Il video-riconoscimento usando uno smartphone

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

La società Russa Findface ha lanciato un innovativo software che consente di abbattere sensibilmente le barriere di accesso in termini di costi per potere avere un riconoscimento facciale rapido di chi viene ripreso.

FindFace ha sviluppato un algoritmo che si è tradotto in una applicazione  Apps che  può essere utilizzata da qualsiasi smartphone di fascia medio-alta come pure dalla quasi totalità delle videocamere in circolazione.

Una volta installata questa applicazione consente di confrontare l’ immagine ripresa con i profili nei social network e da qui ricavare l’ identità della persona.

Un esempio per capire come funziona.

Immaginiamo di vedere i nostri figli in compagnia di qualcuno che non conosciamo. A questo punto basta fotografarlo senza farci accorgere e poi con la applicazione in questione cercare la sua foto. Con la foto abbiamo i suoi profili social network e possiamo ricavare delle informazioni sulla personalità dello sconosciuto.

Il prodotto è presente sul mercato Russo ed interagisce con il social network Vokontatke garantendo un riconoscimento con una affidabilità del 70% in pochi secondi.

In 10 mesi è stato usato già da almeno 1 milione utenti che hanno eseguito non meno  di 9 milioni di identificazioni di persone.

FindFace ha intenzione sia di esportare il prodotto come pure di allargare la possibilità di ricerca ad altri social network mettendo così a disposizione un data base di immagini che contiene più di un miliardo di persone.

Perchè  questa applicazione avrà successo?

Pensiamo al fatto che il mercato iniziale è quello di almeno 250000000 di videocamere sparse per il mondo che non consentono questo tipo di riconoscimento immediato in quanto non al top della tecnologia.

Come pure al mercato rappresentato da circa 1 miliardo di telefoni.

Fino ad oggi il disporre di telecamere in  grado di fornire un riconoscimento in una manciata di secondi presupponeva due elementi chiave:

  • il primo elemento è  il potersi permettere un hardware ed un software molto costoso
  • ed il secondo elemento è il potersi pagare un accesso ad una banca dati fotografica

Con FindFace queste barriere in termini di costi vengono meno dato che la innovazione,al momento senza concorrenza,consente di poter far riprese sia da uno smartphone di fascia medio alta,(prodotti dai 300 euro in su),come pure dalla quasi totalità delle telecamere installate ed in commercio.

E poi di usare i social network come banca dati per trovare le foto con cui identificare le persone.

Dalle polizie che vogliono tracciare meglio dei possibili soggetti pericolosi che,in questo modo,possono dotare di videocamere a riconoscimento immediato ogni pattuglia in quanto gli agenti possono usare un’ Apps per uno smartphone.

Ai negozi,anche di piccole dimensioni,che possono tracciare la clientela ed identificare quella più fidelizzata come pure le sue  dinamiche di flusso nel negozio,(tempi di frequentazione e di fruizione degli spazi).

Tutto ci porta ad un mercato di centinaia di milioni di unità a garanzia di un successo rivoluzionario nel settore.

Un successo che però richiede anche che il Legislatore estenda i limiti della privacy dato che ora basta una foto per riconoscerci.

Nel pratico immaginiamo che un fotografo mentre fa il suo lavoro ci riprende in una festa in una discoteca.

Qualcuno vedendo la foto può risalire a noi ed inserirci in una fastidiosa mailing list commerciale.

Od immaginiamo  alle riprese delle telecamere di sorveglianza di un centro commerciale o di un negozio. Forniscono informazioni preziosissime dal punto di vista commerciale.

Questo perchè quando ci riprendono informano sugli orari di frequentazione, sulle nostre priorità di percorso, su dove ci fermiamo,(ovvero su  cosa attira la nostra attenzione), e via dicendo.

A questo punto basta un fotogramma col nostro viso e sanno chi siamo.

Ma esistono anche situazioni in cui può essere pericoloso.

Immaginiamo un maniaco od un pedofilo che ci riprenda o che riprenda i nostri figli e poi trovando rapidamente il nostro profilo social possa avvicinarsi a noi.

La tecnologia in sè e per sè non è buona o cattiva.

Buono o cattivo è solamente il suo utilizzo e di questo siamo solo noi i responsabili.

E questa responsabilità comporta anche un adeguamento della normativa sulla privacy prima che questo tipo di applicazioni divengano la norma.