BASTA CATASTROFISMO:Le tecnologie che battono il pauperismo della decrescita felice (1/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Lette da un punto di vista economico le cause fondamentali della crisi ecologica sono sintetizzabili in due dimensioni.

La prima ci dice che stiamo pagando per il nostro successo mentre la seconda dimensione ci dice che il problema non sia la disponibilità di risorse ma la sua distribuzione.

Nella prima parte di questo articolo parleremo del fatto che si stia pagando il nostro successo.

Di quale successo stiamo parlando?

La ultima generazione ha visto concretizzarsi allo stesso tempo 4 eventi epocali quanto rivoluzionari per la intera umanità.

Il primo evento è il fatto che circa due miliardi di persone sono entrate nella fascia di reddito che le definisce come borghesi ed un altro miliardo è uscito dalla povertà. Un arricchimento su scala globale  mai visto nella storia anche se questo non ci deve fare dimenticare la tragedia che almeno due miliardi di persone sono ancora povere.

Il secondo evento è un innalzamento medio della durata della vita senza precedenti.

Il terzo è relativo ad una diminuzione della mortalità infantile grazie ai tanto vituperati vaccini.

Il quarto evento è un innalzamento generalizzato della scolarità.

Ovvero in una frase: muoiono meno bambini, si vive più a lungo, si è più istruiti e si ha più denaro.

In termini economici il combinato disposto di questi elementi si sintetizza in una frase: maggiore uso delle risorse naturali.

Vivendo di più in salute con un gusto più raffinato dalla istruzione e con più denaro si consuma di più.

Ed è questo il punto nel senso che siamo vittime del successo della globalizzazione positiva.

A questo punto è necessaria una piccola parentesi per chiarire un concetto chiave sulla globalizzazione.

La globalizzazione è nata nel quarto millennio avanti Cristo quando le megalopoli della Mesopotamia iniziarono una rete globale di scambi culturali, emozionali , umani , politici ed economici. Da allora ad oggi è solo evoluzione di questo trend che ovviamente assume forme diverse in ogni epoca. Per chi fosse interessato in un articolo nella sezione dedicata alla geopolitica ne parliamo più ampiamente e basta clickare qui.

Non meno importante è poi distinguere tra una globalizzazione positiva ed una negativa.

La globalizzazione negativa è quella che fa si che ancora due miliardi di persone siano povere e che si consumino enormi scempi ambientali. Ma è anche quella che ci impoverisce ogni giorno sebbene si appartenga ad una delle aree geopolitiche più ricche del pianeta.

La globalizzazione positiva è quella che in una generazione ha tolto tre miliardi di persone dalla povertà, ha  ridotto la mortalità infantile, ha innalzato il livello di istruzione ed ha allungato la vita media.

Purtroppo le due globalizzazioni convivono come le due facce della stessa medaglia.

In Locglob portiamo avanti la forza della economia positiva analizzando da più di 7000 fonti tutti-partisan gli esempi di crescita felice sostenibile e resilente in giro per il mondo.

A questo punto possiamo chiudere la nostra parentesi esplicativa e tornare a parlare del fatto che siamo vittime del nostro successo.

In un mondo dove si vive più a lungo e si ha più denaro è inevitabile consumare.

Il punto, il problema è ovviamente consumare in maniera consapevole. Ovvero in maniera resilente e sostenibile.

Visto che vogliamo che in un futuro più prossimo possibile si debellino altre malattie e quindi si possa vivere ancora più a lungo come pure che sempre meno persone siano povere quello che vogliamo è un mondo che inevitabilmente consumerà di più.

La soluzione non risiede nella decrescita felice o nella demonizzazione della scienza ma in una crescita felice ed in un uso ponderato della tecnologia.

Una tecnologia che esiste già ed è implementabile come vedremo domani nella seconda parte di questo articolo dove  analizzeremo che il vero problema non è la mancanza delle risorse ma la loro equa distribuzione

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