creava le 3 Leggi della Robotica ,così utili ed attuali in un mondo dove la intelligenza artificiale diviene emozionale e dove alcune unità di super elite Americane  comunicano telepaticamente con un hardware segretissimo, diceva che la città sono la prima realtà virtuale creata dalla umanità.

Ovvero un paesaggio innestato nel paesaggio naturale. Ma anche un paesaggio che al suo interno si compone di una miriade di paesaggi. Uno per ogni finestra, vetrina, oblò di automobile che altro non sono che squarci in cui si riflette e ci riflettiamo come tutto inteso come vita.

Barnet e Cavanagh ponevano nelle città il luogo dove le corporazioni divengono imperiali come potere parallelo , antagonista, sinergico ad un tempo agli stati come vediamo in un articolo che parla di geopolitica umana.

Le corporazioni del ventunesimo secolo al pari delle gilde del Medioevo. Ed anche questo si legge nelle strade.

Le città quindi come un mondo nel mondo in cui fisico e digitale si fondono sovrapponendosi ad altri strati.

Questo perchè le città , tutte le città e non solo le 296 città leader, non sono altro che il caleidoscopio di geografie differenti.

Una summa che esprime una opera artistica che è enigimatica in quanto incarnante tanti futuri contemporanei.

In quanto sovrapposizione ogni sua parte ha un futuro tra i tanti che è al contempo collettivo della città ed indissolubilmente proprio di quella parte della stessa città.

In perenne movimento con flussi interni ed esterni in arrivo e partenza. Alla fine quindi priva di centro dato che ogni sua sovrapposizione è un centro a sè stante.

Così priva di centro che  non esiste un mezzo per esprimerla dato che tutto dialoga con se stesso ma anche con le altre componenti e quindi anche con noi.

Ed ognuno ha le sue mappe mentali e quindi solo nella arroganza degli editoriali e dei talk-show esiste una interpretazione unica di una elite che interpreta se stessa sempre più espressa dalla inconsistenza di “gnocche a tacco 16 e gnocchi abbronzatissimi”.

Flanuer significa viaggiare non da decadenti ma  ascoltando umilmente per capire cogliendo le sfumature di analogie impensate quanto illuminanti che sono davanti ai nostri occhi.

Le città parlano.

Vogliamo ascoltarle?

©2017

———–

Oggi abbiamo pubblicato

  1. BASTA CATASTROFISMO:Le tecnologie che battono il pauperismo della decrescita felice
  1. Audi, la forza della emozione
  2. La Quarta Guerra Mondiale iniziata con la crisi finanziaria
  3. Regeni,un essere umano e NON deleghiamo a chi ha fatto della protesta un LUCROSO lavoro!
  4. Trapianto di un corpo su una testa nel 2107 in Russia
  5. Flanuer:il turismo viaggiando in sè stessi