Ford Mustang GT 2018. Sangue carburato

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Le cose hanno un nome. Non solo per chiamarle ma anche per identificarle.

Identificarle dato che le parole sono simboli interiori per definire le mappe mentali del mondo.

Quindi anche le macchine hanno un nome.

Abbiamo la Ford T di Stanlio ed Olio , la Jaguar E-type di Diabolik, la Fiat 500 di Lupin Terzo, la Aston Martin DB5 di James , la Ferrari Daytona di Sonny ma anche la 313 di Parperino e la lista può continuare.

Poi abbiamo ovviamente anche lei. Lei chi?

La Mustang, ovvero la Ford coi muscoli per antonomasia. Ci viene difficile pensare alla Ford come ad un produttore di auto sportive ed è un peccato.

Per decenni i motori Ford erano i soli rivali della Ferrari. Nel Rally teneva testa a Lancia ed Audi.

La Ford GT nel 1966 dominò Le Mans in un modo leggendario.

Ford disse che avrebbe fatto solo una gara ed avrebbe stravinto. E così fece.

Dire Mustang vuol dire perderci in un inconscio collettivo fatto di autostrade senza fine tra cui la leggenda si chiama Autoroute 66.

In Italia come abbiamo visto in un altro articolo si chiama Autosole che è la  Autoroute 66 del Mediterraneo.

Quando ero a San Diego ne avevo una di Mustang con cui sono andato fino a New York e sono cose che ti restano dentro.

Oggi Ford ha continuato ad alimentare la leggenda con la Mustang che uscirà nel 2018.

Una Ford GT più potente ma anche più ecologica in quanto più efficiente in termini di consumi.

Un motore V8 disponibile in due versioni da  2300 e 5000 centimetri cubici su cui scegliere se innestare un cambio a 6 od a 10 marce.

Una cura particolare è stata data alla percezione che si fornisce quando la si guida.

E questo perchè le auto alla fine sono il nostro abito, interior design sulle strade.

Quindi non solo il design della carrozzeria ma un motore che non è rumoroso in città. Discreto in ambito urbano urla invece il suo caratteristico suono quando lo si guida in autostrada.

La discrezione ed il non apparire come stile di vita.

E la leggenda continua